[ISSN 1974-028X]

[REGISTRAZIONE AL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA N° 577/2007 DEL 21 DICEMBRE] *

 

165 / SETTEMBRE 2021 (CXCVI)


attualità

GREEN PASS E LAVORO

COSA ACCADE IN UE?

di Giovanna D’Arbitrio

 

Il Consiglio dei Ministri ha varato il “Super Green pass”, per i lavoratori pubblici e privati con un decreto che sarà in vigore dal 15 ottobre 2021. A quanto pare solo per disabili e persone fragili si stabilisce che “al fine di assicurare l’esecuzione gratuita dei test molecolari e antigenici rapidi, per i cittadini con disabilità o in condizione di fragilità che non possono effettuare la vaccinazione anti SARS-CoV-2 a causa di patologie ostative certificate, nonché per i soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con Circolare del Ministro della salute, è istituito nello stato di previsione del Ministero della salute un Fondo per la gratuità dei tamponi”.

 

A questo punto ci chiediamo come ci si muove in Europa riguardo al Certificato Verde sul lavoro e non solo. Benché consapevoli che le disposizioni attuali potrebbero cambiare, cercheremo di fare in breve il punto della situazione, nonostante il mare notizie su giornali cartacei e non, per non parlare dei continui talk show in TV, in particolare sul tema di Green Pass e lavoro.

 

A quanto pare per ora l’UE non ha stabilito norme comuni e così accade che mentre in alcuni Stati hanno già bloccato il Certificato Verde, come la Spagna e Regno Unito (che non fa parte dell’UE) in altri invece ci si comporta in modo diverso. In Belgio, ad esempio, esiste il “Covidsafe Ticket” (con cui si dimostra di essere vaccinati o guariti con test molecolari) unicamente per gli eventi con oltre 1.500 persone. Chi viaggia verso il Belgio deve però presentare il Green Pass con la doppia dose (o dose unica in caso di J&J) fatta almeno due settimane prima o un tampone negativo o un certificato di avvenuta guarigione dal Covid.

 

La Svezia ha annunciato l’abolizione di gran parte delle misure entro il 29 settembre 2021. In Svizzera, invece, il 13 settembre 2021 è scattata l’estensione dai 16 anni in su dell’obbligo del Green Pass nei luoghi chiusi. Un datore di lavoro, tuttavia, può esigere dai lavoratori il pass, nel quadro del proprio obbligo di tutela. Università o scuole professionali decidono autonomamente. In Austria il certificato è obbligatorio per accedere a musei, ristoranti, luoghi di cultura, hotel, impianti sportivi e centri benessere; la Danimarca ha un Coronapas, che è in vigore da aprile 2021, richiesto per entrare in ristoranti, bar, palestre, mentre nei Paesi Bassi non è obbligatorio un certificato per accedere ai locali, bensì per i grandi eventi; in Portogallo è obbligatorio per accedere a hotel, palestre, eventi culturali e sportivi, e il venerdì sera e nel fine settimana anche nei ristoranti; in Irlanda serve per accedere a ristoranti, pub e bar.

 

In Germania dal 23 agosto 2021 vige la regola delle 3 G: Geimpft, Getestet, Genesen, ossia vaccinato, testato o guarito, cioè la certificazione per entrare in locali chiusi, pubblici o privati, incluse le discoteche. Nessun obbligo per mezzi pubblici, treni, aerei (e luoghi di lavoro). L’obbligo di vaccinazione è in vigore solo nel settore sanitario per medici, infermieri e personale ospedaliero. In Francia il Green Pass è più diffuso anche in campo lavorativo e richiesto in particolare nei luoghi chiusi ed eventi a elevata affluenza, per il personale sanitario e parasanitario e di altri settori, esclusi gli insegnanti. Si rilevano proteste in varie città.

 

In aumento le restrizioni in Grecia: dopo l’estate, dal 13 settembre 2021 il Green Pass in Grecia è obbligatorio per attività e locali come bar e ristoranti, luoghi chiusi, treni a lunga percorrenza. In ambito lavorativo pubblico e privato, chi non è vaccinato deve fare doppio tampone settimanale a proprie spese. Obbligo vaccinale in vigore da settembre 2021 per il personale delle Rsa e operatori sanitari. Nelle repubbliche baltiche di Estonia, Lituania e Lettonia il Certificato serve per mangiare nei ristoranti al chiuso, altrimenti si è costretti a stare all’aperto.

 

In Italia i sindacati chiedono al governo di sancire l’obbligo per tutti di vaccinarsi contro il Covid per evitare discriminazioni” tra lavoratori: «Confermiamo il nostro impegno affinché, attraverso lo strumento della vaccinazione e la piena applicazione dei protocolli sulla sicurezza, il nostro Paese possa uscire definitivamente dalla crisi pandemica che stiamo vivendo» – Landini, Sbarra e Bombardieri hanno scritto al Premier M. Draghi – «Le ribadiamo il nostro assenso a un provvedimento che, in applicazione della nostra Carta, il governo decida di assumere finalizzato a rendere la vaccinazione obbligatoria quale trattamento sanitario per tutti i cittadini del nostro Paese».

 

Molte sono le proteste dei No Vax e di tanti che temono limitazioni al cosiddetto “Stato di diritto”. Massimo Cacciari ad esempio evidenzia anche la mancanza di informazioni ampie e corrette su vaccini e chiede che “vengano indicati con chiarezza i criteri in base ai quali verrà posto fine allo ‘stato di emergenza’. La decisione non può essere assunta ad libitum in base all’ennesimo Dpcm. Da decenni il Parlamento perde progressivamente di centralità e autorevolezza”.

 

Insomma i problemi sollevati sono davvero tanti e non di facile soluzione. Tanti anche i dubbi, le incertezze, le argomentazioni sull’origine del Coronavirus, i timori per perdita di libertà democratiche e così via. Eppure, malgrado tutte le considerazioni possibili e immaginabili, la pandemia è una drammatica realtà che in qualche modo va arginata in tutto il mondo.

 

Tante sono le polemiche in Occidente, ma pochi parlano di milioni di persone che ancora contraggono il virus a causa di varianti, in particolare nel Terzo Mondo dove i vaccini ancora non arrivano in quantità massicce per la mancata abolizione dei brevetti.

 

Concludendo, in un mondo sempre più globalizzato, la pandemia forse sarà davvero sconfitta se tutti i paesi del mondo ne usciranno vittoriosi, altrimenti il futuro sarà davvero oscuro se dovremo continuare a inoculare ulteriori dosi di vaccino riservati solo ai paesi più ricchi. E con l’inquinamento che sta devastando il nostro pianeta minando le nostre difese immunitarie, quanti altri virus e malattie dovremo affrontare e combattere, oltre a quelle già esistenti che la ricerca scientifica non riesce a curare, come ad esempio il cancro, (solo per citarne una)?

 

E che dire degli effetti dell’inquinamento sul clima impazzito che causa disastri immani?

 

Non si riesce davvero a capire come si continui a insistere sulle stesse distruttive strategie politico-economiche, sempre alla ricerca di risorse di vario genere da sfruttare anche a costo di seminare guerre, fame e malattie senza alcun rispetto per diritti umani e civili e i cosiddetti “beni comuni”.

 

Perché accanto a sfruttamento di risorse, non si crea almeno vivibilità in tanti paesi in cui i popoli sono costretti a emigrare?

 

Concludiamo con la citazione di una frase di Martin Luter King, ancora più attuale in mondo globalizzato che si trova a un bivio epocale in cui l’Umanità dovrà scegliere tra egoismo e solidarietà: «Dobbiamo imparare a vivere insieme come fratelli o periremo insieme come stolti». 

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[ iscrizione originaria (aggiornata 2007) al tribunale di Roma (editore eOs): n° 215/2005 del 31 maggio ]