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[ISSN 1974-028X]


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N. 22 - Ottobre 2009 (LIII)

LA P2

Membri, obiettivi, tratti distintivi
di Cristiano Zepponi

 

La relazione finale dell’onorevole Tina Anselmi, capogruppo dell’apposita Commissione d’inchiesta del Parlamento italiano, si apre così: “(…) la data di fondazione della loggia massonica Propaganda Due si perde nel tempo, come spesso accade per simili consorterie. E’ noto, comunque, che era un antico sodalizio che accoglieva gli elementi più importanti e prestigiosi, fin da quando, nel secolo scorso, la massoneria aveva un ruolo centrale nelle vicende italiane (…)”.E non sono solo le origini, ad essere rimaste avvolte da una fitta nebbia di silenzi ed omissioni. Cosa fu la Loggia, a grandi linee, ed in quali vicende fu implicata, resta ancora, ufficialmente, poco chiaro. La relazione del Parlamento, però, ne permette una generale comprensione.

 

LA MASSONERIA IN ITALIA

 

In particolare, l'organizzazione P2 nacque e si sviluppò nell'ambito della maggiore comunione massonica esistente in Italia: il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani. Si rende pertanto necessaria una breve disamina della presenza massonica nel nostro paese e delle sue strutture al fine di comprendere e valutare nella sua esatta dimensione il fenomeno.
La massoneria italiana si compone da tempo di due maggiori organizzazioni o "famiglie", comunemente indicate con il sintetico riferimento alla sede storicamente occupata, come di Palazzo Giustiniani e di Piazza del Gesù; questa si configura a sua volta come promanazione della prima a seguito di una scissione intervenuta nel 1908, in ragione di contrasti attinenti l'atteggiamento da assumere sulla legislazione concernente l'insegnamento religioso nelle scuole.


Accanto a questi due gruppi di rilievo nazionale - la cui consistenza era stato valutabile tra i 15-20 mila iscritti per Palazzo Giustiniani e tra i 5-10 mila per Piazza del Gesù – erano (sono?) presenti altri minori gruppi locali con una consistenza valutabile, per ognuno di loro, nell'ordine di alcune centinaia di iscritti.


Il modello strutturale assunto era quello di una distribuzione degli iscritti secondo una scala gerarchica modulata per gradi, che conosce una divisione fondamentale tra Ordine, comprendente i primi tre gradi, e Rito, comprendente i gradi dal quarto al trentatreesimo, talché, mentre tutti coloro che fanno parte del Rito sono necessariamente membri dell'Ordine, non necessariamente vale l'assunto contrario. Si tratta quindi di due livelli collegati, ma non coincidenti, l'uno sopraordinato all'altro secondo un modello di struttura verticalizzata che presiede tutta l'organizzazione massonica, all'interno della quale, poi, la mobilità degli iscritti nella scala era regolata dalla stretta applicazione del principio di cooptazione che determina ogni passaggio di grado, nonché l'ingresso nell'Ordine e poi nel Rito.


Gli iscritti, a loro volta, sono raggruppati in logge con base territoriale; e la domanda di iscrizione ad una loggia è requisito fondamentale per l'ingresso di un "profano" nella massoneria, per cui, in linea di principio, non si può appartenere alla massoneria se non attraverso il momento comunitario della iscrizione ad una loggia. Questo meccanismo non escludeva eccezioni e particolarità: la massoneria di Palazzo Giustiniani, con altre "famiglie", contemplava anche la possibilità di accedere all'Ordine per iniziazione operata direttamente dal responsabile supremo - il Gran Maestro - senza pertanto sottostare alla votazione che sancisce l'ingresso dell'iniziando nell'organizzazione. I "fratelli" che erano iniziati in questo modo, (detto "sul filo della spada") si trovavano quindi in una posizione particolare ("all'orecchio" del Gran Maestro) sia per non avere una loggia di appartenenza, sia per il carattere riservato della loro iniziazione, intervenuta al di fuori delle ordinarie forme di pubblicità statutariamente previste; essendo pertanto la loro iniziazione nota solo all'organo procedente, il Gran Maestro, tali iscritti erano designati come "coperti" ed inseriti d'ufficio in una loggia anch’essa "coperta" comprendente, per l'appunto, la lista degli iscritti noti solo al Gran Maestro.
Tale loggia veniva designata come loggia "Propaganda"; ogni loggia poi veniva contrassegnata da un numero oltre che da un nome. Da questo deriva il nome: la loggia "Propaganda" avrebbe avuto in sorteggio il numero due (tale almeno è la spiegazione fornita dai responsabili massonici sull'origine di questa denominazione).


Dalla vasta documentazione acquisita dalla Commissione nell'ambito di operazioni di perquisizione e di sequestro di documenti, è emerso che il fenomeno della "copertura" era comune alle altre famiglie ed interessava sia singoli iscritti che intere logge, rivestendo portata più ampia di quanto non rappresentato in questa prima schematica descrizione.


E’ accertato che, sia in sede centrale che in sede periferica, era assai frequente l'uso di denominazioni fittizie per mascherare verso l'esterno (il mondo "profano") la presenza di strutture massoniche. Così, ad esempio, era prassi consueta intitolare a generici Centri studi i contratti dì affitto per i locali necessari all'attività della loggia; ed è dato rilevare come gli statuti di tali organismi non contenessero alcun riferimento alla massoneria e alle attività massoniche nel designare l'oggetto dell'attività dell'ente, salvo poi riscontrare una perfetta identità personale tra gli iscritti al Centro studi ed i membri della loggia. In questo modo si deve valutare l’operato di Licio Gelli, intestatario di varie sedi successivamente occupate dalla Loggia ad un Centro studi di storia contemporanea che fungeva, anche a fini di corrispondenza tra gli iscritti, da copertura. La seconda forma di copertura era invece rivolta verso l’interno della stessa organizzazione. Sono stati, infatti, rinvenuti documenti che fanno riferimento a logge coperte periferiche, ad una loggia coperta nazionale numero uno (presso l'organizzazione di Piazza del Gesù), ad un Capitolo nazionale riservato (presso il Rito Scozzese Antico ed Accettato di Palazzo Giustiniani).


Sono stati inoltre acquisiti registri di appartenenti a logge (piedilista) nei quali gli iscritti venivano elencati con soprannomi o pseudonimi di copertura. La documentazione in possesso della Commissione, ancorché frammentaria, testimonia in modo certo un modus procedendi all'interno delle organizzazioni massoniche improntato a connotazioni di riservatezza volte a salvaguardare le attività degli iscritti, o di alcuni settori, dall'indiscrezione e dall'interessamento non solo degli estranei all'istituzione, ma anche a parte, maggiore o minore, degli stessi affiliati alla comunione. Tale costume di vita associativa è stato dai massimi responsabili della massoneria rivendicato come una forma di riservatezza propria dell'istituzione, motivata dal rinvio ai contenuti esoterici che sarebbero propri della dottrina massonica, nonché dal richiamo a situazioni storiche di persecuzione degli affiliati. Va posto in rilievo che i fenomeni di copertura indicati erano comunque largamente invalsi nella vita delle varie famiglie massoniche con riferimento al periodo anteriore alla legge di scioglimento della loggia P2 e traevano alimento, oltre che nelle ragioni storiche addotte, piuttosto discutibili, dall'assenza di un preciso quadro di riferimento normativo che desse attuazione alla norma costituzionale in materia di libertà di associazione.

 

E’ sintomatico peraltro che, posteriormente all'approvazione della legge di scioglimento della Loggia P2, gli elementi più sensibili della massoneria si siano posti il problema della ortodossia di tali modelli organizzativi, risolvendolo nel senso di alcune modifiche statutarie, con la conseguente soppressione di organismi quali il Capitolo riservato e la Loggia nazionale coperta numero uno come avvenuto presso la comunione di Piazza del Gesù.


Accanto alla connotazione della riservatezza altra peculiarità era quella dello spiccato interessamento delle varie comunità massoniche verso le attività del mondo "esterno". Se è pur vero che uno dei capisaldi fondamentali della originaria massoneria inglese, che fungeva da pietra miliare per le comunità massoniche di tutto il mondo, conteneva il divieto di occuparsi di questioni politiche, un’abbondante documentazione in possesso della Commissione dimostra che l'attività delle logge non era volta soltanto allo studio ed all'approfondimento di questioni esoteriche, ma abbracciava un vasto campo di interessi che trovavano il loro momento di unificazione nella pratica massonica della solidarietà tra fratelli.

 

La solidarietà esplica la sua funzione per le attività dell'affiliato nel mondo "profano", giungendo sino all'appoggio esplicito per i fratelli candidati, formalizzato in circolari tra gli iscritti, in occasione di consultazioni elettorali. Particolarmente significativo al riguardo è l'esempio di un modello organizzativo verificato presso la comunione di Piazza del Gesù: le camere tecniche professionali. Si tratta di organismi settoriali che, su iniziativa e propulsione del centro, raccolgono gli iscritti in ragione della professione esercitata (una sorta di corporazioni massoniche). Al modello delle logge, che funzionano su base territoriale ed interprofessionale, era dunque affiancato un sistema di raggruppamento degli affiliati parallelo ed organizzato su base nazionale, avente quale momento unificativo gli interessi e le attività "profane".


Secondo tale schema troviamo così raggruppati i medici, i professori universitari e i militari, esempio quest’ ultimo degno di particolare attenzione (e sconcerto). Una ragione non ultima della pluralità di famiglie massoniche esistenti va probabilmente ricercata - oltre che in ragioni dì ordine puramente teorico - in una diversa consonanza di opinioni e di interessi in materie estranee alle questioni di esclusivo profilo esoterico. La stessa massoneria d'altronde rivendica ancora a proprio merito un ruolo importante nelle vicende storiche del nostro paese.
Nacque da questa propensione all'intervento nelle attività "profane" ed in essa trova ragione di esistere, l'istituto tipicamente massonico della "solidarietà" tra gli affiliati, ovvero della mutua assistenza che essi si garantivano nell'esercizio delle loro attività professionali (favoritismi, clientelismo, appoggi vari) o comunque delle vicende estranee alla vita associativa. La solidarietà tra fratelli rappresentava l'estensione al mondo esterno del vincolo associativo, caratterizzato da un’efficacia di rilevante portata e nel contempo di difficile valutazione.


Quello che induce in riflessioni nell'osservatore esterno non è un dubbio ma comunque legittimo affratellamento tra individui spesso socialmente omogenei, o comunque uniti da una comune visione del mondo; è, invece, l'esclusiva riduzione in termini pratici e concreti di tale affratellamento e la sua coniugazione con un radicato costume di riservatezza.

 

Vi era insomma il rischio che la solidarietà massonica, spesso tradotta in un’occulta agevolazione di successi personali, potesse rendersi incompatibile con lo Stato sociale, specie quando tale forma di solidarietà operasse all'interno di carriere pubbliche.


I RAPPORTI CON L’ESTERO; PER UNA MASSONERIA INTERNAZIONALE

 

L’aspetto internazionale della massoneria appare centrale, per comprenderne il senso; questa si poneva come un contesto di organizzazioni nazionali fortemente legate tra di loro secondo due schieramenti, che, per quanto concerne l'Europa, possono identificarsi in una parte  gravitante nell’ orbita britannica, verso la quale era orientata la comunione di Palazzo Giustiniani, ed una parte di orientamento cosiddetto latino egemonizzata dalla massoneria francese, alla quale si ispirava la famiglia di Piazza del Gesù. In un più ampio contesto argomentativo si può dire che la massoneria vive sotto.

 

Il dato che viene particolarmente in luce, però, è la connessione tra la massoneria statunitense e la comunione di Palazzo Giustiniani. Traccia di questi legami si rinviene nella presenza di tale Frank Gigliotti in momenti particolarmente qualificati nella storia recente della comunione di Palazzo Giustiniani.


Fu proprio lui, già agente della Sezione italiana dell'OSS dal 1941 al 1945, e quindi agente della CIA, l'artefice del primo riconoscimento del Grande Oriente da parte della prestigiosa Circoscrizione del Nord degli USA (il riconoscimento da parte della Gran Loggia Unita di Inghilterra venne soltanto nel 1982) già nel 1947.

 

 Più tardi Gigliotti fu presidente del "Comitato di agitazione" costituitosi negli Stati Uniti per rispondere all'appello lanciato dai fratelli del Grande Oriente impegnati nella contestata opera di riappropriazione della casa massonica di Palazzo Giustiniani confiscata durante il periodo fascista, a seguito dello scioglimento autoritario dell'istituzione. Il compromesso tra il Grande Oriente e lo Stato italiano, patrocinato dai fratelli americani, fu siglato il 7 luglio 1960. L'atto di transazione fu sottoscritto dal ministro delle finanze Trabucchi e dall'allora Gran Maestro Publio Cortini, e vedeva presenti, al tavolo della firma di una stipula tutta italiana, l'ambasciatore americano, J. Zellerbach, e, ancora, Frank Giglíotti.


Sempre nel 1960 i fratelli americani intervennero nell'operazione di unificazione del Supremo Consiglio della Serenissima Gran Loggia degli ALAM del “principe” siciliano Giovanni Alliata di Montereale (il cui nome sarà legato alle vicende del golpe Borghese, a quelle della Rosa dei Venti, alle organizzazioni mafiose), poi finito nella Loggia P2, con il Grande Oriente. Sembra che quella dell'unificazione del Grande Oriente con la massoneria di Alliata, di forte accentuazione conservatrice, sia stata la condizione posta da Gigliotti in cambio dell'intervento americano nelle trattative con il Governo italiano concernenti il Palazzo Giustiniani.

 

L'unificazione comportò l'estensione al Grande Oriente del riconoscimento che aveva già dato alla Serenissima Gran Loggia di Alliata la Circoscrizione Sud degli USA, nonché numerosi elementi di prestigio nell'ambiente massonico.

 

Non solo si deve rilevare, secondo quanto emerge da queste vicende, che il progetto di unificazione della massoneria italiana sembra corrispondere ad interessi non esclusivamente autoctoni, ma risalta la comparsa di Gelli sulla scena (nel Dicembre 1965 il Gran Maestro aggiunto Roberto Ascarelli presentò appunto l'"apprendista" Licio Gelli al Gran Maestro Gamberini, il quale lo elevò immediatamente di grado nella gerarchia massonica e lo inserisce nella loggia P2; nel 1969 Ascarelli e Gamberini affidano a Gelli un non meglio precisato incarico speciale nella loggia; nel 1971 Gelli divenne segretario organizzativo e ottenne il totale controllo della loggia) quando Gigliotti scomparve, secondo una successione di tempi ed una identità di funzioni che non può non colpire significativamente. Si deve infine sottolineare come la giustizia italiana – per la quale si concretizzò la mancata restituzione del palazzo confiscato dal fascismo - produsse l'effetto di rendere la massoneria italiana debitrice di quella nord americana.

 

Nel 1972 il nuovo segretario organizzativo cambiò nome alla loggia in "Raggruppamento Gelli-P2" accentuandone le caratteristiche di segretezza ed evitando qualsiasi tipo di controllo. Nel 1973 la loggia segreta "Giustizia e Libertà" si fuse con la P2.

 

Alla Gran Loggia di Napoli del Dicembre 1974, qualcosa di simile a un conclave massonico tentò di sciogliere la P2 e di abrogarne i regolamenti particolari, ma senza successo: Gelli aveva acquisito troppo potere. Lino Salvini, maestro del Grande Oriente d'Italia, quindi, nonostante non vedesse di buon occhio tanto potere concentrato in quella loggia, il 12 Maggio 1975 decretò ufficialmente la ricostituzione della loggia P2 elevando Gelli al grado di maestro venerabile.

 

Da quel momento, le attività della loggia si espressero nelle direzioni e nei modi più vari: in Argentina, per esempio, favorì il golpe militare, per poi perorare la causa del ritorno di Peron, così come risultò implicata nello scoppio del conflitto delle isole Malvinas ( Falkland). La loggia P2 risultò attiva in Uruguay, Brasile, Venezuela, negli Stati Uniti, in diversi paesi europei e non ultima in Romania, dove Gelli ebbe importanti rapporti con il regime "socialista" di Ceausescu, nonostante l'anticomunismo viscerale di tutti gli aderenti alla Loggia.

 

IL PROGRAMMA: l’originale “piano di rinascita democratica”, rinvenuto dagli inquirenti

Il piano, sequestrato a Maria Grazia Gelli nel Luglio 1982, rappresenta la "carta programmatica per l'Italia" della P2.

IL PIANO

1) L' aggettivo democratico sta a significare che sono esclusi dal presente piano ogni movente od intenzione anche occulta di rovesciamento del sistema.


2) il piano tende invece a rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori.


3) Il piano si articola in una sommaria indicazione di obiettivi, nella elaborazione di procedimenti - anche alternativi - di attuazione ed infine nell'elencazione di programmi a breve, medio e lungo termine.


4) Va anche rilevato, per chiarezza, che i programmi a medio e lungo termine prevedono alcuni ritocchi alla Costituzione successivi al restauro delle istituzioni fondamentali.

OBIETTIVI


1) Nell'ordine vanno indicati:


a) i partiti politici democratici, dal PSI al PRI, dal PSDI alla DC al PLI (con riserva di verificare la Destra Nazionale).

b) la stampa, escludendo ogni operazione editoriale, che va sollecitata al livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattutto: Corriere della Sera, Giorno, Giornale, Stampa, Resto del Carlino, Messaggero, Tempo, Roma, Mattino, Gazzetta del Mezzogiorno, Giornale di Sicilia, per i quotidiani; e per i periodici: Europeo, Espresso, Panorama, Epoca, Oggi, Gente, Famiglia Cristiana. La RAI-TV va dimenticata.

c) i sindacati, sia confederali CISL e UIL, sia autonomi, nella ricerca di un punto di leva per ricondurli alla loro naturale funzione anche al prezzo di una scissione e successiva costituzione di una libera associazione dei lavoratori;

d) il Governo, che va ristrutturato nella organizzazione ministeriale e nella qualità degli uomini da proporre ai singoli dicasteri;

e) la magistratura, che deve essere ricondotta alla funzione di garante della corretta e scrupolosa applicazione delle leggi;


f) il Parlamento, la cui efficienza è subordinata al successo dell'operazione sui partiti politici, la stampa e i sindacati.


2) Partiti politici, stampa e sindacati costituiscono oggetto di sollecitazioni possibili sul piano della manovra di tipo economico finanziario.


La disponibilità di cifre non superiori a 30 o 40 miliardi sembra sufficiente a permettere ad uomini di buona fede e ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al loro controllo.


Governo, Magistratura e Parlamento rappresentano invece obiettivi successivi, accedibili soltanto dopo il buon esito della prima operazione, anche se le due fasi sono necessariamente destinate a subire intersezioni e interferenze reciproche, come si vedrà in dettaglio in sede di elaborazione dei procedimenti.



3) Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell'operazione è la costituzione di un club (di natura rotariana per l'eterogeneità dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati, nonchè pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unità.


Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onestà e rigore morale, tali cioè da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si assumeranno l'onere dell'attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare. Importante è stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale.


PROCEDIMENTI


1) Nei confronti del mondo politico occorre:


a) selezionare gli uomini - anzitutto - ai quali può essere affidato il compito di promuovere la rivitalizzazione di ciascuna rispettiva parte politica (per il PSI, ad esempio, Mancini, Mariani e Craxi; per il PRI: Visentini e Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amidei; per la DC: Andreotti, Piccoli, Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra Nazionale (eventualmente): Covelli);

b) in secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado di avere ancora la necessaria credibilità esterna per ridiventare validi strumenti di azione politica;
c) in caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti finanziari sufficienti -con i dovuti controlli- a permettere loro di acquisire il predominio nei rispettivi partiti;
d) in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l'immediata nascita di due movimenti: l'uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l'altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l'anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale.


Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà e tendenzialmente disponibili per un'azione politica pragmatistica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da parte della pubblica opinione è da ritenere inevitabile.

2) Nei confronti della stampa (o, meglio, dei giornalisti) l'impiego degli strumenti finanziari non può, in questa fase, essere previsto nominativamente. Occorrerà redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi, per ciascun quotidiano o periodico in modo tale che nessuno sappia dell'altro. L'azione dovrà essere condotta a macchia d'olio, o, meglio, a catena, da non più di 3 o 4 elementi che conoscono l'ambiente.


Ai giornalisti acquisti dovrà essere affidato il compito di "simpatizzare" per gli esponenti politici come sopra prescelti in entrambe le ipotesi alternative 1c e 1d.


In un secondo tempo occorrerà:


a) acquisire alcuni settimanali di battaglia;

b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso una agenzia centralizzata;
c) coordinare molte TV via cavo con l'agenzia per la stampa locale;
d) dissolvere la RAI-TV in nome della libertà di antenna ex art. 21 Costit.

3) Per quanto concerne i sindacati la scelta prioritaria è fra la sollecitazione alla rottura, seguendo cioè le linee già esistenti dei gruppi minoritari della CISL e maggioritari dell'UIL, per poi agevolare la fusione con gli autonomi, acquisire con strumenti finanziari di pari entità i più disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all'interno dell'attuale trimurti.


Gli scopi reali da ottenere sono:


a) restaurazione della libertà individuale, nelle fabbriche e aziende in genere per consentire l'elezione dei consigli di fabbrica, con effettive garanzie di segretezza del voto;
b) ripristinare per tale via il ruolo effettivo del sindacato di collaboratore del fenomeno produttivo in luogo di quello legittimamente assente di interlocutore in vista di decisioni politiche aziendali e governative.


Sotto tale profilo, la via della scissione e della successiva integrazione con gli autonomi sembra preferibile anche ai fini dell'incidenza positiva sulla pubblica opinione di un fenomeno clamoroso come la costituzione di un vero sindacato che agiti la bandiera della libertà di lavoro e della tutela economica dei lavoratori. Anche in termini di costo è da prevedere un impiego di strumenti finanziari di entità inferiori all'altra ipotesi.


4) Governo, Magistratura e Parlamento


E' evidente che si tratta di obiettivi nei confronti dei quali i procedimenti divengono alternativi in varia misura a seconda delle circostanze .


E' comunque intuitivo che, ove non si verifichi la favorevole circostanza di cui in prosieguo, i tempi brevi sono - salvo che per la Magistratura - da escludere essendo i procedimenti subordinati allo sviluppo di quelli relativi ai partiti, alla stampa e ai sindacati, con la riserva di una più rapida azione nei confronti del Parlamento ai cui componenti è facile estendere lo stesso modus operandi già previsto per i partiti politici.


Per la Magistratura è da rilevare che esiste già una forza interna (la corrente di magistratura indipendente della Ass. Naz. Mag.) che raggruppa oltre il 40% dei magistrati italiani su posizioni moderate.


E' sufficiente stabilire un accordo sul piano morale e programmatico ed elaborare un’intesa diretta a concreti aiuti materiali per poter contare su un prezioso strumento, già operativo nell'interno del corpo anche al fine di taluni rapidi aggiustamenti legislativi che riconducano la giustizia alla sua tradizionale funzione di elementi di equilibrio della società e non già di eversione.
Qualora invece le circostanze permettessero di contare sull'ascesa al Governo di un uomo politico (o di un'equipe) già in sintonia con lo spirito del club e con le sue idee "ripresa democratica", è chiaro che i tempi dei procedimenti riceverebbero una forte accelerazione anche per la possibilità di attuare subito il programma di emergenza e quello a breve termine in modo contestuale all'attuazione dei procedimenti sopra descritti.


In termini di tempo ciò significherebbe la possibilità di ridurre a 6 mesi e anche meno il tempo di intervento, qualora sussista il presupposto della disponibilità dei mezzi finanziari.

PROGRAMMI

Per programmi si intende la scelta, in scala di priorità, delle numerose operazioni in forma di:
a) azioni di comportamento politico ed economico;

b) atti amministrativi (di Governo);

c) atti legislativi; necessari a ribaltare - in concomitanza con quelli descritti in materia di procedimenti - l'attuale tendenza disfacimento delle istituzione e, con essa, alla disottemperanza della Costituzione i cui organi non funzionano più secondo gli schemi originali. Si tratta, in sostanza, di "registrare" - come nella stampa in tricromia - le funzioni di ciascuna istituzione e di ogni organo relativo in modo che i rispettivi confini siano esattamente delimitati e scompaiano le attuali aree di sovrapposizione da cui derivano confusione e indebolimento dello Stato.


A titolo di esempio, si considerano due fenomeni:


1) lo spostamento dei centri di potere reale dal Parlamento ai sindacati ed al Governo ai padronati multinazionali con i correlativi strumenti di azione finanziaria. Sarebbero sufficienti una buona legge sulla programmazione che rivitalizzi il CNEL e una nuova struttura dei Ministeri accompagnate da norme amministrative moderne per restituire ai naturali detentori il potere oggi perduti;

2) l'involuzione subita dalla scuola negli ultimi 10 anni quale risultante di una giusta politica di ampliamento dell'area di istruzione pubblica, non accompagnata però dalla predisposizione di corpi docenti adeguati e preparati nonchè dalla programmazione dei fabbisogni in tema di occupazione.


Ne è conseguente una forte e pericolosa disoccupazione intellettuale - con gravi deficienze invece nei settori tecnici nonchè la tendenza a individuare nel titolo di studio il diritto al posto di lavoro. Discende ancora da tale stato di fatto la spinta all'egualitarismo assolto (contro la Costituzione che vuole tutelare il diritto allo studio superiore per i più meritevoli) e, con la delusione del non inserimento, il rifugio nella apatia della droga oppure nell'ideologia dell'eversione anche armata. Il rimedio consiste: nel chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio - posto di lavoro; nel predisporre strutture docenti valide; nel programmare, insieme al fenomeno economico, anche il relativo fabbisogno umano; infine nel restaurare il principio meritocratico imposto dalla Costituzione.


Sotto molti profili, la definizione dei programmi intersecherà temi e notazioni già contenute nel recente Messaggio del Presidente della Repubblica - indubbiamente notevole - quale diagnosi della situazione del Paese, tenendo, però, ad indicare terapie più che a formulare nuove analisi.


Detti programmi possono essere esecutivi - occorrendo - con normativa d'urgenza (decreti legge).
a) Emergenza a breve termine. Il programma urgente comprende, al pari degli altri provvedimenti istituzionali (rivolti cioè a "registrare" le istituzioni) e provvedimenti di indole economico-sociale.
a1) Ordinamento giudiziario: le modifiche più urgenti investono:
- la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati;

- il divieto di nomina sulla stampa i magistrati comunque investiti di procedimenti giudiziari;
- la normativa per l'accesso in carriera (esami psicoattitudinali preliminari);
- la modifica delle norme in tema di facoltà libertà provvisoria in presenza dei reati di
eversione - anche tentata - nei confronti dello Stato e della Costituzione, nonchè di
violazione delle norme sull'ordine pubblico, di rapina a mano armata, di sequestro di persona e di violenza in generale.

a2) Ordinamento del Governo

1 - legge sulla Presidenza del Consiglio e sui Ministeri (Cost. art. 95) per determinare
competenze e numero (ridotto, con eliminazione o quasi dei Sottosegretari);
2 - legge sulla programmazione globale (Cost. art. 41) incentrata su un Ministero
dell'economia che ingloba le attuali strutture di incentivazione (Cassa Mezz. - PPSS -
Mediocredito Industria - Agricoltura), sul CNEL rivitalizzato quale punto d'incontro delle forze sociali e sindacali, imprenditoriali e culturali e su procedure d'incontro con il
Parlamento e le Regioni;
3 - riforma dell'amministrazione (Cost. artt. 28 -97 - 98) fondato sulla teoria dell'atto pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabilità politica da quella amministrativa che diviene personale (istituzione dei Segretari Generali di Ministero) e sulla sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del silenzio-consenso;
4 - definizione della riserva di legge nei limiti voluti e richiesti espressamente dalla Costituzione e individuazione delle aree di normativa secondaria (regolamentare) in ispecie di quelle regionali che debbono essere obbligatoriamente limitate nell'ambito delle leggi cornice.
a3) Ordinamento del Parlamento

1) ripartizione di fatto, di competenze fra le due Camere (funzione politica alla CD e funzione economica al SR);

2) modifica (già in corso) dei rispettivi Regolamenti per ridare forza al principio del rapporto (Cost. art. 64) fra maggioranza-Governo da un lato, e opposizione, dall'altro, in luogo della attuale tendenza assemblearistica;

3) adozione del principio delle sessioni temporali in funzione di esecuzione del programma governativo.

 

b) Provvedimenti economico-sociali

b1) abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sfollare le università e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione);
b2) adozione di un orario unico nazionale di 7 ore e 30' effettive (dalle 8,30 alle 17) salvi i turni necessari per gli impianti a ritmo di 24 ore, obbligatorio per tutte le attività pubbliche e  private;
b3) eliminazione delle festività infrasettimanali e dei relativi ponti (salvo 2 giugno - Natale - Capodanno e Ferragosto) da riconcedere in un forfait di 7 giorni aggiuntivi alle ferie annuali di diritto;
b4) obbligo di attuare in ogni azienda ed organo di Stato i turni di festività - anche per sorteggio - in tutti i periodi dell'anno, sia per annualizzare l'attività dell'industria turistica,
sia per evitare la "sindrome estiva" che blocca le attività produttive;
b5) revisione della riforma tributaria nelle seguenti direzioni:

1 - revisione delle aliquote per i lavoratori dipendenti aggiornandole al tasso di svalutazione 1973-76;
2 - nettizzazione all'origine di tutti gli stipendi e i salari delle P.A. (onde evitare gli enormi costi delle relative partite di giro);

3 - inasprimento delle aliquote sui redditi professionali e sulle rendite;

4 - abbattimento delle aliquote per donazioni e contributi a fondazioni scientifiche e culturali riconosciute, allo scopo di sollecitare l'autofinanziamento premiando il reinvestimento del profitto;
5 - alleggerimento delle aliquote sui fondi aziendali destinati a riserve, ammortamenti, investimenti e garanzie, per sollecitare l'autofinanziamento delle aziende produttive;

6 - reciprocità fra Stato e dichiarante nell'obbligo di mutuo acquisto ai valori dichiarati ed accertati;
b6) abolizione della nominatività dei titoli azionari per ridare fiato al mercato azionario e sollecitare meglio l'autofinanziamento delle aziende produttive;

b7) eliminazione delle partite di giro fra aziende di Stato ed istituti finanziari di mano pubblica in sede di giro conti reciprochi che si risolvono - nel gioco degli interessi - in passività inutili dello stesso Stato;

b8) concessione di forti sgravi fiscali ai capitali stranieri per agevolare il ritorno dei capitali dall'estero;
b9) costituzione di un fondo nazionale per i servizi sociali (case - ospedali - scuole
- trasporti) da alimentare con:

1 - sovraimposta IVA sui consumi voluttuari (automobili - generi di lusso)

2 - proventi dagli inasprimenti ex b5)4;

3 - finanziamenti e prestiti esteri su programma di spesa;

4 - stanziamenti appositi di bilancio per investimenti;

5 - diminuzione della spesa corrente per parziale pagamento di stipendi statali superiori a L. 7.000.000 annui con speciali buoni del Tesoro al 9% non commerciabili per due anni.
Tale fondo va destinato a finanziare un programma biennale di spesa per almeno 10.000 miliardi. Le riforme di struttura relative vanno rinviate a dopo che sia stata assicurata la disponibilità dei fabbricati, essendo ridicolo riformare le gestioni in assenza di validi strumenti (si ricordino i guasti della riforma sanitaria di alcuni anni or sono che si risolvette nella creazione di 36.000 nuovi posti di consigliere di amministrazione e nella correlativa lottizzazione partitica in luogo di creare altri posti letto)


Per quanto concerne la realizzabilità del piano edilizio in presenza della caotica
legislazione esistente, sarà necessaria una legge che imponga alle Regioni programmi urgenti straordinari con termini brevissimi surrogabili dall'intervento diretto dello Stato; per quanto si riferisce in particolare all'edilizia abitativa, il ricorso al sistema dei comprensori obbligatori sul modello svedese ed al sistema francese dei mutui individuali agevolati sembra il metodo migliore per rilanciare questo settore che è da considerare il volano della ripresa economica;
b10) aumentare la redditività del risparmio postale elevando il tasso al 7%;

b11) concedere incentivi prioritari ai settori:

I – turistico
II - trasporti marittimi
III - agricolo specializzato (primizie zootecnia)

IV - energetico convenzionale e futuribile (nucleare - geotermico - solare)

V - industria chimica fine e metalmeccanica specializzata di trasformazione; in modo da
sollecitare investimenti in settori ad alto tasso di mano d'opera ed apportatori di valuta;
b12) sospendere tutte le licenze ed i relativi incentivi per impianti di raffinazione primaria del petrolio e di produzione siderurgica pesante.


c) Pregiudiziale è che oggi ogni attività secondo quanto sub a) e b) trovi protagonista e gestore un Governo deciso ad essere non già autoritario bensì soltanto autorevole e deciso a fare rispettare le leggi esistenti.


Così è evidente che le forze dell'ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda.


Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facoltà di interrogatorio d'urgenza degli arrestati in presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell'ordinamento, nonchè di violenza e resistenza alle forze dell'ordine, di violazione della  legge sull'ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano armata e di violenza in generale.

d) Altro punto chiave è l'immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese.
E' inoltre opportuno acquisire uno o due periodici da contrapporre a Panorama, Espresso, Europeo sulla formula viva "Settimanale".


MEDIO E LUNGO TERMINE


Nel presupposto dell'attuazione di un programma a breve termine come sopra definito, rimane da tratteggiare per sommi capi un programma a medio e lungo termine con l'avvertenza che mentre per quanto riguarda i problemi istituzionali è possibile fin d'ora formulare ipotesi concrete, in materia di interventi economico-sociali, salvo per quel che attiene pochissimi grandi temi, è necessario rinviare nel tempo l'elencazione di problemi e relativi rimedi.


a) Provvedimenti istituzionali

a1) Ordinamento Giudiziario

I - unità del Pubblico Ministero (a norma della Costituzione - articoli 107 e 112 ove il P.M.
è distinto dai giudici);

II - responsabilità del Guardasigilli verso il Parlamento sull'operato del P.M. (modifica
costituzionale);
III - istruzione pubblica dei processi nella dialettica fra pubblica accusa e difesa di fronte
ai giudici giudicanti, con abolizione di ogni segreto istruttorio con i relativi e connessi
pericoli ed eliminando le attuali due fasi di istruzione;

IV - riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento (modifica costituzionale);
V - riforma dell'ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle
promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le
carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile;

VI - esperimento di elezione di magistrati (Costit. art. 106) fra avvocati con 25 anni di funzioni in possesso di particolari requisiti morali;

a2) Ordinamento del Governo

I - modifica della Costituzione per stabilire che il Presidente del Consiglio è eletto dalla Camera all'inizio di ogni legislatura e può essere rovesciato soltanto attraverso le elezioni del successore;
II - modifica della Costituzione per stabilire che i Ministri perdono la qualità
di parlamentari;

III - revisione della legge sulla contabilità dello Stato e di quella sul bilancio dello Stato
(per modificarne la natura da competenza in cassa);

IV - revisione della legge sulla finanza locale per stabilire - previo consolidamento del debito attuale degli enti locali da riassorbire in 50 anni - che Regioni e Comuni possono spendere al di là delle sovvenzioni statali soltanto i proventi di emissioni di obbligazioni di scopo (esenti da imposte e detraibili) e cioè relative ad opere pubbliche da finanziare, secondo il modello USA. Altrimenti il concetto di autonomia diviene di sola libertà di spesa basata sui  debiti;
V - riforma della legge comunale e provinciale per sopprimere le provincie e ridefinire i  compiti dei Comuni dettando nuove norme sui controlli finanziari;

a3) Ordinamento del Parlamento

I - nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e proporzionale secondo il modello tedesco) riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato, di rappresentanza di secondo grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali, diminuendo a 250 il numero dei senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei senatori a vita di nomina presidenziale, con aumento delle categorie relative (ex parlamentari - ex magistrati
- ex funzionari e imprenditori pubblici - ex militari ecc.);

II - modifica della Costituzione per dare alla Camera preminenza politica (nomina del Primo Ministro) ed alla Senato preponderanza economica (esame del bilancio);
III - stabilire norme per effettuare in uno stesso giorno ogni 4 anni le elezioni nazionali,
regionali e comunali (modifica costituzionale);

IV - stabilire che i decreti-legge sono inemendabili;

a4) Ordinamento di altri organi istituzionali

I - Corte Costituzionale: sancire l'incompatibilità successiva dei giudici a cariche elettive
in enti pubblici; sancire il divieto di sentenze cosiddette attive (che trasformano la Corte in organo legislativo di fatto);

II - Presidente della Repubblica: ridurre a 5 anni il mandato, sancire l'ineleggibilità ed eliminare il semestre bianco (modifica costituzionale);

III - Regioni: modifica della Costituzione per ridurre il numero e determinarne i confini secondo criteri geoeconomici più che storici. Provvedimenti economico sociali.


b1) Nuova legislazione antiurbanesimo subordinando il diritto di residenza alla dimostrazione di possedere un posto di lavoro e un reddito sufficiente (per evitare che saltino le finanze dei grandi Comuni);
b2) Nuova legislazione urbanistica favorendo le città satelliti e trasformando la scienza urbanistica da edilizia in scienza dei trasporti veloci suburbani;
b3) nuova legislazione sulla stampa in senso protettivo della dignità del cittadino (sul modello inglese) e stabilendo l'obbligo di pubblicare ogni anno i bilanci nonché le retribuzioni dei giornalisti;
b4) unificazione di tutti gli istituti ed enti previdenziali ed assistenziali in un unico ente di sicurezza sociale da gestire con formule di tipo assicurativo allo scopo di ridurre i costi attuali;
b5) disciplinare e moralizzare il settore pensionistico stabilendo: il divieto del pagamento di pensioni prima dei 60 anni salvo casi di riconosciuta inabilità; il controllo rigido sulle pensioni di invalidità; l'eliminazione del fenomeno del cumulo di più pensioni;
b6) dare attuazione agli articoli 39 e 40 della Costituzione regolando la vita dei sindacati limitando il diritto di sciopero nel senso di:
I - introdurre l'obbligo di preavviso dopo aver espedito il concordato;
II - escludere i servizi pubblici essenziali (trasporti; dogane; ospedali e cliniche; imposte; pubbliche amministrazioni in genere) ovvero garantirne il corretto svolgimento;
III - limitare il diritto di sciopero alle causali economiche ed assicurare comunque la libertà di lavoro;

b7) nuova legislazione sulla partecipazione dei lavoratori alla proprietà azionaria delle imprese e sulla gestione (modello tedesco);

b8) nuova legislazione sull'assetto del territorio (ecologia, difesa del suolo, disciplina delle acque, rimboscamento, insediamenti umani);

b9) legislazione antimonopolio (modello USA);

b10) nuova legislazione bancaria (modello francese);

b11) riforma della scuola (selezione meritocratica - borse di studio ai non abbienti - scuole di Stato normale e politecnica sul modello francese);

b12) riforma ospedaliera e sanitaria sul modello tedesco.

c) Stampa - Abolire tutte le provvidenze agevolative dirette a sanare bilanci deficitari con onere del pubblico erario ed abolire il monopolio RAI-TV.

Si proponeva, in sintesi, di “rivitalizzare” le Istituzioni, attraverso una serie di riforme, anche Costituzionali, da sostenere attivamente; in realtà, il carattere “legalitario” dell’operazione, fortemente ricordato al punto 1, appare smentito dai continui coinvolgimenti in tentativi di “golpe” armato da parte di ufficiali dell’Esercito. Nonostante ciò, non si può non notare (naturalmente lasciando da parte alcuni stridenti anacronismi) l’obiettiva sensatezza di alcune proposte, sicuramente elaborate da un esperto economista  di innegabili capacità (si pensi al richiamo ecologico).

Quanto la P2 abbia influito sulla successiva elaborazione di leggi paurosamente simili a quelle del “piano”, non è valutabile; ma inquieta, e non poco, la presenza di rilevanti leader politici nelle sue file.

Da sottolineare, in particolare, è l’incredibile modernità dell’apparato propagandistico che si voleva creare, acquisendo una vasta influenza soprattutto sui giornali (e proprio i giornalisti tornano negli articoli con insistente continuità, proprio a segnalare una particolare attenzione al settore); di quello amministrativo, semplificato e snellito, diviso tra i due corpi del Parlamento con funzioni ben definite (v.sopra), ma fortemente indebolito dall’eliminazione della “sfiducia” al premier, eletto direttamente dagli elettori e quindi in carica fino a nuove elezioni; e infine di quello televisivo, in cui si proponeva di abolire il monopolio RAI.

Con la comparsa di MEDIASET, negli anni ’80, questo fu proprio ciò che accadde.

I NOMI

La lista cui si fa sovente riferimento fu rinvenuta il 17 marzo 1981 dai magistrati durante le indagini sul presunto rapimento di Michele Sindona a Villa Wanda, di proprietà di Licio Gelli. L'elenco fu reso pubblico dalla presidenza del Consiglio solo il 21 maggio 1981.

La relazione della commissione parlamentare d'inchiesta (vedi fonte), redatta ai presidenti della Camera e del Senato il 12 luglio 1984, asseriva che:

« le liste sequestrate a Castiglion Fibocchi sono da considerare:

•        autentiche: in quanto documento rappresentativo dell'organizzazione massonica denominata Loggia P2 considerata nel suo aspetto soggettivo

•        attendibili: in quanto sotto il profilo dei contenuti, è dato rinvenire numerosi e concordanti riscontri relativi ai dati contenuti nel reperto »

La commissione parlamentare Anselmi e i successivi processi portarono a scoprire che alcune delle persone i cui nomi comparivano sulla lista erano tuttavia iscritti alla loggia P2 da prima della gestione Gelli e molte delle persone presenti nella lista negarono la loro partecipazione alla loggia massonica o sostennero di essere stati iscritti da conoscenti a loro insaputa.

Fu avanzata dalla stessa Commissione l'ipotesi che la lista trovata a Villa Wanda non fosse completa, e che molti altri importanti personaggi iscritti alla P2 siano riusciti a restare estranei nelle indagini successive. Nella ricostruzione della Commissione, ai circa mille della lista sarebbero da aggiungere i presunti appartenenti ad un vertice occulto di cui Gelli sarebbe stato l'anello di congiunzione con la loggia. Lo stesso Gelli, in un'intervista del 1976, aveva parlato di più di duemilaquattrocento iscritti, ricomprendendo gli stranieri. In un libro-intervista pubblicato nel 2006, l'ex Venerabile continuò a rimanere nel vago, limitandosi a ribadire che quello sequestrato a Villa Wanda non era che un "brogliaccio", e che egli stesso aveva provveduto a distruggere gli originali durante la fuga a Caracas.

Tra gli iscritti vi erano i nomi di 44 parlamentari, 2 ministri dell'allora governo, un segretario di partito, 12 generali dei Carabinieri, 5 generali della Guardia di Finanza, 22 generali dell'esercito italiano, 4 dell'aeronautica militare, 8 ammiragli, vari magistrati e funzionari pubblici, i direttori e molti funzionari dei vari servizi segreti, ed anche diversi giornalisti ed imprenditori.

Ovvero, come risulta dalle conclusioni della Commissione, “(…) disegna una riconoscibile trama che si presta a risolvere molti interrogativi e altri ne apre, nel contempo, di inquietante portata, tali, gli uni e gli altri, da non consentire sommarie liquidazioni del fenomeno e delle sue molteplici inaspettate ramificazioni (…)”, essendo “uno strumento neutro di intervento per operazioni di controllo e di condizionamento” fondato, appunto, sui “confratelli”.

TITOLO

NOME

CITTA'

ATTIVO

FASCICOLO

TEN COL

SERGIO ACCIAI

FIRENZE

IN SONNO

113

DOTT

PIERLUIGI ACCORNERO

VIARIGI

ATTIVO

321

RAG

GIACOMO AGNES

ROMA

ATTIVO

169

DOTT

ENRICO AILLAUD

ROMA

ATTIVO

560

DOTT

ALDO ALASIA

BUENOS AIRES

ATTIVO

150

DOTT

GIOACCHINO ALBANESE

ROMA

ATTIVO

913

DOTT

RAFFAELE ALBANO

LA SPEZIA

ATTIVO

286

CAP

AMEDEO ALDEGONDI

TORINO

ATTIVO

425

TEN COL

VITO ALECCI

MILANO

ATTIVO

789

MAGG

GIUSEPPE ALEFFI

PISA

ATTIVO

762

DOTT

ALESSANDRO ALESSANDRINI

ROMA

ATTIVO

728

AMM

ACHILLE ALFANO

LIVORNO

ATTIVO

450

GEN

GIOVANNI ALLAVENA

ROMA

ATTIVO

505

PROF

CANZIO ALLEGRITI

TORINO

ATTIVO

94

PRINCIPE

GIOVANNI ALLIATA DI MONTEREALE

ROMA

GRANDE ORIENTE

361

DOTT

ITALO ALOIA

COSENZA

ATTIVO

173

SIG

BRUNO ALPI

ANCONA

IN SONNO

426

DOTT

ROBERTO AMADI

MILANO

ATTIVO

364

DOTT

ANTONIO AMATO

CAGLIARI

ATTIVO

807

DOTT

WILFRIDO AMBROSINI

VERONA

IN SONNO

112

AVV

WALTER AMENDOLA

BRASILE

ATTIVO

615

DOTT

ARISTIDE ANDREASSI

ROMA

IN SONNO

170

AVV

LORIS ANDREINI

MONTECATINI

ATTIVO

417

DOTT

MARIO ANDREINI

VERONA

ATTIVO

177

ON

CLEMENT ANET BILE'

COSTA D'AVORIO

ATTIVO

765

DOTT

FRANCO ANGELI

MONTEVARCHI

ATTIVO

153

DOTT

ENNIO ANNUNZIATA

ROMA

ATTIVO

134

PROF

FAUSTO ANTONINI

ROMA

ATTIVO

1

PROF

GIULIANO ANTONINI

ROMA

ATTIVO

2

P E

RENZO ANTONUCCI

PISA

ATTIVO

736

COL

PIETRO AQUILINO

PERUGIA

IN SONNO

358

DOTT

GIUSEPPE ARCADI

REGGIO CALABRIA

ATTIVO

3

DOTT

ALDO ARCURI

BENEVENTO

ATTIVO

4

DOTT

ROMOLO ARENA

ROMA

ATTIVO

848

DOTT

GIACOMO ARGENTO

ROMA

ATTIVO

384

DOTT

SERGIO ARGILLA

LA SPEZIA

ATTIVO

270

ON

GIAN ALDO ARNAUD

TORINO

ATTIVO

726

DOTT

CARLO ARNONE

ARNONE

ATTIVO

393

DOTT

FRANCESCO ARONADIO

ROMA

ATTIVO

944

DOTT

RENATO ASCHIERI

MILANO

ATTIVO

917

DOTT

GIUSEPPE ATTINELLI

PALERMO

ATTIVO

942

ON

ANGELO ATZORI

ORISTANO

ATTIVO

651

AVV

ALFREDO AUBERT

TORINO

IN SONNO

287

COL

MARIO AUBERT

MILANO

IN SONNO

427

SIG

ALBERTO AUREGGI

ROMA

ATTIVO

727

DOTT

JOSE' AVILA

BRASILE

ATTIVO

599

RAG

VITTORIO AZZARI

ROMA

ATTIVO

171

 

 

 

 

 

RAG

GILBERTO BACCHETTI

FIRENZE

ATTIVO

834

CAP

VASCO BACCI

SAN VITO

ATTIVO

5

DOTT

ENZO BADIOLI

ROMA

ATTIVO

581

DOTT

FRANCESCO BAGGIO

VICENZA

ATTIVO

732

DOTT

URIO BAGNOLI

ROMA

IN SONNO

6

TEN COL

ENRICO BAIANO

REGGIO EMILIA

IN SONNO

175

SIG

PIETRO BALDASSINI

FIRENZE

ATTIVO

394

CAP

GIORGIO BALESTRIERI

LIVORNO

ATTIVO

907

DOTT

GIORGIO BALLARINI

FIRENZE

ATTIVO

701

ON

PASQUALE BANDIERA

ROMA

ATTIVO

114

DOTT

GUIDO BARBARO

TORINO

ATTIVO

851

DOTT

VITO BARBERA

LIVORNO

MORTO

182

RAG

FRANCO BARDUCCI

FIRENZE

ATTIVO

702

GEN

TOMMASO BARILE

ROMA

IN SONNO

420

DOTT

GIOVANNI BARILLA'

PALERMO

ATTIVO

288

DOTT

HIPPOLITO BARREIRO

BUENOS AIRES

ATTIVO

689

GEO

GIOVANNI BARTOLOZZI

FIRENZE

ATTIVO

705

DOTT

FEDERICO BARTTFELD

BUENOS AIRES

ATTIVO

479

ON

ANTONIO BASLINI

MILANO

ATTIVO

483

DOTT

GIUSEPPE BATTISTA

ROMA

ATTIVO

518

DOT

ALBERTO BATTOLLA

LA SPEZIA

ATTIVO

800

AVV

SALVATORE BELLASSAI

PALERMO

ATTIVO

289

AVV

GIROLAMO BELLAVISTA

PALERMO

MORTO

7

DOTT

DANILO BELLEI

BOLOGNA

ATTIVO

484

ING

ENZO BELLEI

ROMA

IN SONNO

178

DOTT

OTTORINO BELLI

FIRENZE

ATTIVO

229

DOTT

MARIO BELLUCCI

PERUGIA

IN SONNO

174

ON

COSTANTINO BELLUSCIO

ROMA

ATTIVO

540

PROF

NELLO BEMPORAD

FIRENZE

ATTIVO

115

DOTT

GIORGIO BENINATO

ROMA

ATTIVO

563

DOTT

SILVIO BERLUSCONI*

MILANO

ATTIVO

625

DOTT

DOMENICO BERNARDINI

FIRENZE

ATTIVO

699

DOTT

FRANCESCO BERNASCONI

ROMA

ATTIVO

155

CAP FR

CARLO BERTACCHI

ROMA

ATTIVO

629

DOT

GIUSEPPE BERTASSO

TORINO

ATTIVO

870

DOTT

LUIGI BERTONI

ROMA

ATTIVO

179

DOTT

MARIO BESUSSO

ROMA

MORTO

180

DOTT

LUIS ALBERTO BETTI

BUENOS AIRES

ATTIVO

481

DOTT

LODOVICO BEVILACQUA

MILANO

ATTIVO

877

DOTT

ANGELO BIAGINI

FIRENZE

ATTIVO

700

ING

LIVIO BIAGINI

ROMA

ATTIVO

529

DOTT

CARLO BIAMONTI

L'AQUILA

IN SONNO

378

AVV

GIAN PAOLO BIANCHI

FIRENZE

ATTIVO

703

DOTT

GIORGIO BIANCHI

TORINO

MORTO

422

AVV

GIULIO BIANCHI

PISTOIA

ATTIVO

183

AVV

PIERLUIGI BIANCHINI MORTANI

FIRENZE

ATTIVO

742

PROF

FRANCESCO BIANCOFIORE

ROMA

ATTIVO

365

ING

FRANCO BIDA

ROMA

ATTIVO

911

P I

GIORGIO BIDA

NOVARA

MORTO

423

DOTT

GIORGIO BILLI

FIRENZE

ATTIVO

548

DOTT

MAURIZIO BINA

CAGLIARI

ATTIVO

819

DOTT

LUIGI BINA

ROMA

ATTIVO

8

AMM

GINO BIRINDELLI

ROMA

ATTIVO

130

DOTT

LUIGI BISIGNANI

ROMA

ATTIVO

203

DOTT

GARIBALDO BISSO

LIVORNO

ATTIVO

773

GEN

LUIGI BITTONI

FIRENZE

ALTRA LOGGIA

116

COL

BARTOLO BLASIO

ROMA

ATTIVO

824

CAP

ALESSANDRO BOERIS CLEMEN

ROMA

ATTIVO

738

PROF

GIULIO BOLACCHI

CAGLIARI

ATTIVO

886

UFF

JOSE' BOLSHAW SALLES

BRASILE

ATTIVO

601

DOTT

GIANNI BONAGA

TORINO

ATTIVO

376

SIG

VINCENZO BONAMICI

PISTOIA

ATTIVO

880

DOTT

UGO BONASI

ROMA

ATTIVO

857

GEOM

ANTONIO BONETTI

CESENA

ATTIVO

366

SIG

SANDRO BONI

FIRENZE

IN SONNO

704

DOTT

NICOLO' BORGHESE

ROMA

ATTIVO

546

AVV

FABIO BORZAGA

TRENTO

ALTRA LOGGIA

424

DOTT

ENRIQUE VICTOR BOULLY

BUENOS AIRES

ATTIVO

691

DOTT

OSVALDO BRANA

DAKAR

ATTIVO

101

GEN

ETTORE BRANCATO

ROMA

ATTIVO

504

DOTT

PASQUALE BRANDI

BARI

ATTIVO

9

AVV

AGNELETTO BRANKO

TRIESTE

ALTRA LOGGIA

291

DOTT

CARLOS BRAULIO

BRASILE

ATTIVO

600

SIG

MAURIZIO BRUNI

LIVORNO

ATTIVO

774

DOTT

VITTORIO BRUNI

FIRENZE

ATTIVO

706

DOTT

OTTORINO BRUNO

ROMA

ATTIVO

103

DOTT

PAOLO BRUNO

COSENZA

ATTIVO

181

GEN

WALTER BRUNO

ROMA

ATTIVO

10

SIG

IVAN BRUSCHI

AREZZO

ATTIVO

395

DOTT

ETTORE BRUSCO

ROMA

ATTIVO

11

SIG

RENZO BRUZZONE

TORINO

ATTIVO

176

DOTT

FOSCO BUCCIANTI

FIRENZE

ATTIVO

638

AVV

BRUNETTO BUCCIARELLI DUCCI

AREZZO

ATTIVO

573

GEN

PAOLO BUDUA

ROMA

ATTIVO

292

AVV

GLAUCO BUFFARINI GUIDI

ROMA

ATTIVO

102

DOTT

ROBERTO BUFFETTI

ROMA

ATTIVO

322

SIG

ALDO BUGNONE

TORINO

ATTIVO

785

DOTT

ANTONIO BUONO

FORLI'

ATTIVO

504

RAG

GIANCARLO BUSCARINI

ROMA

ATTIVO

850

 

 

 

 

 

MAGG

ANTONIO CACCHIONE

FIRENZE

ATTIVO

197

CAP

CARLO CADORNA

ROMA

ATTIVO

780

SIG

GIORGIO CAGNONI

RAVENNA

ATTIVO

166

DOTT

MARIO CAGNONI

RAVENNA

ATTIVO

167

SIG

PAOLO CAGNONI

RAVENNA

ATTIVO

168

SIG

PAOLO CAIANI

MONTECATINI

ATTIVO

838

SIG

PIERO CAIANI

MONTECATINI

ATTIVO

676

DOTT

SALVATORE CAJOZZO

SVEZIA

ATTIVO

586

COL

ANTONIO CALABRESE

BOLOGNA

ATTIVO

485

DOTT

SILVIO CALDONAZZO

ROMA

ATTIVO

293

CAP

GUIDO CALENDA

ROMA

ATTIVO

156

DOTT

ROBERTO CALVI

MILANO

ATTIVO

519

DOTT

ANTONIO CALVINO

BUENOS AIRES

ATTIVO

692

DOTT

ANTONIO CAMPAGNI

PISA

ATTIVO

665

DOTT