[ISSN 1974-028X]

[REGISTRAZIONE AL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA N° 577/2007 DEL 21 DICEMBRE] *

 

N° 218 / FEBBRAIO 2026 (CCXLIX)


attualità

RIFLESSIONI SU COSTITUZIONE ITALIANA E REFERENDUM
Difesa dei valori democratici

di Giovanna D'Arbitrio

 

Ci sembra giusto riflettere sull’importanza della nostra Costituzione e sui vari tentativi per modificarla, sempre più numerosi in questi ultimi anni e in verità ci sfuggono i reali obiettivi di tutto ciò, per cui temiamo che i valori democratici del nostro paese possano correre qualche rischio. Ci preoccupano in verità i referendum passati e presenti sulla giustizia, in particolare il referendum costituzionale previsto per il 22-23 marzo 2026 mirante alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Desta molta preoccupazione soprattutto la riforma che prevede due CSM distinti (uno per i giudici, uno per i PM), l’estrazione a sorte dei membri e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare.

 

Ricordiamo, pertanto, in un rapido excursus, la Costituzione italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, che rappresenta un pilastro fondamentale della democrazia in Italia, un documento vivo che incarna i principi fondamentali su cui si basa la Repubblica, costruita sull’equilibrio dei poteri e radicata in principi democratici, diritti civili e umani, equità sociale, libertà di espressione, diritto allo studio, al lavoro e alla partecipazione politica. I padri costituenti membri dell’Assemblea Costituente italiana, eletta il 2 giugno 1946, furono incaricati di redigere la Costituzione della Repubblica Italiana. I principali esponenti furono Alcide De Gasperi (DC), Palmiro Togliatti (PCI), Pietro Nenni (PSI), Benedetto Croce (PLI), Giuseppe Saragat (PSLI), Umberto Terracini (PCI), Piero Calamandrei (PdA). Tra i costituenti c’erano anche 21 donne (le “madri costituenti”), tra cui Nilde Iotti, Lina Merlin, Teresa Mattei, Angela Gotelli, che contribuirono significativamente ai diritti civili. Provenienti tutti da diverse culture politiche (democratica, liberale, social-comunista), seppero costruire una base democratica condivisa dopo il fascismo.

 

Ci vengono in mente le parole di Piero Calamandrei ai giovani il 26 gennaio del 1955 quando affermò che “la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai (...) Quindi, voi giovani alla costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa vostra, metterci dentro il senso civico, la coscienza civica (...) c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato. Tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie son tutti sfociati in questi articoli”.

 

Tornando al referendum sulla giustizia, purtroppo prevalgono molte polemiche e si è scatenata una bagarre che non giova all’informazione, in particolare su ciò che si va a eliminare in diversi articoli della Costituzione e su cosa si va a sostituire non solo con la separazione delle carriere, ma soprattutto con il famigerato “sorteggio” per evitare condizionamenti di tipo politico (come se poi i “sorteggiati” fossero privi di idee politiche). Per fortuna è intervenuto il Presidente Sergio Mattarella a spegnere i toni delle polemiche con un discorso molto equilibrato che ha sollecitato soprattutto al rispetto reciproco tra Istituzioni. Vale sempre la stessa domanda: “Cui prodest?”. Ci vengono in mente numerosi casi di suicidi in carceri sovraffollate disumane, violente, invivibili, i processi interminabili, il personale ridotto al minimo, le montagne di carte accumulate per carenza di nuove tecnologie e quant’altro. Non si costruiscono prigioni decenti per rieducare e favorire il reinserimento nella società. E questa volta non c’è quorum per il referendum. Un momento davvero difficile, mentre a livello internazionale prevalgono governi autocratici e il diritto del più forte. Che Dio ci aiuti!

 

Molto interessante il libro di Giuseppe Fonseca La Costituzione. Il Pilastro di Cristallo (La Scuola di Pitagora Editrice), presentato a Napoli il 20 gennaio 2011 alla Feltrinelli in un significativo dibattito tra eminenti personaggi (Francesco Paolo Casavola, Gerardo D’Agostino, Michele Marotta, Massimo Villone e l’autore stesso) che misero in rilievo l’importanza della cultura e dell’educazione dei giovani a salvaguardia dei valori etici e democratici nonché del delicato equilibrio tra i poteri, sanciti dalla nostra Costituzione, scaturita nel ‘48 dalla volontà del popolo italiano provato da dittatura e guerra.

 

L’intervento del professor Francesco Paolo Casavola, in particolare, mise in rilievo che mentre nelle costituzioni moderne in genere il popolo deve difendersi dalla “Forza del Potere”, la Costituzione italiana del ‘48, invece cerca di superare il concetto di Forza in base alla “Carta Universale dei Diritti dell’Uomo”, redatta nello stesso anno sull’onda dell’orrore suscitato da tante violenze e atrocità, in particolare quelle dell’Olocausto. E dal dibattito scaturirono confronti tra l’Italia nel ‘48 che accettò la Costituzione come uno “spazio condiviso” da tutte le classi sociali, mentre oggi invece il pericolo maggiore per essa viene da un’Italia confusa e divisa da conflittualità politiche. Pertanto, pur essendo un pilastro, la nostra Costituzione deve essere gestita con cura poiché, se modificata in modo invasivo, potrebbe diventare fragile come il “cristallo” se venissero alterati i delicati equilibri tra i poteri dello Stato.

 

Infine, in quel lontano 2011 Giuseppe Fonseca concluse il dibattito affermando che l’Italia più che stravolgere la Costituzione, dovrebbe consolidare la sua “unità nazionale”, poiché come disse Benjamin Franklin “un serpente riesce a camminare in avanti solo se intero, non se è tagliato a metà”.

 

Forse a tali sagge affermazioni, a distanza di diversi anni sarebbe opportuno aggiungere l’auspicio di un rinnovamento etico e culturale dell’attuale società, in particolare ora in un’epoca in cui perfino i diritti umani dei bambini vengono calpestati e aumentano i governi autocratici, sanguinose guerre e interessi geopolitici su terre rare.

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[ iscrizione originaria (aggiornata 2007) al tribunale di Roma (editore eOs): n° 215/2005 del 31 maggio ]