[ISSN 1974-028X]

[REGISTRAZIONE AL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA N° 577/2007 DEL 21 DICEMBRE] *

 

N° 218 / FEBBRAIO 2026 (CCXLIX)


filosofia & religione

Oltre il GELO DEL Mississippi
STORIA DI un Popolo in fuga

di Francesco Arduini

 

Immaginate il freddo. Il freddo intenso del Nord America; è il febbraio del 1846. Sulle rive del fiume Mississippi, migliaia di famiglie di pionieri mormoni voltano le spalle alle loro case nell’Illinois. Non sono esploratori ma “profughi” nella loro stessa terra. Scacciati dalle folle, odiati per le loro nuove e singolari “Scritture” e per la devozione a colui che consideravano un moderno profeta, Joseph Smith, che era stato appena assassinato.

 

Camminano verso il vuoto del West americano, con carri e carretti, diretti verso il nulla o, meglio, verso un luogo che nessun altro voleva.

 

Arrivarono oltre la valle del Great Salt Lake; un suolo così alcalino dove, a parere di molti, nemmeno il mais sarebbe cresciuto. Era una conca desolata, arsa dalla polvere. Eppure, chi li dirigeva pronunciò le parole impossibili: “this is the right place”. Smisero di scappare e decisero che, se il mondo non avesse dato loro una casa, ne avrebbero scavata una proprio lì, nella roccia del deserto. Da quell’esodo disperato nacque la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. E qui risiede un netto paradosso: un popolo che fuggì dalla civiltà per isolarsi nelle terre selvagge ha finito per costruire la rete più interconnessa della storia umana.

 

Credevano che i legami familiari fossero eterni, destinati a durare oltre la tomba; ritennero quindi necessario mantenere vivo il ricordo dei loro antenati, di preservarne il nome. Così, proprio le persone che si voleva “cancellare” dalla società, iniziarono il compito monumentale di “registrarla”. Oggi, questa missione si è manifestata in FamilySearch, il più grande archivio genealogico al mondo.

 

Nel profondo delle scogliere di granito della catena del Wasatch, all’interno della Granite Mountain Records Vault (un enorme deposito scavato nella roccia per proteggere i registri dai disastri naturali e dal tempo stesso) essi custodiscono miliardi di immagini digitalizzate e microfilm. Setacciano i registri parrocchiali in Italia, gli archivi polverosi in Cina, i municipi in Brasile e in ogni angolo del pianeta al quale hanno accesso, convertendo milioni di documenti fisici in un database globale consultabile. Rendendo questi registri completamente gratuiti e aperti al pubblico, hanno democratizzato la storia per chiunque, “mormone” o meno.

 

Ma la loro eredità non riguarda solo il passato; risiede anche nella moderna logistica della compassione. I “Santi” hanno imparato a proprie spese che quando sei nel deserto, ti puoi salvare solo se sei insieme agli altri, se consideri il bene comunitario. Questo ha forgiato una cultura di radicale autosufficienza e welfare che è divenuta oggetto di analisi da parte di studiosi di tutto il mondo. Quando un uragano colpisce o un terremoto scuote la terra, spesso le “casacche gialle” dei loro volontari Helping Hands arrivano prima delle agenzie federali, portando rifornimenti dai loro vasti magazzini per guarire le ferite del presente.

 

Forse la loro “Sion” non è mai stata pensata per essere solo una fortezza tra le montagne, ma un modello di resilienza. Ci hanno insegnato che il deserto può davvero “fiorire come una rosa” ma solo se sei disposto a irrigarlo con sudore e sacrificio. Hanno dimostrato che una comunità unita dalla fede può trasformare la persecuzione più dura in un’eredità di servizio.

 

Niente male per un popolo che, attraversando il Mississippi ghiacciato, sembrava destinato a scomparire dai libri di storia. Niente male affatto.

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[ iscrizione originaria (aggiornata 2007) al tribunale di Roma (editore eOs): n° 215/2005 del 31 maggio ]