STORIA DELL'ALBERO DI NATALE
SULL’origine DI UN SIMBOLO
UNIVERSALE
di Matteo
Liberti
Secondo una tradizione dai contorni
leggendari, l’albero di Natale come
lo conosciamo oggi fu “inventato”
all’inizio del XVII secolo. In
proposito, si narra che la vigilia
di Natale del 1611, a Brieg
(Polonia), la duchessa Dorothea
Sibylla, nell’addobbare il suo
castello per la sacra ricorrenza,
dispose in un angolo un piccolo
abete e lo adornò con candeline e
decori multicolori. Nacque così
quello che molti considerano appunto
il primo vero albero natalizio,
destinato poi a nuovi
perfezionamenti come l’aggiunta del
puntale e delle palline. Peraltro,
Le cronache attestano come già nei
secoli precedenti vi fossero state
iniziative simili, essendo la simbologia
dell’albero al centro di numerose
tradizioni fin dai tempi più
antichi, prima ancora che
s’imponesse lo stesso Natale.
Simbologia antica
Presente già nella Bibbia,
dove appaiono l’albero “della vita”
e quello “della conoscenza del bene
e del male”, la simbologia arborea è
da sempre connessa al concetto di
spirito vitale e la si ritrova in
più contesti, in particolare per
quanto riguarda gli alberi
sempreverdi, abeti in primis, per
via della loro capacità di mantenere
viva la chioma in ogni stagione.
L’abete, divenuto simbolo di
rinascita e fertilità, è così
presente nella cultura greca,
dov’era sacro alla dea Artemide,
nell’antica Roma, dove si regalavano
rametti di tale albero per augurare
prosperità, e nel mondo celtico,
associato alle festività del
solstizio d’inverno. Proprio tra i
celti si sarebbe diffusa la pratica
di decorarne i rami, poi ripresa dai
vichinghi, che usavano adornarlo con
della frutta durante i giorni più
bui dell’inverno, auspicando il
rapido ritorno del sole. Il
diffondersi del cristianesimo
contribuirà poi a far associare tale
albero alla figura di Gesù, come
simbolo d’immortalità e della
Trinità (vista la forma
triangolare). Il legame tra
sempreverdi e festività natalizie si
irrobustì in epoca medievale,
soprattutto nelle aree di lingua
tedesca, e a ciò contribuì un
episodio leggendario di cui fu
protagonista San
Bonifacio di Magonza (680-754). Si
racconta che costui, nel convertire
i pagani germanici, abbatté una
quercia considerata sacra, dietro
alla quale spuntò un piccolo abete.
Il monaco affermò quindi che si
trattava di un “legno della pace”,
emblema di “vita senza fine”, e lo
addobbò con delle candele,
simboleggianti la discesa dello
Spirito Santo tramite la nascita di
Gesù, chiedendo infine ai suoi
uditori di fare altrettanto ogni
Natale.
Prototipi
Sul finire del Medioevo, nel 1441,
un prototipo di albero natalizio
apparve nella piazza di Tallin
(Estonia): si trattava di un grande
abete attorno a cui, sulla scia di
antichi riti propiziatori, si misero
a danzare giovani donne e uomini in
cerca di consorte. Nel 1510 un
albero simile fu allestito a
Riga (Lettonia) per festeggiare il
nuovo anno, come ricorda oggi una
targa incastonata tra i ciottoli nel
centro della città, mentre risale al
1527 il primo uso scritto
dell’espressione “albero di Natale”
(Weihnachtsbaum), presente in
alcuni atti ufficiali della cittadina
di Stockstadt am
Main, in Baviera. Quelli dell’epoca
erano peraltro alberi addobbati
soltanto con frutta, dolciumi e
fiori (a volte di carta), come nei
vecchi rituali pagani, ed erano
inoltre allestiti solo in spazi
pubblici. Grazie alla promozione che
ne fece Martin Lutero, artefice nel
XVI secolo della riforma
protestante, la tradizione iniziò
quindi a sposarsi sempre più col
mondo cristiano, e presto gli alberi
di Natale entrarono nelle case
private, iniziando inoltre a essere
addobbati con le candeline (poi
sostituite da luci elettriche),
sull’esempio di San Bonifacio. Come
fece nel 1611 la devota
duchessa di Brieg, additata poi come
inventrice del moderno albero
natalizio. Assunta la loro
caratteristica foggia, gli alberi di
Natale dovranno tuttavia attendere
ancora un po’ per ottenere un pieno
successo. Nel 1840 risultò decisiva
l’iniziativa di Elena di
Meclemburgo-Schwerin, duchessa
d’Orleans, che ne allestì uno a
Parigi, nel giardino delle Tuileries,
lanciando la moda in Francia. Da
qui, la tradizione dell’albero di
Natale superò quindi le acque della
Manica, per essere rilanciata nel
Regno Unito dal principe Alberto di
Sassonia-Coburgo-Gotha (1819-1861),
consorte della regina Vittoria, che
impose gli alberi natalizi in tutte
le residenze reali. Proprio
nell’Inghilterra vittoriana nacque
inoltre l’usanza del puntale,
elemento decorativo che
rappresentava in origine un angelo e
che sarà poi prodotto in più fogge.
Quanto alle palline, sarebbero nate
attorno alla metà del XIX secolo
grazie al soffiatore di vetro
tedesco Hans Greine, che le realizzò
rifacendosi alle forme dei
tradizionali frutti. Frattanto, gli
alberi di Natale avevano iniziato a
dilagare anche oltreoceano, mentre
in Italia, “patria” del presepe
(tradizione promossa da San
Francesco nel XIII secolo), si
imposero solo sul finire
dell’Ottocento, grazie alla
pubblicità che gli fece la regina
consorte Margherita di Savoia, che
adottò l'usanza nel palazzo del
Quirinale.
Boom
Presto il successo degli alberi di
Natale cominciò ad alimentare un
fiorente business, cresciuto con
l’arrivo del XX secolo ed esploso
definitivamente nel secondo
dopoguerra, quando la diffusione
divenne planetaria. Le industrie
maggiormente coinvolte sono state
naturalmente quelle produttrici di
addobbi e quelle specializzate nella
coltivazione di sempreverdi, senza
dimenticare la crescente produzione
di alberi “finti” (i
primi modelli furono realizzati in
Germania nel 1880, con piume d’oca
pitturate di verde). Nel
frattempo, l’antico valore sacro di
tale simbolo è stato riconfermato
nel 1982 dalla scelta del Vaticano,
ai tempi di Giovanni Paolo II, di
allestire un grande albero di Natale
in piazza San Pietro, a Roma, nel
cuore della cristianità. È questo
oggi il più celebre del mondo,
seguito da quello eretto ogni anno
(dal 1931) al Rockefeller Center di
New York, in un contesto peraltro
più “profano” e commerciale. Il mix
tra tradizione religiosa e clima di
festa laica accompagna d’altronde
fin dalle origini la storia
dell’albero di Natale, oggi
declinato in innumerevoli fogge e
realizzato con ogni sorta di
materiali, con tanto di modelli
high-tech caratterizzati da
impressionanti giochi di luci
regolabili tramite smartphone.