[ISSN 1974-028X]

[REGISTRAZIONE AL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA N° 577/2007 DEL 21 DICEMBRE] *

 

N° 218 / FEBBRAIO 2026 (CCXLIX)


contemporanea

Francesco De Pinedo e l’impresa del Gennariello
un idrovolante, tre continenti

di Paolo Pescucci

 

Il 7 novembre 1925 intorno alle ore 15:00, l’idrovolante con Francesco De Pinedo ed Ernesto Campanelli, che ha sorvolato tre continenti per complessivi 55.000 chilometri, ammara nel fiume Tevere nei pressi di ponte Ripetta. La folla è immensa e da allora quel luogo sarà chiamato “Scalo De Pinedo”; si compie così una delle più grandi imprese dell’Aeronautica Italiana, un record mondiale, un passo verso il progresso e l’unione tra i popoli.

Francesco De Pinedo era partito da Sesto Calende il 20 aprile 1925; volarono per 370 ore complessivamente, con 80 scali nell’arco di 201 giorni, compiendo un’impresa epica che è esempio di coraggio, spirito d’avventura e genialità dell’aviazione italiana. L’impresa venne compiuta con un aereo di serie costruito dalla SIAI Marchetti, l’S.16ter, che era un idrovolante a scafo centrale, biplano, biposto a cabina aperta, struttura in legno, rivestimento in tela; lo scafo a prua ospitava pilota ed equipaggio e rimaneva spazio per rifornimenti e mezzi di rispetto e soccorso, compresi albero e vela d’emergenza per trasformarlo in barca. Il motore, che azionava un’elica quadripala spingente, era il Lorraine-Dietrich con una potenza di 450 cavalli, fatto installare e collaudato da Francesco De Pinedo, che andava a sostituire il Fiat A12 che si era dimostrato inaffidabile in precedenti imprese. Francesco De Pinedo lo battezzò Gennariello in onore a San Gennaro, protettore di Napoli, e per avere l’autorizzazione a partire si offrì di ripagarlo (lui o i suoi eredi) qualora l’impresa fosse fallita.

 

Francesco De Pinedo era convinto che viaggiare per il mondo in idrovolante fosse più conveniente rispetto all’aereo terrestre. L’idrovolante, infatti, può volare sopra terre e mari e ammarare in qualsiasi lago, porto o foci di fiumi, cosa impossibile per un aereo terrestre. Francesco De Pinedo, anche con l’aiuto del giovane collaboratore Carlo Del Prete, studiò mappe e portolani, disegnò le rotte, preparò e predispose rifornimenti e punti d’appoggio, tutto con cura maniacale: nulla doveva essere lasciato al caso.

 

La Crociera Aerea Italia-Australia-Giappone-Roma era un immenso triangolo che sorvolava tre continenti, regioni della terra molto differenti fra loro per clima e caratteristiche geografiche. Francesco De Pinedo divise il viaggio in tre parti principali: da Sesto Calende (Varese) a Melbourne, da Melbourne a Tokyo e da Tokyo a Roma.

 

Poco dopo la partenza il primo intoppo: una perdita di olio li costrinse ad ammarare sul lago di Varano in Puglia e ottenere dallo stupito farmacista locale 10 kg di olio di ricino per rabboccare il motore. Poi via su Grecia e Medio Oriente, ma mentre sorvolano Chahbar (Iran) il serbatoio dell’olio ha una nuova perdita e sono costretti a fare scalo. Nella piccola base inglese non c’è assistenza, ma Ernesto Campanelli ruba una padella in rame dalla cucina e, nonostante le proteste del cuoco, la trasforma in un manicotto per il serbatoio dell’olio e così ripartono.

 

Intanto stanno diventando stelle mondiali; i giornali del mondo scrivono sull’avanzare della loro impresa sull’India, la Thailandia, poi giù verso la Malesia e l’Indonesia. Anche nei momenti più difficili Francesco De Pinedo non perde il proprio sangue freddo e trova anche il modo di canticchiare qualche canzone napoletana.

 

Il 31 maggio gli aviatori raggiungono l’Australia ammarando nel piccolo porto di Broome; il Primo Ministro australiano, Lord Stanley Bruce, manda loro un telegramma: «Vi diamo il benvenuto nel nostro Paese e sentiamo che il vostro successo contribuirà a rafforzare l’amicizia esistente fra l’Italia e l’Australia», ma più dei saluti ufficiali è la folla, i tanti migranti italiani in Australia che si entusiasmano. Ricevono lettere da sindaci e maestri di scuola che li pregano di sorvolare le loro comunità facendo vedere per la prima volta un aereo.

 

Finalmente giungono a Melbourne, dove si fermeranno per un mese onde svolgere una manutenzione generale dell’idrovolante, un mese di feste, di onori, di riconoscimenti pari a quelli che erano stati riservati al Principe di Galles in una precedente visita.

 

Il 16 luglio 1925 decollarono nuovamente per percorrere la costa est dell’Australia e spiccare il volo verso Merauke (Nuova Guinea), dove ammararono fra le urla impaurite della tribù indigena dei Kaia-Kaia. Poi le Molucche, la sosta a Manila, la visita alla base americana di Corregidor. Vicino a Cebu la presa d’aria del carburatore si allentò ed Ernesto Campanelli fu costretto a salire sull’ala e tenerla con la mano fino all’ammaraggio.

 

Finalmente il 26 settembre arrivarono a Tokyo, dove ricevettero la decorazione imperiale del Tesoro Sacro e Francesco De Pinedo poté far sfoggio del suo giapponese tenendo un discorso alla radio di Tokyo.

 

Il 17 ottobre ripartirono per l’Italia; con il motore sostituito il Gennariello riprese vigore e volò con brevissime soste: il 5 novembre erano già a Taranto. Dopo Taranto il 6 a Napoli e finalmente il 7 novembre a Roma. Il popolo romano e tutta l’Italia si unirono nei festeggiamenti che si prolungarono per mesi.

 

Il Re Vittorio Emanuele III gli concesse il titolo di Marchese; fu il primo aviatore al mondo a ricevere la Medaglia d’Oro della Fédération Aéronautique Internationale (FAI), la più importante entità mondiale per gli sport aerei. La Francia gli concesse la commenda della Légion d'Honneur e tante altre nazioni gli riconobbero decorazioni e onori.

 

La Regia Aeronautica lo promosse a colonnello, ma negli anni le sue grandi capacità, il suo rapidissimo salire ai vertici, suscitarono invidie che gli costarono la carriera, la vita e l’oblio. Tutt’oggi, mentre al suo motorista Ernesto Campanelli è dedicato l’aeroporto di Oristano, per il grande Francesco De Pinedo non c’è una struttura dell’aeronautica a lui dedicata, e la sua tomba è dimenticata al cimitero del Verano.

RUBRICHE


attualità

ambiente

arte

filosofia & religione

storia & sport

turismo storico

 

PERIODI


contemporanea

moderna

medievale

antica

 

ARCHIVIO

 

COLLABORA


scrivi per instoria

 

 

 

 

PUBBLICA CON GBE


Archeologia e Storia

Architettura

Edizioni d’Arte

Libri fotografici

Poesia

Ristampe Anastatiche

Saggi inediti

.

catalogo

pubblica con noi

 

 

 

CERCA NEL SITO


cerca e premi tasto "invio"

 


by FreeFind

 

 


 

 

 

[ iscrizione originaria (aggiornata 2007) al tribunale di Roma (editore eOs): n° 215/2005 del 31 maggio ]