[ISSN 1974-028X]

[REGISTRAZIONE AL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA N° 577/2007 DEL 21 DICEMBRE] *

 

N° 217 / GENNAIO 2026 (CCXLVIII)


attualità

A PROPOSITO DI HIKIKOMORI
Un fenomeno in CONTINUA crescita TRA GLI ADOLESCENTI
di Giovanna D'Arbitrio

 

A quanto pare, i problemi degli adolescenti aumentano sempre più in una società che non riesce più a educarli e a comprendere i loro bisogni più profondi, anzi spesso li condiziona facendoli deviare verso strade pericolose a causa di esempi poco costruttivi e deriva di valori civili ed etici, tra violenze di ogni genere e sanguinose guerre.

 

E mentre l’aggressività sembra crescere tra gli adolescenti con baby gang e cyberbullismo, dall’altro cresce il disagio dei più deboli o sensibili che si chiudono in sé stessi e rifiutano l’attuale società. È ciò che accade agli adolescenti “hikikomori”.


Come si apprende dai dati Unicef, reperibili on line, su questo grave problema psichico, il termine giapponese hikikomori significa letteralmente “stare in disparte” ed è usato per indicare giovani che decidono di ritirarsi dalla vita sociale per lunghi periodi chiudendosi in casa, senza avere alcun contatto diretto con il mondo esterno.

Benché questo fenomeno si sia verificato per la prima volta in Giappone, ha assunto proporzioni drammatiche a livello internazionale. Attualmente, come attestano i dati di Save the Children, i casi nel mondo sono migliaia e anche in Italia sono in aumento.

Il fenomeno è emerso in Giappone tra gli anni '80 e '90 per varie cause, come pressioni sociali, aspettative familiari elevate, bullismo e un sistema scolastico competitivo, generanti paura di fallimento, vergogna e conseguenziale isolamento per sfuggire a giudizi negativi. Il termine fu coniato dallo psichiatra Tamaki Saitō per descrivere giovani che si chiudevano in camera, rifiutando ogni rapporto sociale, un fenomeno in aumento nel mondo negli ultimi anni anche a causa dei lockdown per la pandemia da COVID-19 e uso eccessivo di computer e smartphone.


Molti sono i libri che trattano tale fenomeno e tra essi ricordiamo “L’Hikikomori: un fenomeno di autoreclusione giovanile” (Carocci), di Karim Bagnato che viene così presentato: ”Chi sono gli hikikomori? Solitamente si tratta di adolescenti che decidono di isolarsi completamente nella loro stanza per lunghi periodi di tempo, addirittura anni, rifiutando qualsiasi forma di contatto con il mondo esterno e mettendo fine a ogni forma di comunicazione, anche con i propri familiari".

È un fenomeno allarmante che colpisce un gran numero di giovani, che non sono in grado di rispondere alle continue e pressanti aspettative sociali e ai quali l'isolamento sembra l'unico modo per sopravvivere. Il volume inquadra l'hikikomori nella società contemporanea soffermandosi sulle differenze e le similitudini del fenomeno in Italia e in Giappone e analizzando le variabili individuali e contestuali che possono favorirne l'insorgenza e il mantenimento. Infine, viene illustrata la proposta di un programma di intervento che agisca a più livelli e che implichi il coinvolgimento delle principali agenzie educative.

Senza dubbio è importante riconoscere subito i sintomi e individuarne le cause, soprattutto se i sintomi persistono per più di 6 mesi e la dipendenza dai social network, ampiamente associata alla sindrome, diventa unico mezzo di comunicazione.

I dati Unicef hanno evidenziato delle caratteristiche predominanti che potrebbero essere utili per identificare il fenomeno: età compresa tra i 14-30 anni, essere maschio (nel 90% dei casi), essere figlio unico di una famiglia medio-alta, nella quale solitamente è assente uno dei genitori, in genere il padre. Altri esperti, tra cui Saitō, attribuiscono la causa del disagio anche al rapporto madre e figlio, come una dipendenza che sembrerebbe verificarsi di più tra gli adolescenti maschi con madri troppo ansiose e oppressive, in particolare se su loro ricade il peso di educazione e mantenimento dei figli.

Si tratta comunque di un fenomeno complesso che nasce da un mix di fattori familiari e sociali, oppure individuali (malattie o traumi). Secondo “Hikikomori Italia” vi sono alcune cause predominanti, come bullismo, sopraffazione, alte aspettative da parte degli adulti. Ad esse aggiungerei crisi di famiglia e scuola.

La scuola, in effetti, potrebbe essere un valido aiuto per le famiglie se non fosse essa stessa afflitta oggi da crescenti difficoltà nei caotici e sovraffollati istituti comprensivi, carenti di spazi adeguati per attività più coinvolgenti, come laboratori creativi e palestre ben attrezzate per attività sportive, istituti diventati purtroppo luoghi in cui gli adolescenti possono essere più esposti a bullismo e pressione sociale.

Senza dubbio è importante cogliere i primi segnali di disagio, cercando momenti di ascolto e di dialogo genitori-figli, nonché favorendo le occasioni di rapporti con amici e parenti. Tra l'altro, in Italia ci sono diverse organizzazioni che si possono contattare per aiutare un giovane hikikomori, come l'associazione “Hikikomori Italia” che offre consigli, supporto e informazioni sul problema.

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[ iscrizione originaria (aggiornata 2007) al tribunale di Roma (editore eOs): n° 215/2005 del 31 maggio ]