[ISSN 1974-028X]

[REGISTRAZIONE AL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA N° 577/2007 DEL 21 DICEMBRE] *

 

N° 226 / OTTOBRE 2026 (CCLVII)


attualità

A proposito di FOMO (“Fear of missing out”)
Un fenomeno su cui riflettere

di Giovanna D'Arbitrio

 

La FOMO, acronimo dell’espressione inglese “Fear of Missing Out”, cioè “paura di essere tagliati fuori” o “paura di perdersi qualcosa”, è una forma di ansia sociale che nasce dal timore di essere esclusi da esperienze piacevoli o significative. A quanto pare, tale paura spinge i giovani, in particolare gli adolescenti, a verificare in modo ossessivo le chat e i social network (come Instagram o TikTok) per non perdere aggiornamenti, in un confronto continuo tra la propria vita e quella degli altri, descritta sui social, creando difficoltà nel vivere il presente e godersi ciò che si ha davvero nella realtà.

 

Il termine è stato coniato nel 2004 dall’imprenditore e investitore americano Patrick Joseph McGinnis, autore del libro Fomo Sapiens, (Ed Rizzoli) che viene così presentato: “La sensazione di disagio davanti a una storia Instagram dei tuoi amici che a quell’evento ci sono andati, al contrario di te. La depressione che ti assale guardando il feed di LinkedIn, zeppo di possibilità lavorative migliori di quella che hai scelto tu. Prima stavi benissimo, ma adesso non riesci a smettere di pensarci: “Mi sto perdendo tutto il divertimento?”, “Avrò davvero scelto il posto di lavoro perfetto?”. Sì, sei affetto da FOMO (Fear Of Missing Out) e da FOBO (Fear of Better Options), la paura di essere tagliato fuori e di non essere in grado di prendere la decisione migliore. È una naturalissima risposta biologica, quella di farsi prendere dall’ansia quando pensi che le altre persone stiano vivendo una vita più ricca della tua, ma attraverso l’iperutilizzo dei social media l’angoscia è diventata così pervasiva da essersi trasformata in una vera e propria crisi culturale globale.

 

Patrick Joseph McGinnis è stato il primo a usare questi acronimi e per oltre dieci anni ha cercato di capire come debellare il terrore paralizzante che sta affliggendo intere generazioni. La soluzione, racchiusa in questo agile manuale, è imparare a prendere le proprie decisioni e scegliere in serenità, distinguendo cosa è davvero importante per noi in un mare di possibilità e opzioni: soppesa i costi e i benefici di una scelta, datti delle priorità, ascolta il tuo istinto, metti a tacere FOMO e FOBO. Solo così si arriva a eliminare dalla propria vita il superfluo per ridare spazio alla felicità e alla consapevolezza di sé”.

 

In effetti, il libro offre un’analisi accurata del fenomeno FOMO, evidenziando le cause psicologiche e sociali della suddetta paura che influenza le decisioni di chi ne soffre. E McGinnis fornisce anche le strategie per prendere decisioni senza essere travolti dalla paura di perdere opportunità, puntando su una maggiore consapevolezza nel fare scelte e nella conoscenza dei meccanismi mentali che guidano le decisioni: fornendo strumenti per gestire l’ansia derivante dalla pressione sociale, si punta quindi al benessere mentale con una maggiore fiducia nelle proprie capacità decisionali. In un’epoca dominata dall’influsso dei social, il libro offre una bussola per vivere con saggezza, focalizzando l’attenzione su attività e persone che davvero contano nella vita reale.

 

Lo stesso autore del libro ha affermato: “I social network aggravano senza dubbio la FOMO, ma per contrarla non serve stare sempre incollati al cellulare. Basta dedicare una quantità spropositata di tempo ed energie a tutte le cose che vorremmo avere, invece di apprezzare quelle che abbiamo e che diamo per scontate. È una tentazione sempre più diffusa in un mondo in cui siamo soverchiati da un ventaglio pressoché infinito di scelte possibili!” (Patrick Joseph McGinnis).

 

Ci sembra giusto ricordare la docu-serie intitolata FOMO - Fear Of Missing Out, che in 12 episodi racconta la vita quotidiana di un gruppo di studenti romani del liceo Vittoria Colonna durante l’ultimo anno di scuola, con la paura dell’esame di maturità da affrontare. La serie evidenzia come l’ansia eccessiva dei giovani d’oggi derivi dal continuo e inevitabile paragone con le vite, i successi e i corpi altrui mostrati sugli schermi. Questa “paura di perdersi qualcosa” si trasforma in ansia da prestazione e attacchi di panico. E anche se la docu-serie non evidenzia la necessità della guida di genitori o professori, emerge comunque da parte dei ragazzi il bisogno della presenza di adulti, capaci di ascoltarli senza giudicarli, soprattutto in un mondo digitale privo di rapporti affidabili.

 

Un concetto opposto che sta emergendo negli ultimi anni è JOMO (Joy of Missing Out), ossia il piacere e la serenità di disconnettersi e godersi i propri spazi in pace e solitudine, lo troviamo nel libro The Joy of Missing Out: Finding Balance in a Wired World, di Christina Crook (Ed. New Society Publishers), considerata fondatrice del movimento globale JOMO, che racconta il suo esperimento personale di disconnessione da Internet per 31 giorni, con dati, riflessioni culturali ed esercizi per ritrovare equilibrio.

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[ iscrizione originaria (aggiornata 2007) al tribunale di Roma (editore eOs): n° 215/2005 del 31 maggio ]