N. 22 -
Ottobre 2009
(LIII)
LA P2
Membri, obiettivi, tratti distintivi
di Cristiano Zepponi
La
relazione
finale
dell’onorevole
Tina
Anselmi,
capogruppo
dell’apposita
Commissione
d’inchiesta
del
Parlamento
italiano,
si
apre
così:
“(…)
la
data
di
fondazione
della
loggia
massonica
Propaganda
Due
si
perde
nel
tempo,
come
spesso
accade
per
simili
consorterie.
E’
noto,
comunque,
che
era
un
antico
sodalizio
che
accoglieva
gli
elementi
più
importanti
e
prestigiosi,
fin
da
quando,
nel
secolo
scorso,
la
massoneria
aveva
un
ruolo
centrale
nelle
vicende
italiane
(…)”.E
non
sono
solo
le
origini,
ad
essere
rimaste
avvolte
da
una
fitta
nebbia
di
silenzi
ed
omissioni.
Cosa
fu
la
Loggia,
a
grandi
linee,
ed
in
quali
vicende
fu
implicata,
resta
ancora,
ufficialmente,
poco
chiaro.
La
relazione
del
Parlamento,
però,
ne
permette
una
generale
comprensione.
LA
MASSONERIA
IN
ITALIA
In
particolare,
l'organizzazione
P2
nacque
e si
sviluppò
nell'ambito
della
maggiore
comunione
massonica
esistente
in
Italia:
il
Grande
Oriente
d’Italia
di
Palazzo
Giustiniani.
Si
rende
pertanto
necessaria
una
breve
disamina
della
presenza
massonica
nel
nostro
paese
e
delle
sue
strutture
al
fine
di
comprendere
e
valutare
nella
sua
esatta
dimensione
il
fenomeno.
La
massoneria
italiana
si
compone
da
tempo
di
due
maggiori
organizzazioni
o
"famiglie",
comunemente
indicate
con
il
sintetico
riferimento
alla
sede
storicamente
occupata,
come
di
Palazzo
Giustiniani
e di
Piazza
del
Gesù;
questa
si
configura
a
sua
volta
come
promanazione
della
prima
a
seguito
di
una
scissione
intervenuta
nel
1908,
in
ragione
di
contrasti
attinenti
l'atteggiamento
da
assumere
sulla
legislazione
concernente
l'insegnamento
religioso
nelle
scuole.
Accanto
a
questi
due
gruppi
di
rilievo
nazionale
- la
cui
consistenza
era
stato
valutabile
tra
i
15-20
mila
iscritti
per
Palazzo
Giustiniani
e
tra
i
5-10
mila
per
Piazza
del
Gesù
–
erano
(sono?)
presenti
altri
minori
gruppi
locali
con
una
consistenza
valutabile,
per
ognuno
di
loro,
nell'ordine
di
alcune
centinaia
di
iscritti.
Il
modello
strutturale
assunto
era
quello
di
una
distribuzione
degli
iscritti
secondo
una
scala
gerarchica
modulata
per
gradi,
che
conosce
una
divisione
fondamentale
tra
Ordine,
comprendente
i
primi
tre
gradi,
e
Rito,
comprendente
i
gradi
dal
quarto
al
trentatreesimo,
talché,
mentre
tutti
coloro
che
fanno
parte
del
Rito
sono
necessariamente
membri
dell'Ordine,
non
necessariamente
vale
l'assunto
contrario.
Si
tratta
quindi
di
due
livelli
collegati,
ma
non
coincidenti,
l'uno
sopraordinato
all'altro
secondo
un
modello
di
struttura
verticalizzata
che
presiede
tutta
l'organizzazione
massonica,
all'interno
della
quale,
poi,
la
mobilità
degli
iscritti
nella
scala
era
regolata
dalla
stretta
applicazione
del
principio
di
cooptazione
che
determina
ogni
passaggio
di
grado,
nonché
l'ingresso
nell'Ordine
e
poi
nel
Rito.
Gli
iscritti,
a
loro
volta,
sono
raggruppati
in
logge
con
base
territoriale;
e la
domanda
di
iscrizione
ad
una
loggia
è
requisito
fondamentale
per
l'ingresso
di
un
"profano"
nella
massoneria,
per
cui,
in
linea
di
principio,
non
si
può
appartenere
alla
massoneria
se
non
attraverso
il
momento
comunitario
della
iscrizione
ad
una
loggia.
Questo
meccanismo
non
escludeva
eccezioni
e
particolarità:
la
massoneria
di
Palazzo
Giustiniani,
con
altre
"famiglie",
contemplava
anche
la
possibilità
di
accedere
all'Ordine
per
iniziazione
operata
direttamente
dal
responsabile
supremo
- il
Gran
Maestro
-
senza
pertanto
sottostare
alla
votazione
che
sancisce
l'ingresso
dell'iniziando
nell'organizzazione.
I
"fratelli"
che
erano
iniziati
in
questo
modo,
(detto
"sul
filo
della
spada")
si
trovavano
quindi
in
una
posizione
particolare
("all'orecchio"
del
Gran
Maestro)
sia
per
non
avere
una
loggia
di
appartenenza,
sia
per
il
carattere
riservato
della
loro
iniziazione,
intervenuta
al
di
fuori
delle
ordinarie
forme
di
pubblicità
statutariamente
previste;
essendo
pertanto
la
loro
iniziazione
nota
solo
all'organo
procedente,
il
Gran
Maestro,
tali
iscritti
erano
designati
come
"coperti"
ed
inseriti
d'ufficio
in
una
loggia
anch’essa
"coperta"
comprendente,
per
l'appunto,
la
lista
degli
iscritti
noti
solo
al
Gran
Maestro.
Tale
loggia
veniva
designata
come
loggia
"Propaganda";
ogni
loggia
poi
veniva
contrassegnata
da
un
numero
oltre
che
da
un
nome.
Da
questo
deriva
il
nome:
la
loggia
"Propaganda"
avrebbe
avuto
in
sorteggio
il
numero
due
(tale
almeno
è la
spiegazione
fornita
dai
responsabili
massonici
sull'origine
di
questa
denominazione).
Dalla
vasta
documentazione
acquisita
dalla
Commissione
nell'ambito
di
operazioni
di
perquisizione
e di
sequestro
di
documenti,
è
emerso
che
il
fenomeno
della
"copertura"
era
comune
alle
altre
famiglie
ed
interessava
sia
singoli
iscritti
che
intere
logge,
rivestendo
portata
più
ampia
di
quanto
non
rappresentato
in
questa
prima
schematica
descrizione.
E’
accertato
che,
sia
in
sede
centrale
che
in
sede
periferica,
era
assai
frequente
l'uso
di
denominazioni
fittizie
per
mascherare
verso
l'esterno
(il
mondo
"profano")
la
presenza
di
strutture
massoniche.
Così,
ad
esempio,
era
prassi
consueta
intitolare
a
generici
Centri
studi
i
contratti
dì
affitto
per
i
locali
necessari
all'attività
della
loggia;
ed è
dato
rilevare
come
gli
statuti
di
tali
organismi
non
contenessero
alcun
riferimento
alla
massoneria
e
alle
attività
massoniche
nel
designare
l'oggetto
dell'attività
dell'ente,
salvo
poi
riscontrare
una
perfetta
identità
personale
tra
gli
iscritti
al
Centro
studi
ed i
membri
della
loggia.
In
questo
modo
si
deve
valutare
l’operato
di
Licio
Gelli,
intestatario
di
varie
sedi
successivamente
occupate
dalla
Loggia
ad
un
Centro
studi
di
storia
contemporanea
che
fungeva,
anche
a
fini
di
corrispondenza
tra
gli
iscritti,
da
copertura.
La
seconda
forma
di
copertura
era
invece
rivolta
verso
l’interno
della
stessa
organizzazione.
Sono
stati,
infatti,
rinvenuti
documenti
che
fanno
riferimento
a
logge
coperte
periferiche,
ad
una
loggia
coperta
nazionale
numero
uno
(presso
l'organizzazione
di
Piazza
del
Gesù),
ad
un
Capitolo
nazionale
riservato
(presso
il
Rito
Scozzese
Antico
ed
Accettato
di
Palazzo
Giustiniani).
Sono
stati
inoltre
acquisiti
registri
di
appartenenti
a
logge
(piedilista)
nei
quali
gli
iscritti
venivano
elencati
con
soprannomi
o
pseudonimi
di
copertura.
La
documentazione
in
possesso
della
Commissione,
ancorché
frammentaria,
testimonia
in
modo
certo
un
modus
procedendi
all'interno
delle
organizzazioni
massoniche
improntato
a
connotazioni
di
riservatezza
volte
a
salvaguardare
le
attività
degli
iscritti,
o di
alcuni
settori,
dall'indiscrezione
e
dall'interessamento
non
solo
degli
estranei
all'istituzione,
ma
anche
a
parte,
maggiore
o
minore,
degli
stessi
affiliati
alla
comunione.
Tale
costume
di
vita
associativa
è
stato
dai
massimi
responsabili
della
massoneria
rivendicato
come
una
forma
di
riservatezza
propria
dell'istituzione,
motivata
dal
rinvio
ai
contenuti
esoterici
che
sarebbero
propri
della
dottrina
massonica,
nonché
dal
richiamo
a
situazioni
storiche
di
persecuzione
degli
affiliati.
Va
posto
in
rilievo
che
i
fenomeni
di
copertura
indicati
erano
comunque
largamente
invalsi
nella
vita
delle
varie
famiglie
massoniche
con
riferimento
al
periodo
anteriore
alla
legge
di
scioglimento
della
loggia
P2 e
traevano
alimento,
oltre
che
nelle
ragioni
storiche
addotte,
piuttosto
discutibili,
dall'assenza
di
un
preciso
quadro
di
riferimento
normativo
che
desse
attuazione
alla
norma
costituzionale
in
materia
di
libertà
di
associazione.
E’
sintomatico
peraltro
che,
posteriormente
all'approvazione
della
legge
di
scioglimento
della
Loggia
P2,
gli
elementi
più
sensibili
della
massoneria
si
siano
posti
il
problema
della
ortodossia
di
tali
modelli
organizzativi,
risolvendolo
nel
senso
di
alcune
modifiche
statutarie,
con
la
conseguente
soppressione
di
organismi
quali
il
Capitolo
riservato
e la
Loggia
nazionale
coperta
numero
uno
come
avvenuto
presso
la
comunione
di
Piazza
del
Gesù.
Accanto
alla
connotazione
della
riservatezza
altra
peculiarità
era
quella
dello
spiccato
interessamento
delle
varie
comunità
massoniche
verso
le
attività
del
mondo
"esterno".
Se è
pur
vero
che
uno
dei
capisaldi
fondamentali
della
originaria
massoneria
inglese,
che
fungeva
da
pietra
miliare
per
le
comunità
massoniche
di
tutto
il
mondo,
conteneva
il
divieto
di
occuparsi
di
questioni
politiche,
un’abbondante
documentazione
in
possesso
della
Commissione
dimostra
che
l'attività
delle
logge
non
era
volta
soltanto
allo
studio
ed
all'approfondimento
di
questioni
esoteriche,
ma
abbracciava
un
vasto
campo
di
interessi
che
trovavano
il
loro
momento
di
unificazione
nella
pratica
massonica
della
solidarietà
tra
fratelli.
La
solidarietà
esplica
la
sua
funzione
per
le
attività
dell'affiliato
nel
mondo
"profano",
giungendo
sino
all'appoggio
esplicito
per
i
fratelli
candidati,
formalizzato
in
circolari
tra
gli
iscritti,
in
occasione
di
consultazioni
elettorali.
Particolarmente
significativo
al
riguardo
è
l'esempio
di
un
modello
organizzativo
verificato
presso
la
comunione
di
Piazza
del
Gesù:
le
camere
tecniche
professionali.
Si
tratta
di
organismi
settoriali
che,
su
iniziativa
e
propulsione
del
centro,
raccolgono
gli
iscritti
in
ragione
della
professione
esercitata
(una
sorta
di
corporazioni
massoniche).
Al
modello
delle
logge,
che
funzionano
su
base
territoriale
ed
interprofessionale,
era
dunque
affiancato
un
sistema
di
raggruppamento
degli
affiliati
parallelo
ed
organizzato
su
base
nazionale,
avente
quale
momento
unificativo
gli
interessi
e le
attività
"profane".
Secondo
tale
schema
troviamo
così
raggruppati
i
medici,
i
professori
universitari
e i
militari,
esempio
quest’
ultimo
degno
di
particolare
attenzione
(e
sconcerto).
Una
ragione
non
ultima
della
pluralità
di
famiglie
massoniche
esistenti
va
probabilmente
ricercata
-
oltre
che
in
ragioni
dì
ordine
puramente
teorico
- in
una
diversa
consonanza
di
opinioni
e di
interessi
in
materie
estranee
alle
questioni
di
esclusivo
profilo
esoterico.
La
stessa
massoneria
d'altronde
rivendica
ancora
a
proprio
merito
un
ruolo
importante
nelle
vicende
storiche
del
nostro
paese.
Nacque
da
questa
propensione
all'intervento
nelle
attività
"profane"
ed
in
essa
trova
ragione
di
esistere,
l'istituto
tipicamente
massonico
della
"solidarietà"
tra
gli
affiliati,
ovvero
della
mutua
assistenza
che
essi
si
garantivano
nell'esercizio
delle
loro
attività
professionali
(favoritismi,
clientelismo,
appoggi
vari)
o
comunque
delle
vicende
estranee
alla
vita
associativa.
La
solidarietà
tra
fratelli
rappresentava
l'estensione
al
mondo
esterno
del
vincolo
associativo,
caratterizzato
da
un’efficacia
di
rilevante
portata
e
nel
contempo
di
difficile
valutazione.
Quello
che
induce
in
riflessioni
nell'osservatore
esterno
non
è un
dubbio
ma
comunque
legittimo
affratellamento
tra
individui
spesso
socialmente
omogenei,
o
comunque
uniti
da
una
comune
visione
del
mondo;
è,
invece,
l'esclusiva
riduzione
in
termini
pratici
e
concreti
di
tale
affratellamento
e la
sua
coniugazione
con
un
radicato
costume
di
riservatezza.
Vi
era
insomma
il
rischio
che
la
solidarietà
massonica,
spesso
tradotta
in
un’occulta
agevolazione
di
successi
personali,
potesse
rendersi
incompatibile
con
lo
Stato
sociale,
specie
quando
tale
forma
di
solidarietà
operasse
all'interno
di
carriere
pubbliche.
I
RAPPORTI
CON
L’ESTERO;
PER
UNA
MASSONERIA
INTERNAZIONALE
L’aspetto
internazionale
della
massoneria
appare
centrale,
per
comprenderne
il
senso;
questa
si
poneva
come
un
contesto
di
organizzazioni
nazionali
fortemente
legate
tra
di
loro
secondo
due
schieramenti,
che,
per
quanto
concerne
l'Europa,
possono
identificarsi
in
una
parte
gravitante
nell’
orbita
britannica,
verso
la
quale
era
orientata
la
comunione
di
Palazzo
Giustiniani,
ed
una
parte
di
orientamento
cosiddetto
latino
egemonizzata
dalla
massoneria
francese,
alla
quale
si
ispirava
la
famiglia
di
Piazza
del
Gesù.
In
un
più
ampio
contesto
argomentativo
si
può
dire
che
la
massoneria
vive
sotto.
Il
dato
che
viene
particolarmente
in
luce,
però,
è la
connessione
tra
la
massoneria
statunitense
e la
comunione
di
Palazzo
Giustiniani.
Traccia
di
questi
legami
si
rinviene
nella
presenza
di
tale
Frank
Gigliotti
in
momenti
particolarmente
qualificati
nella
storia
recente
della
comunione
di
Palazzo
Giustiniani.
Fu
proprio
lui,
già
agente
della
Sezione
italiana
dell'OSS
dal
1941
al
1945,
e
quindi
agente
della
CIA,
l'artefice
del
primo
riconoscimento
del
Grande
Oriente
da
parte
della
prestigiosa
Circoscrizione
del
Nord
degli
USA
(il
riconoscimento
da
parte
della
Gran
Loggia
Unita
di
Inghilterra
venne
soltanto
nel
1982)
già
nel
1947.
Più
tardi
Gigliotti
fu
presidente
del
"Comitato
di
agitazione"
costituitosi
negli
Stati
Uniti
per
rispondere
all'appello
lanciato
dai
fratelli
del
Grande
Oriente
impegnati
nella
contestata
opera
di
riappropriazione
della
casa
massonica
di
Palazzo
Giustiniani
confiscata
durante
il
periodo
fascista,
a
seguito
dello
scioglimento
autoritario
dell'istituzione.
Il
compromesso
tra
il
Grande
Oriente
e lo
Stato
italiano,
patrocinato
dai
fratelli
americani,
fu
siglato
il 7
luglio
1960.
L'atto
di
transazione
fu
sottoscritto
dal
ministro
delle
finanze
Trabucchi
e
dall'allora
Gran
Maestro
Publio
Cortini,
e
vedeva
presenti,
al
tavolo
della
firma
di
una
stipula
tutta
italiana,
l'ambasciatore
americano,
J.
Zellerbach,
e,
ancora,
Frank
Giglíotti.
Sempre
nel
1960
i
fratelli
americani
intervennero
nell'operazione
di
unificazione
del
Supremo
Consiglio
della
Serenissima
Gran
Loggia
degli
ALAM
del
“principe”
siciliano
Giovanni
Alliata
di
Montereale
(il
cui
nome
sarà
legato
alle
vicende
del
golpe
Borghese,
a
quelle
della
Rosa
dei
Venti,
alle
organizzazioni
mafiose),
poi
finito
nella
Loggia
P2,
con
il
Grande
Oriente.
Sembra
che
quella
dell'unificazione
del
Grande
Oriente
con
la
massoneria
di
Alliata,
di
forte
accentuazione
conservatrice,
sia
stata
la
condizione
posta
da
Gigliotti
in
cambio
dell'intervento
americano
nelle
trattative
con
il
Governo
italiano
concernenti
il
Palazzo
Giustiniani.
L'unificazione
comportò
l'estensione
al
Grande
Oriente
del
riconoscimento
che
aveva
già
dato
alla
Serenissima
Gran
Loggia
di
Alliata
la
Circoscrizione
Sud
degli
USA,
nonché
numerosi
elementi
di
prestigio
nell'ambiente
massonico.
Non
solo
si
deve
rilevare,
secondo
quanto
emerge
da
queste
vicende,
che
il
progetto
di
unificazione
della
massoneria
italiana
sembra
corrispondere
ad
interessi
non
esclusivamente
autoctoni,
ma
risalta
la
comparsa
di
Gelli
sulla
scena
(nel
Dicembre
1965
il
Gran
Maestro
aggiunto
Roberto
Ascarelli
presentò
appunto
l'"apprendista"
Licio
Gelli
al
Gran
Maestro
Gamberini,
il
quale
lo
elevò
immediatamente
di
grado
nella
gerarchia
massonica
e lo
inserisce
nella
loggia
P2;
nel
1969
Ascarelli
e
Gamberini
affidano
a
Gelli
un
non
meglio
precisato
incarico
speciale
nella
loggia;
nel
1971
Gelli
divenne
segretario
organizzativo
e
ottenne
il
totale
controllo
della
loggia)
quando
Gigliotti
scomparve,
secondo
una
successione
di
tempi
ed
una
identità
di
funzioni
che
non
può
non
colpire
significativamente.
Si
deve
infine
sottolineare
come
la
giustizia
italiana
–
per
la
quale
si
concretizzò
la
mancata
restituzione
del
palazzo
confiscato
dal
fascismo
-
produsse
l'effetto
di
rendere
la
massoneria
italiana
debitrice
di
quella
nord
americana.
Nel
1972
il
nuovo
segretario
organizzativo
cambiò
nome
alla
loggia
in "Raggruppamento
Gelli-P2"
accentuandone
le
caratteristiche
di
segretezza
ed
evitando
qualsiasi
tipo
di
controllo.
Nel
1973
la
loggia
segreta
"Giustizia
e
Libertà"
si
fuse
con
la
P2.
Alla
Gran
Loggia
di
Napoli
del
Dicembre
1974,
qualcosa
di
simile
a un
conclave
massonico
tentò
di
sciogliere
la
P2 e
di
abrogarne
i
regolamenti
particolari,
ma
senza
successo:
Gelli
aveva
acquisito
troppo
potere.
Lino
Salvini,
maestro
del
Grande
Oriente
d'Italia,
quindi,
nonostante
non
vedesse
di
buon
occhio
tanto
potere
concentrato
in
quella
loggia,
il
12
Maggio
1975
decretò
ufficialmente
la
ricostituzione
della
loggia
P2
elevando
Gelli
al
grado
di
maestro
venerabile.
Da
quel
momento,
le
attività
della
loggia
si
espressero
nelle
direzioni
e
nei
modi
più
vari:
in
Argentina,
per
esempio,
favorì
il
golpe
militare,
per
poi
perorare
la
causa
del
ritorno
di
Peron,
così
come
risultò
implicata
nello
scoppio
del
conflitto
delle
isole
Malvinas
(
Falkland).
La
loggia
P2
risultò
attiva
in
Uruguay,
Brasile,
Venezuela,
negli
Stati
Uniti,
in
diversi
paesi
europei
e
non
ultima
in
Romania,
dove
Gelli
ebbe
importanti
rapporti
con
il
regime
"socialista"
di
Ceausescu,
nonostante
l'anticomunismo
viscerale
di
tutti
gli
aderenti
alla
Loggia.
IL
PROGRAMMA:
l’originale
“piano
di
rinascita
democratica”,
rinvenuto
dagli
inquirenti
Il
piano,
sequestrato
a
Maria
Grazia
Gelli
nel
Luglio
1982,
rappresenta
la
"carta
programmatica
per
l'Italia"
della
P2.
IL
PIANO
1)
L'
aggettivo
democratico
sta
a
significare
che
sono
esclusi
dal
presente
piano
ogni
movente
od
intenzione
anche
occulta
di
rovesciamento
del
sistema.
2)
il
piano
tende
invece
a
rivitalizzare
il
sistema
attraverso
la
sollecitazione
di
tutti
gli
istituti
che
la
Costituzione
prevede
e
disciplina,
dagli
organi
dello
Stato
ai
partiti
politici,
alla
stampa,
ai
sindacati,
ai
cittadini
elettori.
3)
Il
piano
si
articola
in
una
sommaria
indicazione
di
obiettivi,
nella
elaborazione
di
procedimenti
-
anche
alternativi
- di
attuazione
ed
infine
nell'elencazione
di
programmi
a
breve,
medio
e
lungo
termine.
4)
Va
anche
rilevato,
per
chiarezza,
che
i
programmi
a
medio
e
lungo
termine
prevedono
alcuni
ritocchi
alla
Costituzione
successivi
al
restauro
delle
istituzioni
fondamentali.
OBIETTIVI
1)
Nell'ordine
vanno
indicati:
a) i
partiti
politici
democratici,
dal
PSI
al
PRI,
dal
PSDI
alla
DC
al
PLI
(con
riserva
di
verificare
la
Destra
Nazionale).
b)
la
stampa,
escludendo
ogni
operazione
editoriale,
che
va
sollecitata
al
livello
di
giornalisti
attraverso
una
selezione
che
tocchi
soprattutto:
Corriere
della
Sera,
Giorno,
Giornale,
Stampa,
Resto
del
Carlino,
Messaggero,
Tempo,
Roma,
Mattino,
Gazzetta
del
Mezzogiorno,
Giornale
di
Sicilia,
per
i
quotidiani;
e
per
i
periodici:
Europeo,
Espresso,
Panorama,
Epoca,
Oggi,
Gente,
Famiglia
Cristiana.
La
RAI-TV
va
dimenticata.
c) i
sindacati,
sia
confederali
CISL
e
UIL,
sia
autonomi,
nella
ricerca
di
un
punto
di
leva
per
ricondurli
alla
loro
naturale
funzione
anche
al
prezzo
di
una
scissione
e
successiva
costituzione
di
una
libera
associazione
dei
lavoratori;
d)
il
Governo,
che
va
ristrutturato
nella
organizzazione
ministeriale
e
nella
qualità
degli
uomini
da
proporre
ai
singoli
dicasteri;
e)
la
magistratura,
che
deve
essere
ricondotta
alla
funzione
di
garante
della
corretta
e
scrupolosa
applicazione
delle
leggi;
f)
il
Parlamento,
la
cui
efficienza
è
subordinata
al
successo
dell'operazione
sui
partiti
politici,
la
stampa
e i
sindacati.
2)
Partiti
politici,
stampa
e
sindacati
costituiscono
oggetto
di
sollecitazioni
possibili
sul
piano
della
manovra
di
tipo
economico
finanziario.
La
disponibilità
di
cifre
non
superiori
a 30
o 40
miliardi
sembra
sufficiente
a
permettere
ad
uomini
di
buona
fede
e
ben
selezionati
di
conquistare
le
posizioni
chiave
necessarie
al
loro
controllo.
Governo,
Magistratura
e
Parlamento
rappresentano
invece
obiettivi
successivi,
accedibili
soltanto
dopo
il
buon
esito
della
prima
operazione,
anche
se
le
due
fasi
sono
necessariamente
destinate
a
subire
intersezioni
e
interferenze
reciproche,
come
si
vedrà
in
dettaglio
in
sede
di
elaborazione
dei
procedimenti.
3)
Primario
obiettivo
e
indispensabile
presupposto
dell'operazione
è la
costituzione
di
un
club
(di
natura
rotariana
per
l'eterogeneità
dei
componenti)
ove
siano
rappresentati,
ai
migliori
livelli,
operatori,
imprenditoriali
e
finanziari,
esponenti
delle
professioni
liberali,
pubblici
amministratori
e
magistrati,
nonchè
pochissimi
e
selezionati
uomini
politici,
che
non
superi
il
numero
di
30 o
40
unità.
Gli
uomini
che
ne
fanno
parte
debbono
essere
omogenei
per
modo
di
sentire,
disinteresse,
onestà
e
rigore
morale,
tali
cioè
da
costituire
un
vero
e
proprio
comitato
di
garanti
rispetto
ai
politici
che
si
assumeranno
l'onere
dell'attuazione
del
piano
e
nei
confronti
delle
forze
amiche
nazionali
e
straniere
che
lo
vorranno
appoggiare.
Importante
è
stabilire
subito
un
collegamento
valido
con
la
massoneria
internazionale.
PROCEDIMENTI
1)
Nei
confronti
del
mondo
politico
occorre:
a)
selezionare
gli
uomini
-
anzitutto
- ai
quali
può
essere
affidato
il
compito
di
promuovere
la
rivitalizzazione
di
ciascuna
rispettiva
parte
politica
(per
il
PSI,
ad
esempio,
Mancini,
Mariani
e
Craxi;
per
il
PRI:
Visentini
e
Bandiera;
per
il
PSDI:
Orlandi
e
Amidei;
per
la
DC:
Andreotti,
Piccoli,
Forlani,
Gullotti
e
Bisaglia;
per
il
PLI:
Cottone
e
Quilleri;
per
la
Destra
Nazionale
(eventualmente):
Covelli);
b)
in
secondo
luogo
valutare
se
le
attuali
formazioni
politiche
sono
in
grado
di
avere
ancora
la
necessaria
credibilità
esterna
per
ridiventare
validi
strumenti
di
azione
politica;
c)
in
caso
di
risposta
affermativa,
affidare
ai
prescelti
gli
strumenti
finanziari
sufficienti
-con
i
dovuti
controlli-
a
permettere
loro
di
acquisire
il
predominio
nei
rispettivi
partiti;
d)
in
caso
di
risposta
negativa
usare
gli
strumenti
finanziari
stessi
per
l'immediata
nascita
di
due
movimenti:
l'uno,
sulla
sinistra
(a
cavallo
fra
PSI-PSDI-PRI-Liberali
di
sinistra
e DC
di
sinistra),
e
l'altro
sulla
destra
(a
cavallo
fra
DC
conservatori,
liberali,
e
democratici
della
Destra
Nazionale).
Tali
movimenti
dovrebbero
essere
fondati
da
altrettanti
clubs
promotori
composti
da
uomini
politici
ed
esponenti
della
società
civile
in
proporzione
reciproca
da 1
a 3
ove
i
primi
rappresentino
l'anello
di
congiunzione
con
le
attuali
parti
ed i
secondi
quello
di
collegamento
con
il
mondo
reale.
Tutti
i
promotori
debbono
essere
inattaccabili
per
rigore
morale,
capacità,
onestà
e
tendenzialmente
disponibili
per
un'azione
politica
pragmatistica,
con
rinuncia
alle
consuete
e
fruste
chiavi
ideologiche.
Altrimenti
il
rigetto
da
parte
della
pubblica
opinione
è da
ritenere
inevitabile.
2)
Nei
confronti
della
stampa
(o,
meglio,
dei
giornalisti)
l'impiego
degli
strumenti
finanziari
non
può,
in
questa
fase,
essere
previsto
nominativamente.
Occorrerà
redigere
un
elenco
di
almeno
2 o
3
elementi,
per
ciascun
quotidiano
o
periodico
in
modo
tale
che
nessuno
sappia
dell'altro.
L'azione
dovrà
essere
condotta
a
macchia
d'olio,
o,
meglio,
a
catena,
da
non
più
di 3
o 4
elementi
che
conoscono
l'ambiente.
Ai
giornalisti
acquisti
dovrà
essere
affidato
il
compito
di
"simpatizzare"
per
gli
esponenti
politici
come
sopra
prescelti
in
entrambe
le
ipotesi
alternative
1c e
1d.
In
un
secondo
tempo
occorrerà:
a)
acquisire
alcuni
settimanali
di
battaglia;
b)
coordinare
tutta
la
stampa
provinciale
e
locale
attraverso
una
agenzia
centralizzata;
c)
coordinare
molte
TV
via
cavo
con
l'agenzia
per
la
stampa
locale;
d)
dissolvere
la
RAI-TV
in
nome
della
libertà
di
antenna
ex
art.
21
Costit.
3)
Per
quanto
concerne
i
sindacati
la
scelta
prioritaria
è
fra
la
sollecitazione
alla
rottura,
seguendo
cioè
le
linee
già
esistenti
dei
gruppi
minoritari
della
CISL
e
maggioritari
dell'UIL,
per
poi
agevolare
la
fusione
con
gli
autonomi,
acquisire
con
strumenti
finanziari
di
pari
entità
i
più
disponibili
fra
gli
attuali
confederati
allo
scopo
di
rovesciare
i
rapporti
di
forza
all'interno
dell'attuale
trimurti.
Gli
scopi
reali
da
ottenere
sono:
a)
restaurazione
della
libertà
individuale,
nelle
fabbriche
e
aziende
in
genere
per
consentire
l'elezione
dei
consigli
di
fabbrica,
con
effettive
garanzie
di
segretezza
del
voto;
b)
ripristinare
per
tale
via
il
ruolo
effettivo
del
sindacato
di
collaboratore
del
fenomeno
produttivo
in
luogo
di
quello
legittimamente
assente
di
interlocutore
in
vista
di
decisioni
politiche
aziendali
e
governative.
Sotto
tale
profilo,
la
via
della
scissione
e
della
successiva
integrazione
con
gli
autonomi
sembra
preferibile
anche
ai
fini
dell'incidenza
positiva
sulla
pubblica
opinione
di
un
fenomeno
clamoroso
come
la
costituzione
di
un
vero
sindacato
che
agiti
la
bandiera
della
libertà
di
lavoro
e
della
tutela
economica
dei
lavoratori.
Anche
in
termini
di
costo
è da
prevedere
un
impiego
di
strumenti
finanziari
di
entità
inferiori
all'altra
ipotesi.
4)
Governo,
Magistratura
e
Parlamento
E'
evidente
che
si
tratta
di
obiettivi
nei
confronti
dei
quali
i
procedimenti
divengono
alternativi
in
varia
misura
a
seconda
delle
circostanze
.
E'
comunque
intuitivo
che,
ove
non
si
verifichi
la
favorevole
circostanza
di
cui
in
prosieguo,
i
tempi
brevi
sono
-
salvo
che
per
la
Magistratura
- da
escludere
essendo
i
procedimenti
subordinati
allo
sviluppo
di
quelli
relativi
ai
partiti,
alla
stampa
e ai
sindacati,
con
la
riserva
di
una
più
rapida
azione
nei
confronti
del
Parlamento
ai
cui
componenti
è
facile
estendere
lo
stesso
modus
operandi
già
previsto
per
i
partiti
politici.
Per
la
Magistratura
è da
rilevare
che
esiste
già
una
forza
interna
(la
corrente
di
magistratura
indipendente
della
Ass.
Naz.
Mag.)
che
raggruppa
oltre
il
40%
dei
magistrati
italiani
su
posizioni
moderate.
E'
sufficiente
stabilire
un
accordo
sul
piano
morale
e
programmatico
ed
elaborare
un’intesa
diretta
a
concreti
aiuti
materiali
per
poter
contare
su
un
prezioso
strumento,
già
operativo
nell'interno
del
corpo
anche
al
fine
di
taluni
rapidi
aggiustamenti
legislativi
che
riconducano
la
giustizia
alla
sua
tradizionale
funzione
di
elementi
di
equilibrio
della
società
e
non
già
di
eversione.
Qualora
invece
le
circostanze
permettessero
di
contare
sull'ascesa
al
Governo
di
un
uomo
politico
(o
di
un'equipe)
già
in
sintonia
con
lo
spirito
del
club
e
con
le
sue
idee
"ripresa
democratica",
è
chiaro
che
i
tempi
dei
procedimenti
riceverebbero
una
forte
accelerazione
anche
per
la
possibilità
di
attuare
subito
il
programma
di
emergenza
e
quello
a
breve
termine
in
modo
contestuale
all'attuazione
dei
procedimenti
sopra
descritti.
In
termini
di
tempo
ciò
significherebbe
la
possibilità
di
ridurre
a 6
mesi
e
anche
meno
il
tempo
di
intervento,
qualora
sussista
il
presupposto
della
disponibilità
dei
mezzi
finanziari.
PROGRAMMI
Per
programmi
si
intende
la
scelta,
in
scala
di
priorità,
delle
numerose
operazioni
in
forma
di:
a)
azioni
di
comportamento
politico
ed
economico;
b)
atti
amministrativi
(di
Governo);
c)
atti
legislativi;
necessari
a
ribaltare
- in
concomitanza
con
quelli
descritti
in
materia
di
procedimenti
-
l'attuale
tendenza
disfacimento
delle
istituzione
e,
con
essa,
alla
disottemperanza
della
Costituzione
i
cui
organi
non
funzionano
più
secondo
gli
schemi
originali.
Si
tratta,
in
sostanza,
di
"registrare"
-
come
nella
stampa
in
tricromia
- le
funzioni
di
ciascuna
istituzione
e di
ogni
organo
relativo
in
modo
che
i
rispettivi
confini
siano
esattamente
delimitati
e
scompaiano
le
attuali
aree
di
sovrapposizione
da
cui
derivano
confusione
e
indebolimento
dello
Stato.
A
titolo
di
esempio,
si
considerano
due
fenomeni:
1)
lo
spostamento
dei
centri
di
potere
reale
dal
Parlamento
ai
sindacati
ed
al
Governo
ai
padronati
multinazionali
con
i
correlativi
strumenti
di
azione
finanziaria.
Sarebbero
sufficienti
una
buona
legge
sulla
programmazione
che
rivitalizzi
il
CNEL
e
una
nuova
struttura
dei
Ministeri
accompagnate
da
norme
amministrative
moderne
per
restituire
ai
naturali
detentori
il
potere
oggi
perduti;
2)
l'involuzione
subita
dalla
scuola
negli
ultimi
10
anni
quale
risultante
di
una
giusta
politica
di
ampliamento
dell'area
di
istruzione
pubblica,
non
accompagnata
però
dalla
predisposizione
di
corpi
docenti
adeguati
e
preparati
nonchè
dalla
programmazione
dei
fabbisogni
in
tema
di
occupazione.
Ne è
conseguente
una
forte
e
pericolosa
disoccupazione
intellettuale
-
con
gravi
deficienze
invece
nei
settori
tecnici
nonchè
la
tendenza
a
individuare
nel
titolo
di
studio
il
diritto
al
posto
di
lavoro.
Discende
ancora
da
tale
stato
di
fatto
la
spinta
all'egualitarismo
assolto
(contro
la
Costituzione
che
vuole
tutelare
il
diritto
allo
studio
superiore
per
i
più
meritevoli)
e,
con
la
delusione
del
non
inserimento,
il
rifugio
nella
apatia
della
droga
oppure
nell'ideologia
dell'eversione
anche
armata.
Il
rimedio
consiste:
nel
chiudere
il
rubinetto
del
preteso
automatismo:
titolo
di
studio
-
posto
di
lavoro;
nel
predisporre
strutture
docenti
valide;
nel
programmare,
insieme
al
fenomeno
economico,
anche
il
relativo
fabbisogno
umano;
infine
nel
restaurare
il
principio
meritocratico
imposto
dalla
Costituzione.
Sotto
molti
profili,
la
definizione
dei
programmi
intersecherà
temi
e
notazioni
già
contenute
nel
recente
Messaggio
del
Presidente
della
Repubblica
-
indubbiamente
notevole
-
quale
diagnosi
della
situazione
del
Paese,
tenendo,
però,
ad
indicare
terapie
più
che
a
formulare
nuove
analisi.
Detti
programmi
possono
essere
esecutivi
-
occorrendo
-
con
normativa
d'urgenza
(decreti
legge).
a)
Emergenza
a
breve
termine.
Il
programma
urgente
comprende,
al
pari
degli
altri
provvedimenti
istituzionali
(rivolti
cioè
a
"registrare"
le
istituzioni)
e
provvedimenti
di
indole
economico-sociale.
a1)
Ordinamento
giudiziario:
le
modifiche
più
urgenti
investono:
- la
responsabilità
civile
(per
colpa)
dei
magistrati;
- il
divieto
di
nomina
sulla
stampa
i
magistrati
comunque
investiti
di
procedimenti
giudiziari;
- la
normativa
per
l'accesso
in
carriera
(esami
psicoattitudinali
preliminari);
- la
modifica
delle
norme
in
tema
di
facoltà
libertà
provvisoria
in
presenza
dei
reati
di
eversione
-
anche
tentata
-
nei
confronti
dello
Stato
e
della
Costituzione,
nonchè
di
violazione
delle
norme
sull'ordine
pubblico,
di
rapina
a
mano
armata,
di
sequestro
di
persona
e di
violenza
in
generale.
a2)
Ordinamento
del
Governo
1 -
legge
sulla
Presidenza
del
Consiglio
e
sui
Ministeri
(Cost.
art.
95)
per
determinare
competenze
e
numero
(ridotto,
con
eliminazione
o
quasi
dei
Sottosegretari);
2 -
legge
sulla
programmazione
globale
(Cost.
art.
41)
incentrata
su
un
Ministero
dell'economia
che
ingloba
le
attuali
strutture
di
incentivazione
(Cassa
Mezz.
-
PPSS
-
Mediocredito
Industria
-
Agricoltura),
sul
CNEL
rivitalizzato
quale
punto
d'incontro
delle
forze
sociali
e
sindacali,
imprenditoriali
e
culturali
e su
procedure
d'incontro
con
il
Parlamento
e le
Regioni;
3 -
riforma
dell'amministrazione
(Cost.
artt.
28
-97
-
98)
fondato
sulla
teoria
dell'atto
pubblico
non
amministrativo,
sulla
netta
separazione
della
responsabilità
politica
da
quella
amministrativa
che
diviene
personale
(istituzione
dei
Segretari
Generali
di
Ministero)
e
sulla
sostituzione
del
principio
del
silenzio-rifiuto
con
quello
del
silenzio-consenso;
4 -
definizione
della
riserva
di
legge
nei
limiti
voluti
e
richiesti
espressamente
dalla
Costituzione
e
individuazione
delle
aree
di
normativa
secondaria
(regolamentare)
in
ispecie
di
quelle
regionali
che
debbono
essere
obbligatoriamente
limitate
nell'ambito
delle
leggi
cornice.
a3)
Ordinamento
del
Parlamento
1)
ripartizione
di
fatto,
di
competenze
fra
le
due
Camere
(funzione
politica
alla
CD e
funzione
economica
al
SR);
2)
modifica
(già
in
corso)
dei
rispettivi
Regolamenti
per
ridare
forza
al
principio
del
rapporto
(Cost.
art.
64)
fra
maggioranza-Governo
da
un
lato,
e
opposizione,
dall'altro,
in
luogo
della
attuale
tendenza
assemblearistica;
3)
adozione
del
principio
delle
sessioni
temporali
in
funzione
di
esecuzione
del
programma
governativo.
b)
Provvedimenti
economico-sociali
b1)
abolizione
della
validità
legale
dei
titoli
di
studio
(per
sfollare
le
università
e
dare
il
tempo
di
elaborare
una
seria
riforma
della
scuola
che
attui
i
precetti
della
Costituzione);
b2)
adozione
di
un
orario
unico
nazionale
di 7
ore
e
30'
effettive
(dalle
8,30
alle
17)
salvi
i
turni
necessari
per
gli
impianti
a
ritmo
di
24
ore,
obbligatorio
per
tutte
le
attività
pubbliche
e
private;
b3)
eliminazione
delle
festività
infrasettimanali
e
dei
relativi
ponti
(salvo
2
giugno
-
Natale
-
Capodanno
e
Ferragosto)
da
riconcedere
in
un
forfait
di 7
giorni
aggiuntivi
alle
ferie
annuali
di
diritto;
b4)
obbligo
di
attuare
in
ogni
azienda
ed
organo
di
Stato
i
turni
di
festività
-
anche
per
sorteggio
- in
tutti
i
periodi
dell'anno,
sia
per
annualizzare
l'attività
dell'industria
turistica,
sia
per
evitare
la
"sindrome
estiva"
che
blocca
le
attività
produttive;
b5)
revisione
della
riforma
tributaria
nelle
seguenti
direzioni:
1 -
revisione
delle
aliquote
per
i
lavoratori
dipendenti
aggiornandole
al
tasso
di
svalutazione
1973-76;
2 -
nettizzazione
all'origine
di
tutti
gli
stipendi
e i
salari
delle
P.A.
(onde
evitare
gli
enormi
costi
delle
relative
partite
di
giro);
3 -
inasprimento
delle
aliquote
sui
redditi
professionali
e
sulle
rendite;
4 -
abbattimento
delle
aliquote
per
donazioni
e
contributi
a
fondazioni
scientifiche
e
culturali
riconosciute,
allo
scopo
di
sollecitare
l'autofinanziamento
premiando
il
reinvestimento
del
profitto;
5 -
alleggerimento
delle
aliquote
sui
fondi
aziendali
destinati
a
riserve,
ammortamenti,
investimenti
e
garanzie,
per
sollecitare
l'autofinanziamento
delle
aziende
produttive;
6 -
reciprocità
fra
Stato
e
dichiarante
nell'obbligo
di
mutuo
acquisto
ai
valori
dichiarati
ed
accertati;
b6)
abolizione
della
nominatività
dei
titoli
azionari
per
ridare
fiato
al
mercato
azionario
e
sollecitare
meglio
l'autofinanziamento
delle
aziende
produttive;
b7)
eliminazione
delle
partite
di
giro
fra
aziende
di
Stato
ed
istituti
finanziari
di
mano
pubblica
in
sede
di
giro
conti
reciprochi
che
si
risolvono
-
nel
gioco
degli
interessi
- in
passività
inutili
dello
stesso
Stato;
b8)
concessione
di
forti
sgravi
fiscali
ai
capitali
stranieri
per
agevolare
il
ritorno
dei
capitali
dall'estero;
b9)
costituzione
di
un
fondo
nazionale
per
i
servizi
sociali
(case
-
ospedali
-
scuole
-
trasporti)
da
alimentare
con:
1 -
sovraimposta
IVA
sui
consumi
voluttuari
(automobili
-
generi
di
lusso)
2 -
proventi
dagli
inasprimenti
ex
b5)4;
3 -
finanziamenti
e
prestiti
esteri
su
programma
di
spesa;
4 -
stanziamenti
appositi
di
bilancio
per
investimenti;
5 -
diminuzione
della
spesa
corrente
per
parziale
pagamento
di
stipendi
statali
superiori
a L.
7.000.000
annui
con
speciali
buoni
del
Tesoro
al
9%
non
commerciabili
per
due
anni.
Tale
fondo
va
destinato
a
finanziare
un
programma
biennale
di
spesa
per
almeno
10.000
miliardi.
Le
riforme
di
struttura
relative
vanno
rinviate
a
dopo
che
sia
stata
assicurata
la
disponibilità
dei
fabbricati,
essendo
ridicolo
riformare
le
gestioni
in
assenza
di
validi
strumenti
(si
ricordino
i
guasti
della
riforma
sanitaria
di
alcuni
anni
or
sono
che
si
risolvette
nella
creazione
di
36.000
nuovi
posti
di
consigliere
di
amministrazione
e
nella
correlativa
lottizzazione
partitica
in
luogo
di
creare
altri
posti
letto)
Per
quanto
concerne
la
realizzabilità
del
piano
edilizio
in
presenza
della
caotica
legislazione
esistente,
sarà
necessaria
una
legge
che
imponga
alle
Regioni
programmi
urgenti
straordinari
con
termini
brevissimi
surrogabili
dall'intervento
diretto
dello
Stato;
per
quanto
si
riferisce
in
particolare
all'edilizia
abitativa,
il
ricorso
al
sistema
dei
comprensori
obbligatori
sul
modello
svedese
ed
al
sistema
francese
dei
mutui
individuali
agevolati
sembra
il
metodo
migliore
per
rilanciare
questo
settore
che
è da
considerare
il
volano
della
ripresa
economica;
b10)
aumentare
la
redditività
del
risparmio
postale
elevando
il
tasso
al
7%;
b11)
concedere
incentivi
prioritari
ai
settori:
I –
turistico
II -
trasporti
marittimi
III
-
agricolo
specializzato
(primizie
zootecnia)
IV -
energetico
convenzionale
e
futuribile
(nucleare
-
geotermico
-
solare)
V -
industria
chimica
fine
e
metalmeccanica
specializzata
di
trasformazione;
in
modo
da
sollecitare
investimenti
in
settori
ad
alto
tasso
di
mano
d'opera
ed
apportatori
di
valuta;
b12)
sospendere
tutte
le
licenze
ed i
relativi
incentivi
per
impianti
di
raffinazione
primaria
del
petrolio
e di
produzione
siderurgica
pesante.
c)
Pregiudiziale
è
che
oggi
ogni
attività
secondo
quanto
sub
a) e
b)
trovi
protagonista
e
gestore
un
Governo
deciso
ad
essere
non
già
autoritario
bensì
soltanto
autorevole
e
deciso
a
fare
rispettare
le
leggi
esistenti.
Così
è
evidente
che
le
forze
dell'ordine
possono
essere
mobilitate
per
ripulire
il
paese
dai
teppisti
ordinari
e
pseudo
politici
e
dalle
relative
centrali
direttive
soltanto
alla
condizione
che
la
Magistratura
li
processi
e
condanni
rapidamente
inviandoli
in
carceri
ove
scontino
la
pena
senza
fomentare
nuove
rivolte
o
condurre
una
vita
comoda.
Sotto
tale
profilo,
sembra
necessario
che
alle
forze
di
P.S.
sia
restituita
la
facoltà
di
interrogatorio
d'urgenza
degli
arrestati
in
presenza
dei
reati
di
eversione
e
tentata
eversione
dell'ordinamento,
nonchè
di
violenza
e
resistenza
alle
forze
dell'ordine,
di
violazione
della
legge
sull'ordine
pubblico,
di
sequestro
di
persona,
di
rapina
a
mano
armata
e di
violenza
in
generale.
d)
Altro
punto
chiave
è
l'immediata
costituzione
di
una
agenzia
per
il
coordinamento
della
stampa
locale
(da
acquisire
con
operazioni
successive
nel
tempo)
e
della
TV
via
cavo
da
impiantare
a
catena
in
modo
da
controllare
la
pubblica
opinione
media
nel
vivo
del
Paese.
E'
inoltre
opportuno
acquisire
uno
o
due
periodici
da
contrapporre
a
Panorama,
Espresso,
Europeo
sulla
formula
viva
"Settimanale".
MEDIO
E
LUNGO
TERMINE
Nel
presupposto
dell'attuazione
di
un
programma
a
breve
termine
come
sopra
definito,
rimane
da
tratteggiare
per
sommi
capi
un
programma
a
medio
e
lungo
termine
con
l'avvertenza
che
mentre
per
quanto
riguarda
i
problemi
istituzionali
è
possibile
fin
d'ora
formulare
ipotesi
concrete,
in
materia
di
interventi
economico-sociali,
salvo
per
quel
che
attiene
pochissimi
grandi
temi,
è
necessario
rinviare
nel
tempo
l'elencazione
di
problemi
e
relativi
rimedi.
a)
Provvedimenti
istituzionali
a1)
Ordinamento
Giudiziario
I -
unità
del
Pubblico
Ministero
(a
norma
della
Costituzione
-
articoli
107
e
112
ove
il
P.M.
è
distinto
dai
giudici);
II -
responsabilità
del
Guardasigilli
verso
il
Parlamento
sull'operato
del
P.M.
(modifica
costituzionale);
III
-
istruzione
pubblica
dei
processi
nella
dialettica
fra
pubblica
accusa
e
difesa
di
fronte
ai
giudici
giudicanti,
con
abolizione
di
ogni
segreto
istruttorio
con
i
relativi
e
connessi
pericoli
ed
eliminando
le
attuali
due
fasi
di
istruzione;
IV -
riforma
del
Consiglio
Superiore
della
Magistratura
che
deve
essere
responsabile
verso
il
Parlamento
(modifica
costituzionale);
V -
riforma
dell'ordinamento
giudiziario
per
ristabilire
criteri
di
selezione
per
merito
delle
promozioni
dei
magistrati,
imporre
limiti
di
età
per
le
funzioni
di
accusa,
separare
le
carriere
requirente
e
giudicante,
ridurre
a
giudicante
la
funzione
pretorile;
VI -
esperimento
di
elezione
di
magistrati
(Costit.
art.
106)
fra
avvocati
con
25
anni
di
funzioni
in
possesso
di
particolari
requisiti
morali;
a2)
Ordinamento
del
Governo
I -
modifica
della
Costituzione
per
stabilire
che
il
Presidente
del
Consiglio
è
eletto
dalla
Camera
all'inizio
di
ogni
legislatura
e
può
essere
rovesciato
soltanto
attraverso
le
elezioni
del
successore;
II -
modifica
della
Costituzione
per
stabilire
che
i
Ministri
perdono
la
qualità
di
parlamentari;
III
-
revisione
della
legge
sulla
contabilità
dello
Stato
e di
quella
sul
bilancio
dello
Stato
(per
modificarne
la
natura
da
competenza
in
cassa);
IV -
revisione
della
legge
sulla
finanza
locale
per
stabilire
-
previo
consolidamento
del
debito
attuale
degli
enti
locali
da
riassorbire
in
50
anni
-
che
Regioni
e
Comuni
possono
spendere
al
di
là
delle
sovvenzioni
statali
soltanto
i
proventi
di
emissioni
di
obbligazioni
di
scopo
(esenti
da
imposte
e
detraibili)
e
cioè
relative
ad
opere
pubbliche
da
finanziare,
secondo
il
modello
USA.
Altrimenti
il
concetto
di
autonomia
diviene
di
sola
libertà
di
spesa
basata
sui
debiti;
V -
riforma
della
legge
comunale
e
provinciale
per
sopprimere
le
provincie
e
ridefinire
i
compiti
dei
Comuni
dettando
nuove
norme
sui
controlli
finanziari;
a3)
Ordinamento
del
Parlamento
I -
nuove
leggi
elettorali,
per
la
Camera,
di
tipo
misto
(uninominale
e
proporzionale
secondo
il
modello
tedesco)
riducendo
il
numero
dei
deputati
a
450
e,
per
il
Senato,
di
rappresentanza
di
secondo
grado,
regionale,
degli
interessi
economici,
sociali
e
culturali,
diminuendo
a
250
il
numero
dei
senatori
ed
elevando
da 5
a 25
quello
dei
senatori
a
vita
di
nomina
presidenziale,
con
aumento
delle
categorie
relative
(ex
parlamentari
- ex
magistrati
- ex
funzionari
e
imprenditori
pubblici
- ex
militari
ecc.);
II -
modifica
della
Costituzione
per
dare
alla
Camera
preminenza
politica
(nomina
del
Primo
Ministro)
ed
alla
Senato
preponderanza
economica
(esame
del
bilancio);
III
-
stabilire
norme
per
effettuare
in
uno
stesso
giorno
ogni
4
anni
le
elezioni
nazionali,
regionali
e
comunali
(modifica
costituzionale);
IV -
stabilire
che
i
decreti-legge
sono
inemendabili;
a4)
Ordinamento
di
altri
organi
istituzionali
I -
Corte
Costituzionale:
sancire
l'incompatibilità
successiva
dei
giudici
a
cariche
elettive
in
enti
pubblici;
sancire
il
divieto
di
sentenze
cosiddette
attive
(che
trasformano
la
Corte
in
organo
legislativo
di
fatto);
II -
Presidente
della
Repubblica:
ridurre
a 5
anni
il
mandato,
sancire
l'ineleggibilità
ed
eliminare
il
semestre
bianco
(modifica
costituzionale);
III
-
Regioni:
modifica
della
Costituzione
per
ridurre
il
numero
e
determinarne
i
confini
secondo
criteri
geoeconomici
più
che
storici.
Provvedimenti
economico
sociali.
b1)
Nuova
legislazione
antiurbanesimo
subordinando
il
diritto
di
residenza
alla
dimostrazione
di
possedere
un
posto
di
lavoro
e un
reddito
sufficiente
(per
evitare
che
saltino
le
finanze
dei
grandi
Comuni);
b2)
Nuova
legislazione
urbanistica
favorendo
le
città
satelliti
e
trasformando
la
scienza
urbanistica
da
edilizia
in
scienza
dei
trasporti
veloci
suburbani;
b3)
nuova
legislazione
sulla
stampa
in
senso
protettivo
della
dignità
del
cittadino
(sul
modello
inglese)
e
stabilendo
l'obbligo
di
pubblicare
ogni
anno
i
bilanci
nonché
le
retribuzioni
dei
giornalisti;
b4)
unificazione
di
tutti
gli
istituti
ed
enti
previdenziali
ed
assistenziali
in
un
unico
ente
di
sicurezza
sociale
da
gestire
con
formule
di
tipo
assicurativo
allo
scopo
di
ridurre
i
costi
attuali;
b5)
disciplinare
e
moralizzare
il
settore
pensionistico
stabilendo:
il
divieto
del
pagamento
di
pensioni
prima
dei
60
anni
salvo
casi
di
riconosciuta
inabilità;
il
controllo
rigido
sulle
pensioni
di
invalidità;
l'eliminazione
del
fenomeno
del
cumulo
di
più
pensioni;
b6)
dare
attuazione
agli
articoli
39 e
40
della
Costituzione
regolando
la
vita
dei
sindacati
limitando
il
diritto
di
sciopero
nel
senso
di:
I -
introdurre
l'obbligo
di
preavviso
dopo
aver
espedito
il
concordato;
II -
escludere
i
servizi
pubblici
essenziali
(trasporti;
dogane;
ospedali
e
cliniche;
imposte;
pubbliche
amministrazioni
in
genere)
ovvero
garantirne
il
corretto
svolgimento;
III
-
limitare
il
diritto
di
sciopero
alle
causali
economiche
ed
assicurare
comunque
la
libertà
di
lavoro;
b7)
nuova
legislazione
sulla
partecipazione
dei
lavoratori
alla
proprietà
azionaria
delle
imprese
e
sulla
gestione
(modello
tedesco);
b8)
nuova
legislazione
sull'assetto
del
territorio
(ecologia,
difesa
del
suolo,
disciplina
delle
acque,
rimboscamento,
insediamenti
umani);
b9)
legislazione
antimonopolio
(modello
USA);
b10)
nuova
legislazione
bancaria
(modello
francese);
b11)
riforma
della
scuola
(selezione
meritocratica
-
borse
di
studio
ai
non
abbienti
-
scuole
di
Stato
normale
e
politecnica
sul
modello
francese);
b12)
riforma
ospedaliera
e
sanitaria
sul
modello
tedesco.
c)
Stampa
-
Abolire
tutte
le
provvidenze
agevolative
dirette
a
sanare
bilanci
deficitari
con
onere
del
pubblico
erario
ed
abolire
il
monopolio
RAI-TV.
Si
proponeva,
in
sintesi,
di
“rivitalizzare”
le
Istituzioni,
attraverso
una
serie
di
riforme,
anche
Costituzionali,
da
sostenere
attivamente;
in
realtà,
il
carattere
“legalitario”
dell’operazione,
fortemente
ricordato
al
punto
1,
appare
smentito
dai
continui
coinvolgimenti
in
tentativi
di
“golpe”
armato
da
parte
di
ufficiali
dell’Esercito.
Nonostante
ciò,
non
si
può
non
notare
(naturalmente
lasciando
da
parte
alcuni
stridenti
anacronismi)
l’obiettiva
sensatezza
di
alcune
proposte,
sicuramente
elaborate
da
un
esperto
economista
di
innegabili
capacità
(si
pensi
al
richiamo
ecologico).
Quanto
la
P2
abbia
influito
sulla
successiva
elaborazione
di
leggi
paurosamente
simili
a
quelle
del
“piano”,
non
è
valutabile;
ma
inquieta,
e
non
poco,
la
presenza
di
rilevanti
leader
politici
nelle
sue
file.
Da
sottolineare,
in
particolare,
è
l’incredibile
modernità
dell’apparato
propagandistico
che
si
voleva
creare,
acquisendo
una
vasta
influenza
soprattutto
sui
giornali
(e
proprio
i
giornalisti
tornano
negli
articoli
con
insistente
continuità,
proprio
a
segnalare
una
particolare
attenzione
al
settore);
di
quello
amministrativo,
semplificato
e
snellito,
diviso
tra
i
due
corpi
del
Parlamento
con
funzioni
ben
definite
(v.sopra),
ma
fortemente
indebolito
dall’eliminazione
della
“sfiducia”
al
premier,
eletto
direttamente
dagli
elettori
e
quindi
in
carica
fino
a
nuove
elezioni;
e
infine
di
quello
televisivo,
in
cui
si
proponeva
di
abolire
il
monopolio
RAI.
Con
la
comparsa
di
MEDIASET,
negli
anni
’80,
questo
fu
proprio
ciò
che
accadde.
I
NOMI
La
lista
cui
si
fa
sovente
riferimento
fu
rinvenuta
il
17
marzo
1981
dai
magistrati
durante
le
indagini
sul
presunto
rapimento
di
Michele
Sindona
a
Villa
Wanda,
di
proprietà
di
Licio
Gelli.
L'elenco
fu
reso
pubblico
dalla
presidenza
del
Consiglio
solo
il
21
maggio
1981.
La
relazione
della
commissione
parlamentare
d'inchiesta
(vedi
fonte),
redatta
ai
presidenti
della
Camera
e
del
Senato
il
12
luglio
1984,
asseriva
che:
« le
liste
sequestrate
a
Castiglion
Fibocchi
sono
da
considerare:
•
autentiche:
in
quanto
documento
rappresentativo
dell'organizzazione
massonica
denominata
Loggia
P2
considerata
nel
suo
aspetto
soggettivo
•
attendibili:
in
quanto
sotto
il
profilo
dei
contenuti,
è
dato
rinvenire
numerosi
e
concordanti
riscontri
relativi
ai
dati
contenuti
nel
reperto
»
La
commissione
parlamentare
Anselmi
e i
successivi
processi
portarono
a
scoprire
che
alcune
delle
persone
i
cui
nomi
comparivano
sulla
lista
erano
tuttavia
iscritti
alla
loggia
P2
da
prima
della
gestione
Gelli
e
molte
delle
persone
presenti
nella
lista
negarono
la
loro
partecipazione
alla
loggia
massonica
o
sostennero
di
essere
stati
iscritti
da
conoscenti
a
loro
insaputa.
Fu
avanzata
dalla
stessa
Commissione
l'ipotesi
che
la
lista
trovata
a
Villa
Wanda
non
fosse
completa,
e
che
molti
altri
importanti
personaggi
iscritti
alla
P2
siano
riusciti
a
restare
estranei
nelle
indagini
successive.
Nella
ricostruzione
della
Commissione,
ai
circa
mille
della
lista
sarebbero
da
aggiungere
i
presunti
appartenenti
ad
un
vertice
occulto
di
cui
Gelli
sarebbe
stato
l'anello
di
congiunzione
con
la
loggia.
Lo
stesso
Gelli,
in
un'intervista
del
1976,
aveva
parlato
di
più
di
duemilaquattrocento
iscritti,
ricomprendendo
gli
stranieri.
In
un
libro-intervista
pubblicato
nel
2006,
l'ex
Venerabile
continuò
a
rimanere
nel
vago,
limitandosi
a
ribadire
che
quello
sequestrato
a
Villa
Wanda
non
era
che
un
"brogliaccio",
e
che
egli
stesso
aveva
provveduto
a
distruggere
gli
originali
durante
la
fuga
a
Caracas.
Tra
gli
iscritti
vi
erano
i
nomi
di
44
parlamentari,
2
ministri
dell'allora
governo,
un
segretario
di
partito,
12
generali
dei
Carabinieri,
5
generali
della
Guardia
di
Finanza,
22
generali
dell'esercito
italiano,
4
dell'aeronautica
militare,
8
ammiragli,
vari
magistrati
e
funzionari
pubblici,
i
direttori
e
molti
funzionari
dei
vari
servizi
segreti,
ed
anche
diversi
giornalisti
ed
imprenditori.
Ovvero,
come
risulta
dalle
conclusioni
della
Commissione,
“(…)
disegna
una
riconoscibile
trama
che
si
presta
a
risolvere
molti
interrogativi
e
altri
ne
apre,
nel
contempo,
di
inquietante
portata,
tali,
gli
uni
e
gli
altri,
da
non
consentire
sommarie
liquidazioni
del
fenomeno
e
delle
sue
molteplici
inaspettate
ramificazioni
(…)”,
essendo
“uno
strumento
neutro
di
intervento
per
operazioni
di
controllo
e di
condizionamento”
fondato,
appunto,
sui
“confratelli”.
|
TITOLO |
NOME |
CITTA' |
ATTIVO |
FASCICOLO |
|
TEN COL |
SERGIO ACCIAI |
FIRENZE |
IN SONNO |
113 |
|
DOTT |
PIERLUIGI ACCORNERO |
VIARIGI |
ATTIVO |
321 |
|
RAG |
GIACOMO AGNES |
ROMA |
ATTIVO |
169 |
|
DOTT |
ENRICO AILLAUD |
ROMA |
ATTIVO |
560 |
|
DOTT |
ALDO ALASIA |
BUENOS AIRES |
ATTIVO |
150 |
|
DOTT |
GIOACCHINO ALBANESE |
ROMA |
ATTIVO |
913 |
|
DOTT |
RAFFAELE ALBANO |
LA SPEZIA |
ATTIVO |
286 |
|
CAP |
AMEDEO ALDEGONDI |
TORINO |
ATTIVO |
425 |
|
TEN COL |
VITO ALECCI |
MILANO |
ATTIVO |
789 |
|
MAGG |
GIUSEPPE ALEFFI |
PISA |
ATTIVO |
762 |
|
DOTT |
ALESSANDRO ALESSANDRINI |
ROMA |
ATTIVO |
728 |
|
AMM |
ACHILLE ALFANO |
LIVORNO |
ATTIVO |
450 |
|
GEN |
GIOVANNI ALLAVENA |
ROMA |
ATTIVO |
505 |
|
PROF |
CANZIO ALLEGRITI |
TORINO |
ATTIVO |
94 |
|
PRINCIPE |
GIOVANNI ALLIATA DI MONTEREALE |
ROMA |
GRANDE ORIENTE |
361 |
|
DOTT |
ITALO ALOIA |
COSENZA |
ATTIVO |
173 |
|
SIG |
BRUNO ALPI |
ANCONA |
IN SONNO |
426 |
|
DOTT |
ROBERTO AMADI |
MILANO |
ATTIVO |
364 |
|
DOTT |
ANTONIO AMATO |
CAGLIARI |
ATTIVO |
807 |
|
DOTT |
WILFRIDO AMBROSINI |
VERONA |
IN SONNO |
112 |
|
AVV |
WALTER AMENDOLA |
BRASILE |
ATTIVO |
615 |
|
DOTT |
ARISTIDE ANDREASSI |
ROMA |
IN SONNO |
170 |
|
AVV |
LORIS ANDREINI |
MONTECATINI |
ATTIVO |
417 |
|
DOTT |
MARIO ANDREINI |
VERONA |
ATTIVO |
177 |
|
ON |
CLEMENT ANET BILE' |
COSTA D'AVORIO |
ATTIVO |
765 |
|
DOTT |
FRANCO ANGELI |
MONTEVARCHI |
ATTIVO |
153 |
|
DOTT |
ENNIO ANNUNZIATA |
ROMA |
ATTIVO |
134 |
|
PROF |
FAUSTO ANTONINI |
ROMA |
ATTIVO |
1 |
|
PROF |
GIULIANO ANTONINI |
ROMA |
ATTIVO |
2 |
|
P E |
RENZO ANTONUCCI |
PISA |
ATTIVO |
736 |
|
COL |
PIETRO AQUILINO |
PERUGIA |
IN SONNO |
358 |
|
DOTT |
GIUSEPPE ARCADI |
REGGIO CALABRIA |
ATTIVO |
3 |
|
DOTT |
ALDO ARCURI |
BENEVENTO |
ATTIVO |
4 |
|
DOTT |
ROMOLO ARENA |
ROMA |
ATTIVO |
848 |
|
DOTT |
GIACOMO ARGENTO |
ROMA |
ATTIVO |
384 |
|
DOTT |
SERGIO ARGILLA |
LA SPEZIA |
ATTIVO |
270 |
|
ON |
GIAN ALDO ARNAUD |
TORINO |
ATTIVO |
726 |
|
DOTT |
CARLO ARNONE |
ARNONE |
ATTIVO |
393 |
|
DOTT |
FRANCESCO ARONADIO |
ROMA |
ATTIVO |
944 |
|
DOTT |
RENATO ASCHIERI |
MILANO |
ATTIVO |
917 |
|
DOTT |
GIUSEPPE ATTINELLI |
PALERMO |
ATTIVO |
942 |
|
ON |
ANGELO ATZORI |
ORISTANO |
ATTIVO |
651 |
|
AVV |
ALFREDO AUBERT |
TORINO |
IN SONNO |
287 |
|
COL |
MARIO AUBERT |
MILANO |
IN SONNO |
427 |
|
SIG |
ALBERTO AUREGGI |
ROMA |
ATTIVO |
727 |
|
DOTT |
JOSE' AVILA |
BRASILE |
ATTIVO |
599 |
|
RAG |
VITTORIO AZZARI |
ROMA |
ATTIVO |
171 |
|
|
|
|
|
|
|
RAG |
GILBERTO BACCHETTI |
FIRENZE |
ATTIVO |
834 |
|
CAP |
VASCO BACCI |
SAN VITO |
ATTIVO |
5 |
|
DOTT |
ENZO BADIOLI |
ROMA |
ATTIVO |
581 |
|
DOTT |
FRANCESCO BAGGIO |
VICENZA |
ATTIVO |
732 |
|
DOTT |
URIO BAGNOLI |
ROMA |
IN SONNO |
6 |
|
TEN COL |
ENRICO BAIANO |
REGGIO EMILIA |
IN SONNO |
175 |
|
SIG |
PIETRO BALDASSINI |
FIRENZE |
ATTIVO |
394 |
|
CAP |
GIORGIO BALESTRIERI |
LIVORNO |
ATTIVO |
907 |
|
DOTT |
GIORGIO BALLARINI |
FIRENZE |
ATTIVO |
701 |
|
ON |
PASQUALE BANDIERA |
ROMA |
ATTIVO |
114 |
|
DOTT |
GUIDO BARBARO |
TORINO |
ATTIVO |
851 |
|
DOTT |
VITO BARBERA |
LIVORNO |
MORTO |
182 |
|
RAG |
FRANCO BARDUCCI |
FIRENZE |
ATTIVO |
702 |
|
GEN |
TOMMASO BARILE |
ROMA |
IN SONNO |
420 |
|
DOTT |
GIOVANNI BARILLA' |
PALERMO |
ATTIVO |
288 |
|
DOTT |
HIPPOLITO BARREIRO |
BUENOS AIRES |
ATTIVO |
689 |
|
GEO |
GIOVANNI BARTOLOZZI |
FIRENZE |
ATTIVO |
705 |
|
DOTT |
FEDERICO BARTTFELD |
BUENOS AIRES |
ATTIVO |
479 |
|
ON |
ANTONIO BASLINI |
MILANO |
ATTIVO |
483 |
|
DOTT |
GIUSEPPE BATTISTA |
ROMA |
ATTIVO |
518 |
|
DOT |
ALBERTO BATTOLLA |
LA SPEZIA |
ATTIVO |
800 |
|
AVV |
SALVATORE BELLASSAI |
PALERMO |
ATTIVO |
289 |
|
AVV |
GIROLAMO BELLAVISTA |
PALERMO |
MORTO |
7 |
|
DOTT |
DANILO BELLEI |
BOLOGNA |
ATTIVO |
484 |
|
ING |
ENZO BELLEI |
ROMA |
IN SONNO |
178 |
|
DOTT |
OTTORINO BELLI |
FIRENZE |
ATTIVO |
229 |
|
DOTT |
MARIO BELLUCCI |
PERUGIA |
IN SONNO |
174 |
|
ON |
COSTANTINO BELLUSCIO |
ROMA |
ATTIVO |
540 |
|
PROF |
NELLO BEMPORAD |
FIRENZE |
ATTIVO |
115 |
|
DOTT |
GIORGIO BENINATO |
ROMA |
ATTIVO |
563 |
|
DOTT |
SILVIO BERLUSCONI* |
MILANO |
ATTIVO |
625 |
|
DOTT |
DOMENICO BERNARDINI |
FIRENZE |
ATTIVO |
699 |
|
DOTT |
FRANCESCO BERNASCONI |
ROMA |
ATTIVO |
155 |
|
CAP FR |
CARLO BERTACCHI |
ROMA |
ATTIVO |
629 |
|
DOT |
GIUSEPPE BERTASSO |
TORINO |
ATTIVO |
870 |
|
DOTT |
LUIGI BERTONI |
ROMA |
ATTIVO |
179 |
|
DOTT |
MARIO BESUSSO |
ROMA |
MORTO |
180 |
|
DOTT |
LUIS ALBERTO BETTI |
BUENOS AIRES |
ATTIVO |
481 |
|
DOTT |
LODOVICO BEVILACQUA |
MILANO |
ATTIVO |
877 |
|
DOTT |
ANGELO BIAGINI |
FIRENZE |
ATTIVO |
700 |
|
ING |
LIVIO BIAGINI |
ROMA |
ATTIVO |
529 |
|
DOTT |
CARLO BIAMONTI |
L'AQUILA |
IN SONNO |
378 |
|
AVV |
GIAN PAOLO BIANCHI |
FIRENZE |
ATTIVO |
703 |
|
DOTT |
GIORGIO BIANCHI |
TORINO |
MORTO |
422 |
|
AVV |
GIULIO BIANCHI |
PISTOIA |
ATTIVO |
183 |
|
AVV |
PIERLUIGI BIANCHINI MORTANI |
FIRENZE |
ATTIVO |
742 |
|
PROF |
FRANCESCO BIANCOFIORE |
ROMA |
ATTIVO |
365 |
|
ING |
FRANCO BIDA |
ROMA |
ATTIVO |
911 |
|
P I |
GIORGIO BIDA |
NOVARA |
MORTO |
423 |
|
DOTT |
GIORGIO BILLI |
FIRENZE |
ATTIVO |
548 |
|
DOTT |
MAURIZIO BINA |
CAGLIARI |
ATTIVO |
819 |
|
DOTT |
LUIGI BINA |
ROMA |
ATTIVO |
8 |
|
AMM |
GINO BIRINDELLI |
ROMA |
ATTIVO |
130 |
|
DOTT |
LUIGI BISIGNANI |
ROMA |
ATTIVO |
203 |
|
DOTT |
GARIBALDO BISSO |
LIVORNO |
ATTIVO |
773 |
|
GEN |
LUIGI BITTONI |
FIRENZE |
ALTRA LOGGIA |
116 |
|
COL |
BARTOLO BLASIO |
ROMA |
ATTIVO |
824 |
|
CAP |
ALESSANDRO BOERIS CLEMEN |
ROMA |
ATTIVO |
738 |
|
PROF |
GIULIO BOLACCHI |
CAGLIARI |
ATTIVO |
886 |
|
UFF |
JOSE' BOLSHAW SALLES |
BRASILE |
ATTIVO |
601 |
|
DOTT |
GIANNI BONAGA |
TORINO |
ATTIVO |
376 |
|
SIG |
VINCENZO BONAMICI |
PISTOIA |
ATTIVO |
880 |
|
DOTT |
UGO BONASI |
ROMA |
ATTIVO |
857 |
|
GEOM |
ANTONIO BONETTI |
CESENA |
ATTIVO |
366 |
|
SIG |
SANDRO BONI |
FIRENZE |
IN SONNO |
704 |
|
DOTT |
NICOLO' BORGHESE |
ROMA |
ATTIVO |
546 |
|
AVV |
FABIO BORZAGA |
TRENTO |
ALTRA LOGGIA |
424 |
|
DOTT |
ENRIQUE VICTOR BOULLY |
BUENOS AIRES |
ATTIVO |
691 |
|
DOTT |
OSVALDO BRANA |
DAKAR |
ATTIVO |
101 |
|
GEN |
ETTORE BRANCATO |
ROMA |
ATTIVO |
504 |
|
DOTT |
PASQUALE BRANDI |
BARI |
ATTIVO |
9 |
|
AVV |
AGNELETTO BRANKO |
TRIESTE |
ALTRA LOGGIA |
291 |
|
DOTT |
CARLOS BRAULIO |
BRASILE |
ATTIVO |
600 |
|
SIG |
MAURIZIO BRUNI |
LIVORNO |
ATTIVO |
774 |
|
DOTT |
VITTORIO BRUNI |
FIRENZE |
ATTIVO |
706 |
|
DOTT |
OTTORINO BRUNO |
ROMA |
ATTIVO |
103 |
|
DOTT |
PAOLO BRUNO |
COSENZA |
ATTIVO |
181 |
|
GEN |
WALTER BRUNO |
ROMA |
ATTIVO |
10 |
|
SIG |
IVAN BRUSCHI |
AREZZO |
ATTIVO |
395 |
|
DOTT |
ETTORE BRUSCO |
ROMA |
ATTIVO |
11 |
|
SIG |
RENZO BRUZZONE |
TORINO |
ATTIVO |
176 |
|
DOTT |
FOSCO BUCCIANTI |
FIRENZE |
ATTIVO |
638 |
|
AVV |
BRUNETTO BUCCIARELLI DUCCI |
AREZZO |
ATTIVO |
573 |
|
GEN |
PAOLO BUDUA |
ROMA |
ATTIVO |
292 |
|
AVV |
GLAUCO BUFFARINI GUIDI |
ROMA |
ATTIVO |
102 |
|
DOTT |
ROBERTO BUFFETTI |
ROMA |
ATTIVO |
322 |
|
SIG |
ALDO BUGNONE |
TORINO |
ATTIVO |
785 |
|
DOTT |
ANTONIO BUONO |
FORLI' |
ATTIVO |
504 |
|
RAG |
GIANCARLO BUSCARINI |
ROMA |
ATTIVO |
850 |
|
|
|
|
|
|
|
MAGG |
ANTONIO CACCHIONE |
FIRENZE |
ATTIVO |
197 |
|
CAP |
CARLO CADORNA |
ROMA |
ATTIVO |
780 |
|
SIG |
GIORGIO CAGNONI |
RAVENNA |
ATTIVO |
166 |
|
DOTT |
MARIO CAGNONI |
RAVENNA |
ATTIVO |
167 |
|
SIG |
PAOLO CAGNONI |
RAVENNA |
ATTIVO |
168 |
|
SIG |
PAOLO CAIANI |
MONTECATINI |
ATTIVO |
838 |
|
SIG |
PIERO CAIANI |
MONTECATINI |
ATTIVO |
676 |
|
DOTT |
SALVATORE CAJOZZO |
SVEZIA |
ATTIVO |
586 |
|
COL |
ANTONIO CALABRESE |
BOLOGNA |
ATTIVO |
485 |
|
DOTT |
SILVIO CALDONAZZO |
ROMA |
ATTIVO |
293 |
|
CAP |
GUIDO CALENDA |
ROMA |
ATTIVO |
156 |
|
DOTT |
ROBERTO CALVI |
MILANO |
ATTIVO |
519 |
|
DOTT |
ANTONIO CALVINO |
BUENOS AIRES |
ATTIVO |
692 |
|
DOTT |
ANTONIO CAMPAGNI |
PISA |
ATTIVO |
665 |
|
DOTT |
|