[ISSN 1974-028X]

[REGISTRAZIONE AL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA N° 577/2007 DEL 21 DICEMBRE] *

 

N° 226 / OTTOBRE 2026 (CCLVII)


medievale

SULLA NASCITA DELLE FIERE
DALLE INIZIATIVE MEDIOEVALI AL MODERNO EXPO

di Francesco Antinolfi

 

Tra i fenomeni socioculturali che si sono sviluppati nel Medioevo, convenzionalmente (e in modo fuorviante) indicato come “periodo buio”, menzioniamo l’istituzione della fiera. Nel periodo compreso tra XI e XIII secolo, si definisce la rivoluzione commerciale del Medioevo, ovvero quella fase di risveglio economico dell’Occidente europeo successiva all’anno mille, grazie alla quale ci fu una progressiva integrazione fra le due principali aree economiche delineatesi nel corso dell’alto Medioevo: quella nordica e quella mediterranea, quest’ultima in relazioni economico-culturali con l’Oriente asiatico. Proprio in questo periodo possiamo collocare la nascita della fiera.

 

Tra il 1200 e il 1300 secolo tra le fiere più importanti ci furono quelle della provincia della Champagne le quali attiravano moltitudini di persone e mercanti da tutta Europa, in particolare dall’Italia, dalla Provenza, dalle Fiandre e dai contadi circostanti. Questo perché l’area si collocava sia in una zona di collegamento tra nord e del sud dell’Europa, e sia perché le localizzazioni fieristiche erano da attribuirsi all’iniziativa dei signori territoriali, in questo caso dei conti di Champagne, che decisero quali centri coinvolgere, creando grandi mercati itineranti e facilitando così il passaggio dal baratto all'economia monetaria, segnando l’inizio della rinascita economica europea dopo l'anno 1000. Grazie a queste iniziative, la fiera divenne un motore di trasformazione economica nella quale merci, moneta e credito iniziavano ad intessere un forte legame con importanti ricadute sulla società dell’epoca.

 

La Fiera era un mercato di grandi dimensioni, ben più grande dei nostri mercati locali, che di solito si svolgeva in una città o un borgo conosciuto per essere un centro di smistamento commerciale. Ogni fiera, la cui durata media era di alcune settimane, si articolava in tre fasi così scandite: otto giorni detti di “entrata”, per consentire l’allestimento delle merci e la locazione dei banchi di vendita, due o tre giorni di “contrattazione” e dieci giorni di “uscita”, per la regolazione dei conti e dei diritti di pagamento.

 

Per l’intera durata della fiera la pubblica sicurezza e l’esercizio della giustizia erano assicurati da funzionari nominati dai conti, detti custodes nundinarum. I compiti di questi sovrintendenti fieristici comprendevano anche la sospensione dei divieti, l’abrogazione dei diritti di rappresaglia e la concessione delle franchigie e di altre esenzioni fiscali.

 

Tradizionalmente le fiere erano legate a momenti importanti della vita di allora, come le ricorrenze dei Santi o celebrazioni religiose, la fine della raccolta del grano o la transumanza del bestiame e spesso avevano luogo nel periodo estivo e autunnale, sia per l’ampia disponibilità dei prodotti agricoli raccolti durante l’anno e sia per consentire alla popolazione locale di fare provviste prima delle difficoltà invernali.

 

La fiera però non era un evento dedito al solo commercio dei prodotti alimentari: qui avveniva circolazione di culture, idee, merci di vario genere, ma anche spettacoli, gioco d'azzardo, divertimento, esenzioni fiscali per il trasporto delle merci, amnistie ed esposizione di reliquie di santi in bella mostra (per lo più provenienti dall’area mediorientale, portate da ecclesiastici, in particolare da monaci).

 

Un primo cambiamento delle fiere si ebbe alla fine del 1400 circa, quando dopo la scoperta delle Americhe e l'importazione in Europa di tutte le novità provenienti dal nuovo continente, il baricentro fieristico si spostò verso la Spagna con le fiere di Medina del Campo e di Medina di Rio Seco, specializzate nel commercio dei nuovi prodotti, monete e di cambi.

 

Nel 1600 fu Lipsia a ospitare le fiere più importanti, tanto che per contenere i suoi commerci per ben tre volte dovette ampliare la sua cerchia muraria.

 

Dal 1800, con l’affermarsi dei nuovi mutamenti sociali, la fiera perse gradualmente la sua importanza contribuendo all’affermazione delle esposizioni universali (o Expo), dove con il progressivo sviluppo del sistema industriale divenne molto più utile che in passato l'esposizione di novità produttive, di nuovi macchinari, di campioni di beni ottenuti grazie alle tecniche di produzione industriale. In continuità con la fiera tradizionale, l’Expo divenne uno spazio dove gli operatori economici potevano sondare i nuovi mercati. Dalla sua prima edizione avvenuta nel 1851, l'Expo è stata lo specchio dei suoi tempi, riflettendo da un lato le necessità commerciali e dall'altro i progressi tecnologici e scientifici delle varie epoche fino ai giorni nostri.

 

La fiera, dal Medioevo fino all’Expo dei giorni nostri, è un evento a cadenza regolare in cui gli operatori economici e non, hanno l’occasione di incontrarsi, conoscersi, portare nuovi prodotti, approcciare a nuovi mercati e paesi, e soprattutto scambiare culture e idee.

 

 

Riferimenti bibliografici:

 

Grohman A., Fiere e mercati nell’Europa occidentale, Mondadori, Milano, 2011.

Pirenne H., Histoire économique et sociale du Moyen Age, Presses Universitaires de France, Paris, 1933; trad. it., Storia economica e sociale del Medioevo, Garzanti, Milano, 1985.

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[ iscrizione originaria (aggiornata 2007) al tribunale di Roma (editore eOs): n° 215/2005 del 31 maggio ]