Tra il 1200 e il 1300 secolo tra le
fiere più importanti ci furono
quelle della provincia della
Champagne le quali attiravano
moltitudini di persone e mercanti da
tutta Europa, in particolare
dall’Italia, dalla Provenza, dalle
Fiandre e dai contadi circostanti.
Questo perché l’area si collocava
sia in una zona di collegamento tra
nord e del sud dell’Europa, e sia
perché le localizzazioni fieristiche
erano da attribuirsi all’iniziativa
dei signori territoriali, in questo
caso dei conti di Champagne, che
decisero quali centri coinvolgere,
creando grandi mercati itineranti e
facilitando così il passaggio dal
baratto all'economia monetaria,
segnando l’inizio della rinascita
economica europea dopo l'anno 1000.
Grazie a queste iniziative, la fiera
divenne un motore di trasformazione
economica nella quale merci, moneta
e credito iniziavano ad intessere un
forte legame con importanti ricadute
sulla società dell’epoca.
La Fiera era un mercato di grandi
dimensioni, ben più grande dei
nostri mercati locali, che di solito
si svolgeva in una città o un borgo
conosciuto per essere un centro di
smistamento commerciale. Ogni fiera,
la cui durata media era di alcune
settimane, si articolava in tre fasi
così scandite: otto giorni detti di
“entrata”, per consentire
l’allestimento delle merci e la
locazione dei banchi di vendita, due
o tre giorni di “contrattazione” e
dieci giorni di “uscita”, per la
regolazione dei conti e dei diritti
di pagamento.
Per l’intera durata della fiera la
pubblica sicurezza e l’esercizio
della giustizia erano assicurati da
funzionari nominati dai conti, detti
custodes nundinarum. I
compiti di questi sovrintendenti
fieristici comprendevano anche la
sospensione dei divieti,
l’abrogazione dei diritti di
rappresaglia e la concessione delle
franchigie e di altre esenzioni
fiscali.
Tradizionalmente le fiere erano
legate a momenti importanti della
vita di allora, come le ricorrenze
dei Santi o celebrazioni religiose,
la fine della raccolta del grano o
la transumanza del bestiame e spesso
avevano luogo nel periodo estivo e
autunnale, sia per l’ampia
disponibilità dei prodotti agricoli
raccolti durante l’anno e sia per
consentire alla popolazione locale
di fare provviste prima delle
difficoltà invernali.
La fiera però non era un evento
dedito al solo commercio dei
prodotti alimentari: qui avveniva
circolazione di culture, idee, merci
di vario genere, ma anche
spettacoli, gioco d'azzardo,
divertimento, esenzioni fiscali per
il trasporto delle merci, amnistie
ed esposizione di reliquie di santi
in bella mostra (per lo più
provenienti dall’area mediorientale,
portate da ecclesiastici, in
particolare da monaci).
Un primo cambiamento delle fiere si
ebbe alla fine del 1400 circa,
quando dopo la scoperta delle
Americhe e l'importazione in Europa
di tutte le novità provenienti dal
nuovo continente, il baricentro
fieristico si spostò verso la Spagna
con le fiere di Medina del Campo e
di Medina di Rio Seco, specializzate
nel commercio dei nuovi prodotti,
monete e di cambi.
Nel 1600 fu Lipsia a ospitare le
fiere più importanti, tanto che per
contenere i suoi commerci per ben
tre volte dovette ampliare la sua
cerchia muraria.
Dal 1800, con l’affermarsi dei nuovi
mutamenti sociali, la fiera perse
gradualmente la sua importanza
contribuendo all’affermazione delle
esposizioni universali (o Expo),
dove con il progressivo sviluppo del
sistema industriale divenne molto
più utile che in passato
l'esposizione di novità produttive,
di nuovi macchinari, di campioni di
beni ottenuti grazie alle tecniche
di produzione industriale. In
continuità con la fiera
tradizionale, l’Expo divenne uno
spazio dove gli operatori economici
potevano sondare i nuovi mercati.
Dalla sua prima edizione avvenuta
nel 1851, l'Expo è stata lo specchio
dei suoi tempi, riflettendo da un
lato le necessità commerciali e
dall'altro i progressi tecnologici e
scientifici delle varie epoche fino
ai giorni nostri.
La fiera, dal Medioevo fino all’Expo
dei giorni nostri, è un evento a
cadenza regolare in cui gli
operatori economici e non, hanno
l’occasione di incontrarsi,
conoscersi, portare nuovi prodotti,
approcciare a nuovi mercati e paesi,
e soprattutto scambiare culture e
idee.