A PROPOSITO DI HIKIKOMORI
Un fenomeno in CONTINUA crescita TRA
GLI ADOLESCENTI
di Giovanna
D'Arbitrio
A
quanto pare, i problemi degli
adolescenti aumentano sempre più in
una società che non riesce più a
educarli e a comprendere i loro
bisogni più profondi, anzi spesso li
condiziona facendoli deviare verso
strade pericolose a causa di esempi
poco costruttivi e deriva di valori
civili ed etici, tra violenze di
ogni genere e sanguinose guerre.
E
mentre l’aggressività sembra
crescere tra gli adolescenti con
baby gang e cyberbullismo,
dall’altro cresce il disagio dei più
deboli o sensibili che si chiudono
in sé stessi e rifiutano l’attuale
società. È ciò che accade agli
adolescenti “hikikomori”.
Come si apprende dai dati Unicef,
reperibili on line, su questo grave
problema psichico, il termine
giapponese hikikomori significa
letteralmente “stare in disparte” ed
è usato per indicare giovani che
decidono di ritirarsi dalla vita
sociale per lunghi periodi
chiudendosi in casa, senza avere
alcun contatto diretto con il mondo
esterno.
Benché questo fenomeno si sia
verificato per la prima volta in
Giappone, ha assunto proporzioni
drammatiche a livello
internazionale. Attualmente, come
attestano i dati di Save the
Children, i casi nel mondo sono
migliaia e anche in Italia sono in
aumento.
Il fenomeno è emerso in Giappone tra
gli anni '80 e '90 per varie cause,
come pressioni sociali, aspettative
familiari elevate, bullismo e un
sistema scolastico competitivo,
generanti paura di fallimento,
vergogna e conseguenziale isolamento
per sfuggire a giudizi negativi. Il
termine fu coniato dallo psichiatra
Tamaki Saitō per descrivere giovani
che si chiudevano in camera,
rifiutando ogni rapporto sociale, un
fenomeno in aumento nel mondo negli
ultimi anni anche a causa dei
lockdown per la pandemia da COVID-19
e uso eccessivo di computer e
smartphone.
Molti sono i libri che trattano tale
fenomeno e tra essi ricordiamo
“L’Hikikomori: un fenomeno di
autoreclusione giovanile” (Carocci),
di Karim Bagnato che viene così
presentato: ”Chi sono gli hikikomori?
Solitamente si tratta di adolescenti
che decidono di isolarsi
completamente nella loro stanza per
lunghi periodi di tempo, addirittura
anni, rifiutando qualsiasi forma di
contatto con il mondo esterno e
mettendo fine a ogni forma di
comunicazione, anche con i propri
familiari".
È un fenomeno allarmante che
colpisce un gran numero di giovani,
che non sono in grado di rispondere
alle continue e pressanti
aspettative sociali e ai quali
l'isolamento sembra l'unico modo per
sopravvivere. Il volume inquadra l'hikikomori
nella società contemporanea
soffermandosi sulle differenze e le
similitudini del fenomeno in Italia
e in Giappone e analizzando le
variabili individuali e contestuali
che possono favorirne l'insorgenza e
il mantenimento. Infine, viene
illustrata la proposta di un
programma di intervento che agisca a
più livelli e che implichi il
coinvolgimento delle principali
agenzie educative.
Senza dubbio è importante
riconoscere subito i sintomi e
individuarne le cause, soprattutto
se i sintomi persistono per più di 6
mesi e la dipendenza dai social
network, ampiamente associata alla
sindrome, diventa unico mezzo di
comunicazione.
I dati Unicef hanno evidenziato
delle caratteristiche predominanti
che potrebbero essere utili per
identificare il fenomeno: età
compresa tra i 14-30 anni, essere
maschio (nel 90% dei casi), essere
figlio unico di una famiglia
medio-alta, nella quale solitamente
è assente uno dei genitori, in
genere il padre. Altri esperti, tra
cui Saitō, attribuiscono la causa
del disagio anche al rapporto madre
e figlio, come una dipendenza che
sembrerebbe verificarsi di più tra
gli adolescenti maschi con madri
troppo ansiose e oppressive, in
particolare se su loro ricade il
peso di educazione e mantenimento
dei figli.
Si tratta comunque di un fenomeno
complesso che nasce da un mix di
fattori familiari e sociali, oppure
individuali (malattie o traumi).
Secondo “Hikikomori Italia” vi sono
alcune cause predominanti, come
bullismo, sopraffazione, alte
aspettative da parte degli adulti.
Ad esse aggiungerei crisi di
famiglia e scuola.
La scuola, in effetti, potrebbe
essere un valido aiuto per le
famiglie se non fosse essa stessa
afflitta oggi da crescenti
difficoltà nei caotici e
sovraffollati istituti comprensivi,
carenti di spazi adeguati per
attività più coinvolgenti, come
laboratori creativi e palestre ben
attrezzate per attività sportive,
istituti diventati purtroppo luoghi
in cui gli adolescenti possono
essere più esposti a bullismo e
pressione sociale.
Senza dubbio è importante cogliere i
primi segnali di disagio, cercando
momenti di ascolto e di dialogo
genitori-figli, nonché favorendo le
occasioni di rapporti con amici e
parenti. Tra l'altro, in Italia ci
sono diverse organizzazioni che si
possono contattare per aiutare un
giovane hikikomori, come
l'associazione “Hikikomori Italia”
che offre consigli, supporto e
informazioni sul problema.