In effetti ci sono molti libri del
passato e del presente che
analizzano tale tema, come
Della gentilezza e del coraggio. Breviario di politica e altre cose
(Edizioni Feltrinelli), di Gianrico
Carofiglio, che offre spunti e
riflessioni su come affrontare le
sfide della politica e della
convivenza civile in modo più
costruttivo. Ecco in parte la
presentazione del libro:
“La qualità della democrazia
scaturisce innanzitutto dalla
capacità di porre e di porsi buone
domande, dalla capacità di dubitare.
E questo vale tanto per chi il
potere ce l’ha quanto, e forse
soprattutto, per chi apparentemente
non ce l’ha. Cioè noi, i cittadini.
(...). La “gentilezza”, insieme al
coraggio, si presenta come una dote
dell’intelligenza, una virtù
necessaria a cambiare il mondo. E
contrastare tutte le forme opache
del potere diventa un’attività
sovversiva, una rivendicazione di
libertà”.
E non possiamo dimenticare Marshall
Bertram Rosenberg (1934-2015),
importante psicologo statunitense
ideatore della comunicazione
nonviolenta, CNV o "Linguaggio
giraffa", un metodo di comunicazione
che può aiutare le persone a
risolvere pacificamente conflitti e
incomprensioni. Fu fondatore e
direttore dei Servizi Educativi per
il Centro della Comunicazione
Nonviolenta, un’organizzazione
internazionale non profit da lui
fondata nel 1984 operante in molti
Paesi del mondo lacerati da
conflitti.
A quanto pare, il metodo di
Comunicazione Non Violenta (CNV) di
Rosenberg, definita come il
"linguaggio giraffa" poiché la
giraffa ha un cuore grande e una
visione ampia, non consiste
nell’imporre agli altri ciò che
vogliamo, ma nello stabilire una
connessione psichica che conduca a
comprensione reciproca e a soluzioni
accettabili, attraverso un dialogo
aperto e rispettoso. Rosenberg
scrisse numerosi libri, tra i quali
ricordiamo soprattutto:
“Le parole sono finestre (oppure
muri)”,
“Preferisci avere ragione o essere
felice?”,
“Crescere i bambini con la
comunicazione nonviolenta”.
E infine ci sembra giusto citare
“Per un Mondo Migliore” di
Jürgen Habermas, morto il 14 marzo
2026, grande filosofo, sociologo e
politologo nato a Düsseldorf nel
1929. Il suo libro sembra quasi un
testamento affidato ai posteri in
cui egli ripercorre la propria vita
con Stefan Müller-Doohm e Roman Yos,
suoi biografi, esponendo anche le
sue idee come la “teoria dell'agire
comunicativo”, secondo la quale la
democrazia vive nel confronto e nel
dialogo tra cittadini liberi e
uguali. Il libro tratta anche di
temi di più urgente attualità quali
la crisi delle democrazie liberali,
i conflitti geopolitici e il destino
dell'Europa.
Ecco alcuni pilastri del suo
pensiero:
1. La teoria dell'agire
comunicativo: la comunicazione non
deve mirare al successo personale o
alla manipolazione dell’agire
strategico, ma all'intesa reciproca
(Verständigung).
2. Etica del discorso: necessarie
appaiono norme morali e sociali
valide solo se approvate da tutti i
soggetti coinvolti in un dialogo
libero e razionale.
3. Democrazia deliberativa: in cui i
cittadini discutono e influenzano le
decisioni politiche in un confronto
pubblico.
4. Difesa della Modernità e
dell'Europa: in base a principi
illuministici di modernità e
razionalità, disapprovando populismi
e sovranismi in un progetto di
Europa unita e democratica.
5. Sistema e Mondo della vita:
burocrazia ed economia (sistema)
condizionano la vita quotidiana
(mondo della vita), fatta di
relazioni spontanee e valori
condivisi.
Sarà possibile la ripresa pacifica
di comunicazione e dialogo tra
nazioni potenti, mentre imperversano
numerose guerre che mettono in
pericolo la vita stessa sulla terra?
Non ci resta che sperare.