[ISSN 1974-028X]

[REGISTRAZIONE AL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA N° 577/2007 DEL 21 DICEMBRE] *

 

173 / MAGGIO 2022 (CCIV)


attualità

VERSO UN SUICIDIO DELL'OCCIDENTE?
ALCUNE RIFLESSIONI

di Giovanna D’Arbitrio

 

Senza dubbio la guerra in Ucraina insieme a pandemia, non ancora del tutto sconfitta, stanno destabilizzando l’Europa e facendo crollare molte certezze in un più solido e pacifico futuro. E anche se molte nazioni chiedono di entrare nella Nato temendo la violazione dei loro confini, in realtà ciò non significa un rafforzamento dell’UE che appare ancora divisa da interessi diversi, incapace di trovare significativi spazi per proporre alternative al conflitto, ammorbidendo i contrapposti mondi delle grandi potenze di USA e Russia (ora supportata dalla Cina).

 

Il libro di Federico Rampini Suicidio Occidentale cerca di analizzale le cause dell’attuale situazione e viene così presentato: «Se un attacco nel cuore dell’Europa ci ha colto impreparati, è perché eravamo impegnati nella nostra autodistruzione. Il disarmo strategico dell’Occidente era stato preceduto per anni da un disarmo culturale. L’ideologia dominante, quella che le élite diffondono nelle università, nei media, nella cultura di massa e nello spettacolo, ci impone di demolire ogni autostima, colpevolizzarci, flagellarci. Secondo questa dittatura ideologica non abbiamo più valori da proporre al mondo e alle nuove generazioni, abbiamo solo crimini da espiare. Questo è il suicidio occidentale. L’aggressione di Putin all’Ucraina, spalleggiato da XiJinping, è anche la conseguenza di questo: gli autocrati delle nuove potenze imperiali sanno che ci sabotiamo da soli. Sta già accadendo in America, culla di un esperimento estremo. Questo pamphlet è una guida per esplorare il disastro in corso; è un avvertimento e un allarme. Gli europei stentano ancora a capire tutti gli eccessi degli Stati Uniti, eppure il contagio del Vecchio continente è già cominciato. Nelle università domina una censura feroce contro chi non aderisce al pensiero politically correct, si allunga la lista di personalità silenziate, cacciate, licenziate. Solo le minoranze etniche e sessuali hanno diritti da far valere; e nessun dovere. L’ambientalismo estremo, religione neopagana del nostro tempo, demonizza il progresso economico e predica un futuro di sacrifici dolorosi oppure l’Apocalisse imminente. I giovani schiavizzati dai social sono manipolati dai miliardari del capitalismo digitale. L’establishment radical chic si purifica con la catarsi del politicamente corretto. È il modo per cancellare le proprie responsabilità: quell’alleanza fra il capitalismo finanziario e Big Tech pianificò una globalizzazione che ha sventrato la classe operaia e impoverito il ceto medio, creando eserciti di decaduti. Ora quel mondo impunito si allea con le élite intellettuali abbracciando la crociata per le minoranze e per l’ambiente. La questione sociale viene cancellata. Non ci sono più ingiustizie di massa nell’accesso alla ricchezza. C’è solo “un pianeta da salvare”, e un mosaico di identità etniche o sessuali da eccitare perché rivendichino risarcimenti. In America questo è il Vangelo delle multinazionali, a Hollywood e tra le celebrity milionarie dello sport. In Europa il conformismo ha il volto seducente di Greta Thunberg e Carola Rackete. Le frange radicali non hanno bisogno di un consenso di massa; hanno imparato a sedurre l’establishment, a fare incetta di cattedre universitarie, a occupare i media. Possono imporre dall’alto un nuovo sistema di valori. La maggioranza di noi subisce quel che sta accadendo: non abbiamo acconsentito al suicidio».

 

IL significativo sotto titolo già anticipa gli obiettivi del libro: “Perché è Sbagliato processare la nostra storia e cancellare i nostri valori”. All’Introduzione seguono 6 capitoli che si concludono con un Epilogo: 1) Columbus Day e la storia come fiaba: Il Demone Bianco Contro gli Angeli; 2) I Nuovi puritani e la Caccia Alle streghe; 3) Antirazzismo; 4) Il nuovo Paganesimo: l’A come religione; 5) Stremati dalla burocrazia: la crisi del saper fare; 6) Disinformati a morte: non solo fake news; 7) Il Blob e il processo alla nostra ritirata globale.

 

Senz’altro lucido e scorrevole, ma è innegabile che al di là delle ideologie Est-Ovest, destra-sinistra, scontro di civiltà e così via, più banalmente “money makes the world go round”: denaro e potere, il costante obiettivo, divenuto ancora più invasivo dopo colonialismo, neocolonialismo e globalizzazione che ha segnato il pesante prevalere di economia e finanza sulla politica.

 

Guardando il percorso dell’ Umanità sulla Terra, nessun popolo o nazione può dirsi innocente. Le guerre hanno sempre tormentato l’ Umanità e ogni progresso è costato lacrime e sangue, in un continuo ripetersi di vichiani corsi e ricorsi storici che spesso hanno visto i vincitori battuti dai vinti e viceversa. In un mio articolo su InStoria ho espresso anni fa tali idee.

 

Oggi senz’altro siamo arrivati a un decisivo bivio che può mettere a rischio tutto ciò che è stato faticosamente conquistato in termini di democrazia, libertà, diritti umani e civili e beni comuni. Non è il libero commercio che si vuole criminalizzare, ma quella degli egoistici profitti privi di etica e rispetto per esseri umani e Natura.

 

Esempio molto attuale: la mancata liberalizzazione dei brevetti per i vaccini anti-covid che hanno fatto diffondere sempre più il virus nei paesi poveri, generando varianti che hanno richiesto anche quattro dosi in quelli ricchi, mentre negli altri scarseggiano ancora. 

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[ iscrizione originaria (aggiornata 2007) al tribunale di Roma (editore eOs): n° 215/2005 del 31 maggio ]