.

home

 

progetto

 

redazione

 

contatti

 

quaderni

 

gbeditoria


.

[ISSN 1974-028X]


RUBRICHE


attualità

.

ambiente

.

arte

.

filosofia & religione

.

storia & sport

.

turismo storico



 

PERIODI


contemporanea

.

moderna

.

medievale

.

antica



 

EXTEMPORANEA


cinema

.

documenti

.

multimedia



 

ARCHIVIO


.

contemporanea


N. 61 - Gennaio 2013 (XCII)

La riscoperta delle identità locali
sulle opere minori di Benedetto Croce

di Antonio Pisanti

 

Abbiamo sottolineato più volte il ruolo che la conoscenza del territorio e del suo patrimonio culturale, materiale e immateriale, va assumendo per il recupero delle identità locali, soffocate sempre più dalle pulsioni di una globalizzazione invasiva e spersonalizzante.

 

Nella ricorrenza del 60° anniversario della morte di Benedetto Croce ci è piaciuto ricordare un aspetto della sua indagine e della sua produzione “giovanile” particolarmente attenta al tema della memoria storica locale, che egli stesso, incamminatosi nella seconda metà del suo percorso teoretico, avrebbe giudicato con severità, in quanto caratterizzato da pure e semplici “esercitazioni erudite e letterarie”.

 

Le esercitazioni alle quali Croce si riferiva erano le pagine in cui aveva narrato fatti e personaggi del passato, aneddoti e curiosità legati a luoghi e a monumenti la cui testimonianza, in alcuni casi, sopravvive ancora oggi proprio grazie all’opera sua e di quanti ne hanno scritto, tramandandone il ricordo ai contemporanei e alle generazioni successive.

 

Nelle ultime opere, Croce sarebbe ritornato con maggiore indulgenza su quelle sue attività, talvolta rivedendo e riproponendo testi e ricerche, sottolineando ancor più il valore del passato e della sua conoscenza, indispensabile per assicurare il cammino della civiltà verso immancabili seppur sofferte mete di progresso.

 

Nel progresso il Filosofo ha sempre mostrato di aver fede, considerando i periodi bui della storia come interruzioni paragonabili agli accadimenti che in natura, pur nella loro drammaticità, non interrompono il corso della sua evoluzione.

 

In una tale visione ottimistica di fondo, “il legame sentimentale con il passato prepara e aiuta l’intelligenza storica, condizione di ogni vero avanzamento civile”, purché, ancor più nei momenti di crisi, ciascuno, “quale che sia il suo dovere”, mostri il proprio impegno, “nella sua cerchia e con i suoi mezzi”.

 

Le speranze di progresso e i miti di opposti razionalismi non bastano per alimentare quella fiducia nel futuro che ha bisogno di essere supportata con un senso di identità originato dalla coscienza di un passato comune e dall’appartenenza al territorio, con tutta la sua storia, le sue caratteristiche e i suoi problemi.

 

Il vincolo identitario, ricorda l’insegnamento della storia, se male interpretato ed esasperato, può dare origine a teorie prevaricatrici e fatti di violenza e di conflitto.

 

Talvolta le identità originano da bisogni di resistenza, magari senza progetto, o possono essere identità anagrafiche o di genere che danno per scontata la positività di alcune situazioni e condizioni, non sufficienti, invece, a garantire da sole la bontà delle azioni.

 

In una realtà globalizzata, le proprie identità ed appartenenze non possono ignorare altre identità ed altre appartenenze, a meno che queste non esprimano un rifiuto di quei principi morali che, comunque, trascendono ogni particolare visione culturale. Le testimonianze che si possono trarre da una conoscenza ormai planetaria delle civiltà e delle culture, infatti, evidenziano la sussistenza di ricorrenti valori comuni mai accantonati nella loro essenzialità, indipendentemente dal luogo e dal tempo in cui si sono manifestati.

 

La volontà di ampliare la sfera delle conoscenze e della tolleranza, nella ricerca di princìpi comuni sempre più ampiamente diffusi e condivisi, fa pensare ad identità concentriche, comunque comprensive di identità minori da salvaguardare in quanto indispensabili per assicurare il rispetto del territorio e delle regole comuni in cui riconoscersi.

 

Le testimonianze storiche del territorio e le persistenze paesaggistiche sono elemento immediato, essenziale premessa di aggregazione e motivo di convivenza per la comunità locale.

 

In questa prospettiva, la stessa erudizione si fa cultura, caricandosi di una tensione morale che trova nella scuola e nell’educazione i primi strumenti per l’impegno civile. La legge Croce, nel 1922, fu uno dei primi provvedimenti organici per la salvaguardia dei beni ambientali.

 

Nel nostro tempo, le fonti della conoscenza e dell’educazione tendono ad uscire dalle loro sedi tradizionali, le aule e le stesse biblioteche, grazie alla disponibilità di nuovi modelli di conservazione e di trasmissione della memoria che, pur a costo di rischi e di comprensibili diffidenze, estendono e democratizzano le possibilità di fruizione e di diffusione del sapere.



 

 

COLLABORA


scrivi per InStoria



 

EDITORIA


GBe edita e pubblica:

.

- Archeologia e Storia

.

- Architettura

.

- Edizioni d’Arte

.

- Libri fotografici

.

- Poesia

.

- Ristampe Anastatiche

.

- Saggi inediti

.

catalogo

.

pubblica con noi



 

links


 

pubblicità


 

InStoria.it

 


by FreeFind


[REGISTRAZIONE AL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA N° 577/2007 DEL 21 DICEMBRE]


 

.